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Sardegna Solidale

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I Sa.Sol. Desk per la realizzazione della Rete delle Associazioni di Volontariato in Sardegna

1.000 Associazioni in una Rete unitaria:

nascono i Sa.Sol. Desk

Sono mille i Sa.Sol. Desk ("banchi" di Sardegna Solidale) che nei prossimi mesi costituiranno la prima Rete Intranet tra associazioni di volontariato in Italia. Progetto unico in Italia, primo per dimensioni e capillarità sul territorio, per capacità di coesione, di comunicazione e di scambio.

Promosso dal CSV Sardegna Solidale, approvato dal Co.Ge. Sardegna, condiviso dalle Organizzazioni di Volontariato.

Nella sezione "bandi e progetti" di questo portale sono riportati i materiali relativi al progetto

I Sa.Sol. Desk per la realizzazione della Rete delle Associazioni di Volontariato in Sardegna

1.000 Associazioni in una Rete unitaria:

nascono i Sa.Sol. Desk

Sono mille i Sa.Sol. Desk ("banchi" di Sardegna Solidale) che nei prossimi mesi costituiranno la prima Rete Intranet tra associazioni di volontariato in Italia. Progetto unico in Italia, primo per dimensioni e capillarità sul territorio, per capacità di coesione, di comunicazione e di scambio.

Promosso dal CSV Sardegna Solidale, approvato dal Co.Ge. Sardegna, condiviso dalle Organizzazioni di Volontariato.

Nella sezione "bandi e progetti" di questo portale sono riportati i materiali relativi al progetto

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Milano, 20 marzo 2010 - XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

La XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa da Libera, si celebrerà in Lombardia, a Milano, sabato 20 marzo 2010.

Milano sarà protagonista dei giorni del 19 (con l'incontro tra i familiari delle vittime e a seguire momento ecumenico di ricordo delle vittime) e del 20 (con la marcia al mattino e i seminari e il concerto al pomeriggio).

Sarà come sempre importante coinvolgere tutta la rete di Libera, gli studenti, la cittadinanza e le associazioni piccole e grandi.

Il tema che porremo al centro della Giornata, sarà la dimensione finanziaria delle mafie. Troppo spesso si licenzia frettolosamente ancora oggi il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia. Sappiamo per certo che non è così, che oggi le mafie investono in tutto il mondo e che nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan, che riciclano denaro sporco, investono capitali nell'edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso lavoro nero.
La corruzione, oggi nuovamente a livelli altissimi come sottolineato dalla Corte dei Conti, è un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilità di business: è dunque il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti.

Milano è la città in cui fu ucciso nel 1979 Giorgio Ambrosoli, avvocato esperto in liquidazioni coatte amministrative, che stava indagando sui movimenti del banchiere siciliano Michele Sindona.

Milano è la città in cui il 27 luglio del 1993 ci fu una delle bombe che esprimevano l'attacco diretto allo Stato da parte della mafia: la strage di via Palestro, nei pressi del Padiglione di Arte Contemporanea. Ci furono cinque morti.

Milano è infine la città in cui si terrà l'Expo nel 2015, una manifestazione che attrarrà ingenti capitali e su cui sarà importante vigilare al fine di non consentire l'infiltrazione delle mafie.

Per tutte queste ragioni e per molte altre, ci ritroveremo il 20 marzo 2010 a Milano, per celebrare la XV Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno, in ricordo delle vittime delle mafie.

 
Segr. organizzativa
c/o ACLI Provinciale Milano
Via della Signora 3, 20122 Milano
E-mail: milano.20marzo@libera.it Tel. 02.7723221 Fax: 0276015257

Per ricettività alberghiera
Agenzia Guglie Viaggi
booking@guglieviaggi.it
Marco: 02 7762204

Per ospitalità presso oratori, palestre ed altre strutture con proprio sacco a pelo e materassino, inviare una mail specificando recapiti, provenienza, data e ora di arrivo a milano.20marzo@libera.it

Milano, 20 marzo 2010 - XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

La XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa da Libera, si celebrerà in Lombardia, a Milano, sabato 20 marzo 2010.

Milano sarà protagonista dei giorni del 19 (con l'incontro tra i familiari delle vittime e a seguire momento ecumenico di ricordo delle vittime) e del 20 (con la marcia al mattino e i seminari e il concerto al pomeriggio).

Sarà come sempre importante coinvolgere tutta la rete di Libera, gli studenti, la cittadinanza e le associazioni piccole e grandi.

Il tema che porremo al centro della Giornata, sarà la dimensione finanziaria delle mafie. Troppo spesso si licenzia frettolosamente ancora oggi il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia. Sappiamo per certo che non è così, che oggi le mafie investono in tutto il mondo e che nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan, che riciclano denaro sporco, investono capitali nell'edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso lavoro nero.
La corruzione, oggi nuovamente a livelli altissimi come sottolineato dalla Corte dei Conti, è un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilità di business: è dunque il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti.

Milano è la città in cui fu ucciso nel 1979 Giorgio Ambrosoli, avvocato esperto in liquidazioni coatte amministrative, che stava indagando sui movimenti del banchiere siciliano Michele Sindona.

Milano è la città in cui il 27 luglio del 1993 ci fu una delle bombe che esprimevano l'attacco diretto allo Stato da parte della mafia: la strage di via Palestro, nei pressi del Padiglione di Arte Contemporanea. Ci furono cinque morti.

Milano è infine la città in cui si terrà l'Expo nel 2015, una manifestazione che attrarrà ingenti capitali e su cui sarà importante vigilare al fine di non consentire l'infiltrazione delle mafie.

Per tutte queste ragioni e per molte altre, ci ritroveremo il 20 marzo 2010 a Milano, per celebrare la XV Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno, in ricordo delle vittime delle mafie.

 
Segr. organizzativa
c/o ACLI Provinciale Milano
Via della Signora 3, 20122 Milano
E-mail: milano.20marzo@libera.it Tel. 02.7723221 Fax: 0276015257

Per ricettività alberghiera
Agenzia Guglie Viaggi
booking@guglieviaggi.it
Marco: 02 7762204

Per ospitalità presso oratori, palestre ed altre strutture con proprio sacco a pelo e materassino, inviare una mail specificando recapiti, provenienza, data e ora di arrivo a milano.20marzo@libera.it
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Strada Facendo 4 - Approvata la Carta di Terni per un nuovo welfare

STRADA FACENDO 4 . PER UNA EFFETTIVA UGUAGLIANZA NEL RISPETTO DELLA DIFFERENZA

APPROVATA LA CARTA DI TERNI PER UN NUOVO WELFARE

 Si è svolta a Terni, dal 5 al 7 febbraio la quarta edizione di Strada Facendo, iniziativa sulle politiche sociali organizzata da Cnca, Gruppo Abele e Libera.
Nei tre giorni si è ragionato sulla crisi del welfare e sulle proposte per definire quel patto sociale di cui c'è urgente bisogno. Nella prima sessione vi sono state le relazioni di Stefano Bellomo (precarietà del lavoro), Gian Carlo Caselli (giustizia), Nerina Dirindin (salute), Luigi Manconi (carcere), Aldo Morrone (povertà), Giancarlo Perego (immigrazione). Sono intervenuti Pierluigi Bersani e Damiano Stufara.

Nella seconda giornata i partecipanti si sono divisi in 7 "cantieri" di lavoro sui seguenti temi:

1) Lavoro: disoccupazione, precariato. Quali riforme possibili in una nuova prospettiva di politica economica;

2) Welfare, i rinforzi necessari. Quali concrete misure da proporre oggi in grado di tracciare il solco per le riforme di domani;

3) Il diritto all'abitazione. Le politiche dell’abitare in una città vivibile;

4) Per una dignità dei migranti: tra il lavoro come merce e la mercificazione delle persone.

5) La salute per tutti: valorizzare i punti di forza e superare i punti di debolezza;

6) Carcere: dal penale al sociale. Revisionare le normative penali, realizzare le misure alternative, evitare le recidive;

7) Giovani, risorse ed opportunità.

Nella terza giornata c'è stata la tavola rotonda coordinata da Roberto Morrione con Leopoldo Di Girolamo, Paolo Ferrero, Fabio Granata, Livia Turco, Nichi Vendola. Sono intervenuti mons. Vincenzo Paglia e Maria Rita Lorenzetti.

Le conclusioni sono state fatte da Lucio Babolin e don Luigi Ciotti.

Babolin ha annunciato la volontà degli organizzatori di Strada Facendo di promuovere nei prossimi mesi delle occasioni di incontro e azione sui temi affrontati in questa edizione della manifestazione.

Dai tre giorni di lavoro è venuta fuori la Carta di Terni per un nuovo welfare.

Don Luigi Ciotti, nel suo intervento conclusivo, ha detto chiaramente che si tratta di "una Carta da trasformare in carne". Per il fondatore del Gruppo Abele e di Libera la sfida che abbiamo di fronte è soprattutto culturale: "La giustizia ha bisogno di cultura. E' la cultura che fa crescere la giustizia." C'è la necessità di creare un nuovo vocabolario. E una politica che parli "il linguaggio della comunità e non quello dell'immunità". Ciotti ha terminato il suo intervento con un forte incitamento: "Non limitiamoci a sperare, ma organizziamola concretamente, questa speranza."

La manifestazione si è chiusa con la lettura - da parte di Gabriella Stramaccioni e don Armando Zappolini - del testo della Carta (riportata nella sezione “libera” di questo portale)

Strada Facendo 4 - Approvata la Carta di Terni per un nuovo welfare

STRADA FACENDO 4 . PER UNA EFFETTIVA UGUAGLIANZA NEL RISPETTO DELLA DIFFERENZA

APPROVATA LA CARTA DI TERNI PER UN NUOVO WELFARE

 Si è svolta a Terni, dal 5 al 7 febbraio la quarta edizione di Strada Facendo, iniziativa sulle politiche sociali organizzata da Cnca, Gruppo Abele e Libera.
Nei tre giorni si è ragionato sulla crisi del welfare e sulle proposte per definire quel patto sociale di cui c'è urgente bisogno. Nella prima sessione vi sono state le relazioni di Stefano Bellomo (precarietà del lavoro), Gian Carlo Caselli (giustizia), Nerina Dirindin (salute), Luigi Manconi (carcere), Aldo Morrone (povertà), Giancarlo Perego (immigrazione). Sono intervenuti Pierluigi Bersani e Damiano Stufara.

Nella seconda giornata i partecipanti si sono divisi in 7 "cantieri" di lavoro sui seguenti temi:

1) Lavoro: disoccupazione, precariato. Quali riforme possibili in una nuova prospettiva di politica economica;

2) Welfare, i rinforzi necessari. Quali concrete misure da proporre oggi in grado di tracciare il solco per le riforme di domani;

3) Il diritto all'abitazione. Le politiche dell’abitare in una città vivibile;

4) Per una dignità dei migranti: tra il lavoro come merce e la mercificazione delle persone.

5) La salute per tutti: valorizzare i punti di forza e superare i punti di debolezza;

6) Carcere: dal penale al sociale. Revisionare le normative penali, realizzare le misure alternative, evitare le recidive;

7) Giovani, risorse ed opportunità.

Nella terza giornata c'è stata la tavola rotonda coordinata da Roberto Morrione con Leopoldo Di Girolamo, Paolo Ferrero, Fabio Granata, Livia Turco, Nichi Vendola. Sono intervenuti mons. Vincenzo Paglia e Maria Rita Lorenzetti.

Le conclusioni sono state fatte da Lucio Babolin e don Luigi Ciotti.

Babolin ha annunciato la volontà degli organizzatori di Strada Facendo di promuovere nei prossimi mesi delle occasioni di incontro e azione sui temi affrontati in questa edizione della manifestazione.

Dai tre giorni di lavoro è venuta fuori la Carta di Terni per un nuovo welfare.

Don Luigi Ciotti, nel suo intervento conclusivo, ha detto chiaramente che si tratta di "una Carta da trasformare in carne". Per il fondatore del Gruppo Abele e di Libera la sfida che abbiamo di fronte è soprattutto culturale: "La giustizia ha bisogno di cultura. E' la cultura che fa crescere la giustizia." C'è la necessità di creare un nuovo vocabolario. E una politica che parli "il linguaggio della comunità e non quello dell'immunità". Ciotti ha terminato il suo intervento con un forte incitamento: "Non limitiamoci a sperare, ma organizziamola concretamente, questa speranza."

La manifestazione si è chiusa con la lettura - da parte di Gabriella Stramaccioni e don Armando Zappolini - del testo della Carta (riportata nella sezione “libera” di questo portale)

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2010 - Anno europeo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale

L’Unione Europea è una delle regioni più ricche al mondo. Tuttavia, il 17% degli europei dispone ancora di risorse limitate e non riesce a soddisfare le proprie necessità primarie.

La povertà è spesso presente nei paesi in via di sviluppo in cui la malnutrizione, la fame e la mancanza d’acqua potabile rappresentano la grande sfida per la sopravvivenza quotidiana. La povertà e l’emarginazione sociale sono presenti anche in Europa. La povertà e l’esclusione di un individuo contribuiscono alla povertà della società intera. Di conseguenza, la forza dell’Europa risiede nel potenziale dei singoli individui.

Non vi sono soluzioni miracolose per sconfiggere la povertà e l’esclusione sociale. Eppure una cosa è certa: non possiamo sconfiggerle senza il vostro aiuto.

Il 2010 è l’anno europeo della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, un’occasione per rinnovare l’impegno verso la solidarietà, la giustizia e l’inclusione sociale.

Uno dei valori su cui si fonda l’Unione Europea è proprio la solidarietà, un valore particolarmente importante in questo momento di crisi. “Unione” significa affrontare la crisi economica insieme, nella solidarietà, dando sicurezza all’individuo e alla collettività.

Ecco alcuni degli impegni da rispettare insieme:

  • Incoraggiare il coinvolgimento e l’impegno politico di tutta la società nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale a livello europeo e locale, nel settore pubblico come in quello privato

  • Coinvolgere i cittadini europei nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale

  • Dare visibilità ai problemi e alle necessità delle persone che vivono nella povertà e nell’esclusione sociale

  • Collaborare con la società civile e le organizzazioni non governative che lottano contro la povertà e l’esclusione sociale

  • Eliminare i luoghi comuni e i clichè che riguardano la povertà e l’esclusione sociale

  • Promuovere una società che favorisca una buona qualità della vita, il benessere sociale e le pari opportunità

  • Sostenere la solidarietà tra generazioni e assicurare uno sviluppo sostenibile

              (dal sito http://www.2010againstpoverty.eu/)

2010 - Anno europeo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale

L’Unione Europea è una delle regioni più ricche al mondo. Tuttavia, il 17% degli europei dispone ancora di risorse limitate e non riesce a soddisfare le proprie necessità primarie.

La povertà è spesso presente nei paesi in via di sviluppo in cui la malnutrizione, la fame e la mancanza d’acqua potabile rappresentano la grande sfida per la sopravvivenza quotidiana. La povertà e l’emarginazione sociale sono presenti anche in Europa. La povertà e l’esclusione di un individuo contribuiscono alla povertà della società intera. Di conseguenza, la forza dell’Europa risiede nel potenziale dei singoli individui.

Non vi sono soluzioni miracolose per sconfiggere la povertà e l’esclusione sociale. Eppure una cosa è certa: non possiamo sconfiggerle senza il vostro aiuto.

Il 2010 è l’anno europeo della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, un’occasione per rinnovare l’impegno verso la solidarietà, la giustizia e l’inclusione sociale.

Uno dei valori su cui si fonda l’Unione Europea è proprio la solidarietà, un valore particolarmente importante in questo momento di crisi. “Unione” significa affrontare la crisi economica insieme, nella solidarietà, dando sicurezza all’individuo e alla collettività.

Ecco alcuni degli impegni da rispettare insieme:

  • Incoraggiare il coinvolgimento e l’impegno politico di tutta la società nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale a livello europeo e locale, nel settore pubblico come in quello privato

  • Coinvolgere i cittadini europei nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale

  • Dare visibilità ai problemi e alle necessità delle persone che vivono nella povertà e nell’esclusione sociale

  • Collaborare con la società civile e le organizzazioni non governative che lottano contro la povertà e l’esclusione sociale

  • Eliminare i luoghi comuni e i clichè che riguardano la povertà e l’esclusione sociale

  • Promuovere una società che favorisca una buona qualità della vita, il benessere sociale e le pari opportunità

  • Sostenere la solidarietà tra generazioni e assicurare uno sviluppo sostenibile

              (dal sito http://www.2010againstpoverty.eu/)

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Terralba, 29 dicembre 2009 -23° Marcia della Pace - Se vuoi coltivare la pace difendi il creato

Si svolge a Terralba (OR) il 29 dicembre 2009 la XXIII Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales–Terralba, in particolare dalla Caritas e dall’Ufficio Pastorale e Sociale del Lavoro, della Giustizia, della Pace e della Salvaguardia del creato, in collaborazione con i Comuni di Terralba e S. Nicolò di Arcidano e con il CSV Sardegna Solidale. 

La Marcia parte da San Nicolò d’Arcidano alle ore 15,00 e termina a Terralba con i discorsi ufficiali.

Quest’anno è presieduta da S.E.Mons. Michele Russo Vescovo di Doba in Tchad.

In questi ventitre anni, la Marcia della Pace è diventata per la Sardegna un alto momento di idealità, di coscientizzazione alla pace e alla giustizia, di crescita etica nella solidarietà al di là di tutti i confini; è diventata un momento di unità di tutte le espressioni religiose, culturali, politiche e sociali, istituzionali e private che contribuiscono a formare il tessuto di questa società sarda: uniti testimoniamo la nostra solidarietà per la costruzione di un mondo di pace, di sviluppo dove ogni uomo trova dignità di persona.

Quest’anno il tema della XXIII Marcia della pace è quello dato da Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace del 1 Gennaio 2010 Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. 

Il nostro impegno per i problemi del mondo ci spinge in modo particolare ad operare per custodire il bene maggiore della Sardegna: l’ambiente, il territorio, la natura. Per questo siamo con tutti quelli che lottano per la difesa della bellezza della Sardegna, la loro conservazione. Con tutti ci uniamo e a tutti chiediamo di unirsi a noi nella Marcia per la Pace del 29/12/2009 a Terralba.

Oltre a Mons. Russo sono previsti gli interventi dei Sindaci di Terralba e San Nicolò di Arcidano, di mons. Giovanni Dettoriprof. Giampiero Farru e don Angelo Pittau

Il CSV Sardegna Solidale, tramite la rete dei Sa.Sol. Point, predispone il trasporto di quanti - da tutta la Sardegna - intendono partecipare alla manifestazione.

Per informazioni chiamare il numero verde 800 150 440.

Terralba, 29 dicembre 2009 -23° Marcia della Pace - Se vuoi coltivare la pace difendi il creato

Si svolge a Terralba (OR) il 29 dicembre 2009 la XXIII Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales–Terralba, in particolare dalla Caritas e dall’Ufficio Pastorale e Sociale del Lavoro, della Giustizia, della Pace e della Salvaguardia del creato, in collaborazione con i Comuni di Terralba e S. Nicolò di Arcidano e con il CSV Sardegna Solidale. 

La Marcia parte da San Nicolò d’Arcidano alle ore 15,00 e termina a Terralba con i discorsi ufficiali.

Quest’anno è presieduta da S.E.Mons. Michele Russo Vescovo di Doba in Tchad.

In questi ventitre anni, la Marcia della Pace è diventata per la Sardegna un alto momento di idealità, di coscientizzazione alla pace e alla giustizia, di crescita etica nella solidarietà al di là di tutti i confini; è diventata un momento di unità di tutte le espressioni religiose, culturali, politiche e sociali, istituzionali e private che contribuiscono a formare il tessuto di questa società sarda: uniti testimoniamo la nostra solidarietà per la costruzione di un mondo di pace, di sviluppo dove ogni uomo trova dignità di persona.

Quest’anno il tema della XXIII Marcia della pace è quello dato da Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace del 1 Gennaio 2010 Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. 

Il nostro impegno per i problemi del mondo ci spinge in modo particolare ad operare per custodire il bene maggiore della Sardegna: l’ambiente, il territorio, la natura. Per questo siamo con tutti quelli che lottano per la difesa della bellezza della Sardegna, la loro conservazione. Con tutti ci uniamo e a tutti chiediamo di unirsi a noi nella Marcia per la Pace del 29/12/2009 a Terralba.

Oltre a Mons. Russo sono previsti gli interventi dei Sindaci di Terralba e San Nicolò di Arcidano, di mons. Giovanni Dettoriprof. Giampiero Farru e don Angelo Pittau

Il CSV Sardegna Solidale, tramite la rete dei Sa.Sol. Point, predispone il trasporto di quanti - da tutta la Sardegna - intendono partecipare alla manifestazione.

Per informazioni chiamare il numero verde 800 150 440.

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Il discorso del Presidente Napolitano ai Volontari

In concomitanza con la Giornata Internazionale del Volontariato il 04 dicembre 2009 una folta delegazione di rappresentanti del volontariato italiano è stata ricevuta in udienza al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Riportiamo di seguito il testo dell'intervento del Presidente Napolitano.

Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla Cerimonia celebrativa della giornata del volontariato
Quirinale, 4 dicembre 2009

Saluto il Ministro Sacconi, il ministro Maroni, il sottosegretario Bertolaso, le autorità, i rappresentati e i membri del CSVnet (Centri di servizio per il Volontariato), del Forum Nazionale del Terzo settore, della Consulta del Volontariato nel Forum del Terzo settore e del ConVol che hanno promosso questa udienza, il presidente dell’Agenzia del Terzo Settore. Saluto tutti i componenti delle organizzazioni del volontariato oggi qui presenti.


Ho ascoltato con grande interesse gli interventi di chi mi ha preceduto. Hanno destato  ammirazione e commozione il filmato che ricostruisce alcune tappe importati del volontariato italiano, le testimonianze e la motivazione della medaglia al valore civile. 
La cerimonia di oggi vuole onorare una realtà che purtroppo, o meglio per fortuna, non può essere contenuta in questo pur ampio salone, perché è davvero un fenomeno straordinariamente vasto, vario e ricco.
Vorrei quindi cogliere l’occasione della Giornata Internazionale del volontariato che si festeggia domani per rivolgere un saluto, un augurio, un ringraziamento, a nome di tutti gli italiani, all’intero mondo del volontariato, a chi contribuisce a organizzarlo e a dotarlo di risorse. 


Questa realtà rappresenta per il nostro paese una risorsa fondamentale sotto il profilo economico, per le attività e i servizi offerti, che svolgono un indispensabile compito di integrazione e talvolta di supplenza dell’azione pubblica. Ma esso rappresenta pure una fondamentale risorsa sotto il profilo dell’etica civile e anche oltre, come ha ben detto il Professor Zamagni. Il volontariato produce, certo, beni materiali di aiuto e di sostegno al disagio, alla malattia, alla disabilità, alla dipendenza. Ma, proprio per la capacità di superare i confini di una solidarietà spontanea, familiare e amicale, esso produce pure beni immateriali, comportamenti virtuosi, esempi e modelli degni di essere imitati. 


L’opera dei volontari giova a chi la riceve. Aiuta a fronteggiare situazioni difficili, traumi di diversa natura, aiuta a uscire da condizioni di isolamento. Offre strumenti di crescita, sostegni che consentono di fare meglio, di essere migliori studenti, migliori lavoratori, migliori cittadini.

Vorrei osservare, però, che l’attività volontaria arricchisce anche chi la svolge, innanzitutto perché è moralmente appagante, e poi perché integra il tempo dedicato al lavoro, allo svago, alla cura dei propri cari. E giova anche per ragioni pratiche: come una occasione di vita attiva per gli anziani che hanno cessato l’attività lavorativa, così come una passerella verso il lavoro per gli studenti che acquisiscono in questo modo relazioni ed esperienze fruttuose. Per chi vive il volontariato all’interno di prospettive religiose o etico-politiche, infine, esso vuole essere anche un contributo a un disegno, a un processo di miglioramento della società. 

Attenzione. I mezzi di comunicazione e noi stessi che lavoriamo nelle istituzioni siamo spesso troppo assorbiti dai comportamenti litigiosi, o comunque poco cooperativi, che caratterizzano la nostra società politica, e non guardiamo con sufficiente attenzione alle espressioni della nostra società civile, in particolare a quelle forme di aggregazione e associazione volontarie che sono capaci di favorire la coesione sociale. Dovrebbe costituire, invece, ragione di orgoglio e di conforto per il nostro paese la loro capacità di produrre ricchezza sia materiale sia morale, il loro vero e proprio potenziale di innovazione.

E’ con soddisfazione che possiamo registrare negli ultimi anni una crescita proprio di questo associazionismo volontario. Conforta pure il fatto che, sebbene permanga in generale un forte divario tra Nord e Sud, in quest’ambito almeno il divario nell’ultimo anno si sia ridotto. E ciò è vero anche sul piano delle risorse: in questo ambito le misure perequative introdotte grazie agli accordi tra le fondazioni di origine bancaria e le organizzazioni rappresentative hanno segnato certo un importante mutamento di rotta. La riduzione di questo divario Nord Sud è un segnale tanto più importante perché – come è stato ricordato – dove c’è volontariato c’è spirito civico, fiducia negli altri, solidarietà. Dove cresce il volontariato, cresce il capitale sociale, cresce la correttezza e la ricchezza delle relazioni interpersonali, il rispetto di regole condivise.

E il capitale sociale – come si è sottolineato anche oggi - costituisce un fattore essenziale dello sviluppo economico. Esso si forma anche attraverso la costruzione di reti, perciò dobbiamo apprezzare lo stimolo a costituire, e la capacità di costruire, vere e proprie reti di associazioni volontarie.
Anzi, sulla strada della cooperazione tra associazioni bisognerebbe fare ulteriori passi avanti. Infatti, il nostro non è solo un paese di piccole imprese, è anche un paese di piccole associazioni di volontariato, perciò ancora più utile e meritoria è l’attività di coordinamento e prestazione di servizi svolta dai gruppi promotori di questo incontro.

Il volontariato deve mostrarsi capace di sinergie al proprio interno, ma ha a sua volta bisogno di contesti normativi e operativi favorevoli.
Alcuni articoli della nostra Costituzione sollecitano in effetti proprio l’attività volontaria. Essi funzionano, per così dire, da culla costituzionale del volontariato una volta che li si combini tra loro. Si tratta dell’art. 2, là dove dice che la Repubblica postula “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale”, dell’art. 4, che sancisce il dovere del cittadino “di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”, dell’art.18, dove è protetto il diritto dei cittadini “di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”. Il volontariato può dunque considerarsi come attività sociale meritevole di protezione costituzionale, sia dal punto di vista delle modalità del suo esercizio, sia per il suo specifico contenuto.

La legge ordinaria, poi, favorisce fiscalmente e finanziariamente le organizzazioni di volontariato, sia attraverso favorevoli regimi fiscali sui contributi privati ad esse destinati, sia attraverso l’obbligo imposto alle fondazioni bancarie di destinare, attraverso i Fondi speciali, una significativa quota del proprio reddito ai Centri di servizio per il volontariato, sia attraverso il funzionamento del 5 per mille di cui oggi il Ministro Sacconi ha garantito l’effettività, non solo nell’immediato ma anche in prospettiva, e lo ha fatto con motivazioni e con parole d’impegno che ho molto apprezzato.

Infine le stesse amministrazioni pubbliche delegando compiti importanti al volontariato ne promuovono le attività. Ma in un periodo di crisi economica e di ristrettezza delle finanze pubbliche c’è il rischio di vedere estinguersi anche progetti importanti. Progetti tuttavia - voglio sottolinearlo - che sono comunque sempre e solo integrativi dell’azione pubblica. 

L’attività volontaria gratuita, quella più ampia del terzo settore, e i vari flussi di finanziamento privato e pubblico a essa diretti, non possono infatti esimere il settore pubblico dal dovere di svolgere in prima persona i propri compiti nei vari campi di azione che vanno dal welfare all’istruzione, dalla ricerca alla tutela del patrimonio naturale e artistico. Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire.

E non è solo questa la parte che chi governa è chiamato a fare. Occorre non solo non togliere ossigeno al mondo del volontariato garantendo le risorse ad esso destinate, ma bisogna anche alleggerirlo da gravami burocratici che consumano troppo tempo e preziose energie, come spesso lamentano le stesse organizzazioni. E, sullo sfondo, è necessario che procedano le iniziative di legge presentate da parlamentari di tutti gli schieramenti, volte a stimolare la revisione di un quadro normativo diventato eccessivamente complesso e spesso confuso.

Vorrei concludere questo intervento con un invito ai giovani. Non sono ancora abbastanza tra loro quelli che si dedicano al volontariato – e temo che ciò possa essere il riflesso di tessuti sociali sfilacciati, e comunque poco coesi, con i quali dobbiamo seriamente fare i conti. Comunque questa - come ho già detto - deve essere considerata un’attività non solo moralmente appagante ma anche preziosa come apertura verso il mondo del lavoro.

Sappiamo che troppi giovani sono dominati dall’incertezza del futuro, dalla difficoltà di trovare un lavoro qualificato e remunerativo. Ma penso che molti – se avessero potuto ascoltare le testimonianze, le esperienze, le motivazioni, tutte così belle – che noi abbiamo ascoltato qui, comprenderebbero quel che il volontariato può dare a ciascuno di loro e prenderebbero con fiducia questa strada.

Il volontariato guardi a sua volta con fiducia ai giovani. E convinciamoci noi tutti che il volontariato – come ha detto il ministro Sacconi – non è un ambito accessorio della nostra convivenza, ma ne è linfa vitale, e costituisce aggiungo un elemento distintivo della qualità della nostra democrazia e del nostro vivere sociale.

Il discorso del Presidente Napolitano ai Volontari

In concomitanza con la Giornata Internazionale del Volontariato il 04 dicembre 2009 una folta delegazione di rappresentanti del volontariato italiano è stata ricevuta in udienza al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Riportiamo di seguito il testo dell'intervento del Presidente Napolitano.

Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla Cerimonia celebrativa della giornata del volontariato
Quirinale, 4 dicembre 2009

Saluto il Ministro Sacconi, il ministro Maroni, il sottosegretario Bertolaso, le autorità, i rappresentati e i membri del CSVnet (Centri di servizio per il Volontariato), del Forum Nazionale del Terzo settore, della Consulta del Volontariato nel Forum del Terzo settore e del ConVol che hanno promosso questa udienza, il presidente dell’Agenzia del Terzo Settore. Saluto tutti i componenti delle organizzazioni del volontariato oggi qui presenti.


Ho ascoltato con grande interesse gli interventi di chi mi ha preceduto. Hanno destato  ammirazione e commozione il filmato che ricostruisce alcune tappe importati del volontariato italiano, le testimonianze e la motivazione della medaglia al valore civile. 
La cerimonia di oggi vuole onorare una realtà che purtroppo, o meglio per fortuna, non può essere contenuta in questo pur ampio salone, perché è davvero un fenomeno straordinariamente vasto, vario e ricco.
Vorrei quindi cogliere l’occasione della Giornata Internazionale del volontariato che si festeggia domani per rivolgere un saluto, un augurio, un ringraziamento, a nome di tutti gli italiani, all’intero mondo del volontariato, a chi contribuisce a organizzarlo e a dotarlo di risorse. 


Questa realtà rappresenta per il nostro paese una risorsa fondamentale sotto il profilo economico, per le attività e i servizi offerti, che svolgono un indispensabile compito di integrazione e talvolta di supplenza dell’azione pubblica. Ma esso rappresenta pure una fondamentale risorsa sotto il profilo dell’etica civile e anche oltre, come ha ben detto il Professor Zamagni. Il volontariato produce, certo, beni materiali di aiuto e di sostegno al disagio, alla malattia, alla disabilità, alla dipendenza. Ma, proprio per la capacità di superare i confini di una solidarietà spontanea, familiare e amicale, esso produce pure beni immateriali, comportamenti virtuosi, esempi e modelli degni di essere imitati. 


L’opera dei volontari giova a chi la riceve. Aiuta a fronteggiare situazioni difficili, traumi di diversa natura, aiuta a uscire da condizioni di isolamento. Offre strumenti di crescita, sostegni che consentono di fare meglio, di essere migliori studenti, migliori lavoratori, migliori cittadini.

Vorrei osservare, però, che l’attività volontaria arricchisce anche chi la svolge, innanzitutto perché è moralmente appagante, e poi perché integra il tempo dedicato al lavoro, allo svago, alla cura dei propri cari. E giova anche per ragioni pratiche: come una occasione di vita attiva per gli anziani che hanno cessato l’attività lavorativa, così come una passerella verso il lavoro per gli studenti che acquisiscono in questo modo relazioni ed esperienze fruttuose. Per chi vive il volontariato all’interno di prospettive religiose o etico-politiche, infine, esso vuole essere anche un contributo a un disegno, a un processo di miglioramento della società. 

Attenzione. I mezzi di comunicazione e noi stessi che lavoriamo nelle istituzioni siamo spesso troppo assorbiti dai comportamenti litigiosi, o comunque poco cooperativi, che caratterizzano la nostra società politica, e non guardiamo con sufficiente attenzione alle espressioni della nostra società civile, in particolare a quelle forme di aggregazione e associazione volontarie che sono capaci di favorire la coesione sociale. Dovrebbe costituire, invece, ragione di orgoglio e di conforto per il nostro paese la loro capacità di produrre ricchezza sia materiale sia morale, il loro vero e proprio potenziale di innovazione.

E’ con soddisfazione che possiamo registrare negli ultimi anni una crescita proprio di questo associazionismo volontario. Conforta pure il fatto che, sebbene permanga in generale un forte divario tra Nord e Sud, in quest’ambito almeno il divario nell’ultimo anno si sia ridotto. E ciò è vero anche sul piano delle risorse: in questo ambito le misure perequative introdotte grazie agli accordi tra le fondazioni di origine bancaria e le organizzazioni rappresentative hanno segnato certo un importante mutamento di rotta. La riduzione di questo divario Nord Sud è un segnale tanto più importante perché – come è stato ricordato – dove c’è volontariato c’è spirito civico, fiducia negli altri, solidarietà. Dove cresce il volontariato, cresce il capitale sociale, cresce la correttezza e la ricchezza delle relazioni interpersonali, il rispetto di regole condivise.

E il capitale sociale – come si è sottolineato anche oggi - costituisce un fattore essenziale dello sviluppo economico. Esso si forma anche attraverso la costruzione di reti, perciò dobbiamo apprezzare lo stimolo a costituire, e la capacità di costruire, vere e proprie reti di associazioni volontarie.
Anzi, sulla strada della cooperazione tra associazioni bisognerebbe fare ulteriori passi avanti. Infatti, il nostro non è solo un paese di piccole imprese, è anche un paese di piccole associazioni di volontariato, perciò ancora più utile e meritoria è l’attività di coordinamento e prestazione di servizi svolta dai gruppi promotori di questo incontro.

Il volontariato deve mostrarsi capace di sinergie al proprio interno, ma ha a sua volta bisogno di contesti normativi e operativi favorevoli.
Alcuni articoli della nostra Costituzione sollecitano in effetti proprio l’attività volontaria. Essi funzionano, per così dire, da culla costituzionale del volontariato una volta che li si combini tra loro. Si tratta dell’art. 2, là dove dice che la Repubblica postula “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale”, dell’art. 4, che sancisce il dovere del cittadino “di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”, dell’art.18, dove è protetto il diritto dei cittadini “di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”. Il volontariato può dunque considerarsi come attività sociale meritevole di protezione costituzionale, sia dal punto di vista delle modalità del suo esercizio, sia per il suo specifico contenuto.

La legge ordinaria, poi, favorisce fiscalmente e finanziariamente le organizzazioni di volontariato, sia attraverso favorevoli regimi fiscali sui contributi privati ad esse destinati, sia attraverso l’obbligo imposto alle fondazioni bancarie di destinare, attraverso i Fondi speciali, una significativa quota del proprio reddito ai Centri di servizio per il volontariato, sia attraverso il funzionamento del 5 per mille di cui oggi il Ministro Sacconi ha garantito l’effettività, non solo nell’immediato ma anche in prospettiva, e lo ha fatto con motivazioni e con parole d’impegno che ho molto apprezzato.

Infine le stesse amministrazioni pubbliche delegando compiti importanti al volontariato ne promuovono le attività. Ma in un periodo di crisi economica e di ristrettezza delle finanze pubbliche c’è il rischio di vedere estinguersi anche progetti importanti. Progetti tuttavia - voglio sottolinearlo - che sono comunque sempre e solo integrativi dell’azione pubblica. 

L’attività volontaria gratuita, quella più ampia del terzo settore, e i vari flussi di finanziamento privato e pubblico a essa diretti, non possono infatti esimere il settore pubblico dal dovere di svolgere in prima persona i propri compiti nei vari campi di azione che vanno dal welfare all’istruzione, dalla ricerca alla tutela del patrimonio naturale e artistico. Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire.

E non è solo questa la parte che chi governa è chiamato a fare. Occorre non solo non togliere ossigeno al mondo del volontariato garantendo le risorse ad esso destinate, ma bisogna anche alleggerirlo da gravami burocratici che consumano troppo tempo e preziose energie, come spesso lamentano le stesse organizzazioni. E, sullo sfondo, è necessario che procedano le iniziative di legge presentate da parlamentari di tutti gli schieramenti, volte a stimolare la revisione di un quadro normativo diventato eccessivamente complesso e spesso confuso.

Vorrei concludere questo intervento con un invito ai giovani. Non sono ancora abbastanza tra loro quelli che si dedicano al volontariato – e temo che ciò possa essere il riflesso di tessuti sociali sfilacciati, e comunque poco coesi, con i quali dobbiamo seriamente fare i conti. Comunque questa - come ho già detto - deve essere considerata un’attività non solo moralmente appagante ma anche preziosa come apertura verso il mondo del lavoro.

Sappiamo che troppi giovani sono dominati dall’incertezza del futuro, dalla difficoltà di trovare un lavoro qualificato e remunerativo. Ma penso che molti – se avessero potuto ascoltare le testimonianze, le esperienze, le motivazioni, tutte così belle – che noi abbiamo ascoltato qui, comprenderebbero quel che il volontariato può dare a ciascuno di loro e prenderebbero con fiducia questa strada.

Il volontariato guardi a sua volta con fiducia ai giovani. E convinciamoci noi tutti che il volontariato – come ha detto il ministro Sacconi – non è un ambito accessorio della nostra convivenza, ma ne è linfa vitale, e costituisce aggiungo un elemento distintivo della qualità della nostra democrazia e del nostro vivere sociale.

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Assemblea nazionale del Volontariato Italiano

Il ruolo del Volontariato, la sua partecipazione al mondo più ampio del Terzo Settore, le relazioni fondamentali con le Istituzioni, che ad ogni livello rappresentano la nostra società: questi sono i temi che verranno discussi durante l'Assemblea del Volontariato Italiano, che si terrà a Roma il prossimo 4 e 5 dicembre 2009, presso l' Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi Roma Tre (via Ostiense 234).

Promotori di questa importante iniziativa sono CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato), ConVol (Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato) , Forum Terzo Settore e la Consulta per il Volontariato presso il Forum: l'obiettivo è di riflettere su come il Volontariato possa e debba essere soggetto attivo del cambiamento, necessario per superare la crisi, rispondere ai bisogni delle persone e avviare una ricostruzione sociale che tuteli i diritti dei cittadini e delle comunità.

L'Assemblea è aperta alla partecipazione attiva di  tutte le Organizzazioni di Volontariato (OdV) presenti sul territorio nazionale, siano esse di dimensione locale o nazionale, singole o collegate a reti.

Con questa Assemblea i promotori vogliono avviare un consolidamento del ruolo delle  OdV a livello nazionale e locale, in vista di una loro più matura e organizzata presenza in una delle fasi più complesse che il nostro Paese abbia mai vissuto. E' dalla creazione e rafforzamento di queste forme di coordinamento che nasce la volontà di andare avanti e aprire una nuova fase in cui il Volontariato italiano, insieme al Terzo Settore di di cui è parte costituente, divenga sempre più soggetto sociale e uno dei protagonisti della vita nazionale e locale.  

L'incontro inizia dalle ore 15.00 di venerdì 4 dicembre e proseguirà fino alle ore 13.30 di sabato 5. Il programma prevede diversi spazi di analisi e di riflessione, affiancati a momenti di partecipazione e discussione pubblica.

Al fine di promuovere la partecipazione attiva delle organizzazioni e di individuare al meglio ambiti  e contenuti,  i promotori hanno organizzato degli incontri  preparatori all'Assemblea che si terranno in cinque diverse regioni e in cui si discuterà il documento di lavoro preparatorio.

L'Assemblea Nazionale sarà preceduta da un'udienza al Quirinale con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a cui parteciperà una ristretta delegazione.


Il Volontariato sardo sta predisponendo una folta delegazione che, sostenuta dal CSV Sardegna Solidale, prenderà parte ai lavori dell'Assemblea. Per info chiamare il numero verde 800 150440.

Assemblea nazionale del Volontariato Italiano

Il ruolo del Volontariato, la sua partecipazione al mondo più ampio del Terzo Settore, le relazioni fondamentali con le Istituzioni, che ad ogni livello rappresentano la nostra società: questi sono i temi che verranno discussi durante l'Assemblea del Volontariato Italiano, che si terrà a Roma il prossimo 4 e 5 dicembre 2009, presso l' Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi Roma Tre (via Ostiense 234).

Promotori di questa importante iniziativa sono CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato), ConVol (Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato) , Forum Terzo Settore e la Consulta per il Volontariato presso il Forum: l'obiettivo è di riflettere su come il Volontariato possa e debba essere soggetto attivo del cambiamento, necessario per superare la crisi, rispondere ai bisogni delle persone e avviare una ricostruzione sociale che tuteli i diritti dei cittadini e delle comunità.

L'Assemblea è aperta alla partecipazione attiva di  tutte le Organizzazioni di Volontariato (OdV) presenti sul territorio nazionale, siano esse di dimensione locale o nazionale, singole o collegate a reti.

Con questa Assemblea i promotori vogliono avviare un consolidamento del ruolo delle  OdV a livello nazionale e locale, in vista di una loro più matura e organizzata presenza in una delle fasi più complesse che il nostro Paese abbia mai vissuto. E' dalla creazione e rafforzamento di queste forme di coordinamento che nasce la volontà di andare avanti e aprire una nuova fase in cui il Volontariato italiano, insieme al Terzo Settore di di cui è parte costituente, divenga sempre più soggetto sociale e uno dei protagonisti della vita nazionale e locale.  

L'incontro inizia dalle ore 15.00 di venerdì 4 dicembre e proseguirà fino alle ore 13.30 di sabato 5. Il programma prevede diversi spazi di analisi e di riflessione, affiancati a momenti di partecipazione e discussione pubblica.

Al fine di promuovere la partecipazione attiva delle organizzazioni e di individuare al meglio ambiti  e contenuti,  i promotori hanno organizzato degli incontri  preparatori all'Assemblea che si terranno in cinque diverse regioni e in cui si discuterà il documento di lavoro preparatorio.

L'Assemblea Nazionale sarà preceduta da un'udienza al Quirinale con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a cui parteciperà una ristretta delegazione.


Il Volontariato sardo sta predisponendo una folta delegazione che, sostenuta dal CSV Sardegna Solidale, prenderà parte ai lavori dell'Assemblea. Per info chiamare il numero verde 800 150440.

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Oltre noi stessi - Priorità e ruolo del Volontariato nell'Italia delle crisi

Si è conclusa a Falerna (CS) l'8 novembre 2009 l'assemblea nazionale aperta promossa dal MoVI sul tema "Oltre noi stessi. Priorità e scelte del volontariato nell'Italia delle crisi".

Si riporta di seguito il documento programmatico approvato dall'Assemblea.

Falerna, 6-8 novembre 2009

Documento programmatico

 

Insieme  con gli  orientamenti  sulle  priorità  sociali emersi  dai  lavori  assembleari, l’assemblea nazionale aperta del Movimento di Volontariato Italiano ha  approvato  le  seguenti  linee  programmatiche  che rappresentano  il  mandato  che  viene  consegnato  al  nuovo  Comitato Nazionale.

Le linee di organizzazione (punti da 13 a 20) costituiranno il fondamento di una sperimentazione che sarà adottata fino alla Assemblea organizzativa che sarà convocata nel corso del 2010.

 


Costruire percorsi di speranza:
la “missione” del MoVI nel nuovo contesto

1.     Di fronte alle molte contraddizioni e sfide che il tempo presente ci propone, il MoVI si propone di costruire percorsi di speranza.

2.     Vogliamo essere un Movimento radicato nell’azione gratuita e dal basso, che aggrega il volontariato senza potere per essere capaci di dare voce alle persone senza potere che incontriamo nei quartieri, nei paesi e per le strade, nei luoghi di accoglienza, nei centri di aggregazione, nelle periferie che abitiamo. Vogliamo essere capaci di dare valore politico a quella voce. Vogliamo essere un Movimento capace di “dire la verità” sulle ingiustizie, di denunciare le fughe di responsabilità, di abilitare tutti i cittadini alla partecipazione attiva e all’impegno per la difesa e la promozione dei Beni Comuni. Un movimento che difende la Costituzione e i Valori in cui ci riconosciamo pienamente.

3.     Il MoVI trae dalla sua storia e dalla esperienza del volontariato italiano un patrimonio di scelte valoriali che costituiscono il fondamento della sua identità e che non sono in discussione: la gratuità piena, la solidarietà come dovere inderogabile di tutti, la preminenza della dimensione politica rispetto al “fare”, il radicamento nelle comunità, la promozione della giustizia e della cultura della legalità, il rispetto delle differenze, la scelta di stili nonviolenti e la costruzione della pace e della convivenza pacifica tra i popoli e le culture.

4.     Il MoVI intende caratterizzarsi sempre più come un movimento politico federale e leggero del volontariato italiano. Un movimento capace di identificare – a partire dai piccoli gruppi, dall’esperienza “dal basso” delle OdV – le questioni sociali-culturali-politiche emergenti e su esse attivarsi attraverso forme differenti di partecipazione dei gruppi, dei volontari e dei cittadini.

5.     Per questo, ai gruppi interessati a partecipare al Movimento, chiediamo lo “sforzo di pensare” alla vita collettiva del territorio in cui operano, oltre se stessi ed i loro servizi, chiedendosi continuamente – alla luce di ciò che vedono nel loro volontariato di base – quali siano i diritti negati o da promuovere, quali siano le politiche di giustizia da sollecitare, quali siano i modelli di intervento sociale da valorizzare e quali quelli da rivedere.

6.     Ci vogliamo proporre, nella società italiana, come “scuola di partecipazione” e di “formazione della coscienza critica” per ricreare nei nostri territori spazi di partecipazione e di presenza politica, per riavvicinare i cittadini alla politica e all’impegno per la collettività e per la legalità. Questo vogliamo realizzarlo non tanto  creando sovrastrutture o nuovi gravami su gruppi già affaticati ma al contrario valorizzando il ruolo educativo e di testimonianza di ciò che già facciamo, dialogando con gli altri sul territorio e favorendo l’apertura dei nostri gruppi in particolare ai giovani.

7.     Ci prefiggiamo di dialogare e collaborare con cittadini, OdV, terzo settore, imprese, istituzioni, proponendo la nostra rete come uno dei soggetti disponibili ad alleanze e compartecipazione in azioni, campagne e progetti con altre reti e altri mondi che condividono la finalità di promuovere una società solidale, equa e sostenibile.

8.     Vogliamo tornare a mettere al centro della nostra azione l’impegno per il cambiamento sociale e per la rimozione delle cause che generano il disagio, l’esclusione sociale, le ingiustizie, i conflitti, a livello locale, nazionale ed internazionale.

9.     Affermiamo la necessità di una revisione critica dell’intero modello di organizzazione della società a livello planetario: questo ci chiede di dialogare con le molte realtà impegnate per il cambiamento dell’attuale modello di sviluppo e per la promozione di stili di vita e modelli economici etici, sostenibili, rispettosi dell’ambiente e capaci di promuovere una maggiore equità sociale.

10.  Sentiamo l’importanza di tornare a riflettere sui rispettivi ruoli e i confini tra le azioni delle istituzioni e della società civile, in un momento in cui, la riduzione dei livelli di welfare apre spazi di sostituzione delle responsabilità pubbliche, portando molte organizzazioni (di volontariato o meno) sulla strada della gestione di servizi sociali più o meno “pesanti” mettendo in secondo piano le motivazioni che le hanno spinte a nascere.

11.  Pensiamo ad un volontariato che si impegna nei servizi con un ruolo chiaramente complementare alle istituzioni o al più per sperimentare modalità innovative o rispondere ad emergenze (funzione di anticipazione). Nuove modalità di gestione condivisa e di corresponsabilità (sussidiarietà) non devono essere la scusa per derogare a responsabilità istituzionali o ancor peggio per scaricare i costi della crisi economica su ammortizzatori sociali a basso costo.

12.  Ci interroga la crescente frammentazione del volontariato, lo svuotamento dei luoghi di rappresentanza a volte ridotti a strumenti di auto-tutela di interessi delle organizzazioni, invece che di promozione dei diritti dei cittadini (specie i più deboli). Il MoVI intende promuovere spazi di incontro e aggregazione per rinforzare il ruolo di  coscienza critica e di innovazione sociale del volontariato, e la sua capacità di agire politicamente al di là della dimensione della singola organizzazione.

Quale organizzazione per il MoVI                                  

Alcune linee

13.  La scelta di essere un Movimento si esplica per noi nel proporre la condivisione di valori, visioni e di obiettivi come elemento di aggregazione alternativo ad un’appartenenza forte e ad un’organizzazione rigida ed eccessivamente strutturata. Questo implica la necessità di un continuo investimento per  “coltivare” la nostra identità e l’aggregazione, attraverso la formazione e la comunicazione interna ed esterna, nello sforzo prioritario di rappresentare visioni politiche e scelte strategiche coerenti con quanto i gruppi di base percepiscono nella propria esperienza quotidiana.

14.  Il Movimento esiste solo se i gruppi scelgono di dotarsene come strumento considerato utile all’esercizio del loro ruolo politico. Coloro che di volta in volta sono chiamati a governarne i processi a tutti i livelli, sono responsabilizzati a tenere viva la “voglia di movimento”, attraverso una costante interpretazione delle sensibilità e delle scelte dei gruppi e identificando obiettivi comuni aggreganti e motivanti. Perché queste due cose “funzionino” come volontari abbiamo bisogno di meccanismi efficaci per individuare priorità, far emergere e fare sintesi di visioni e analisi della realtà a partire dal basso, sostenere la nascita di azioni e programmi ampi, credibili.

15.  Siamo un movimento Federale che valorizza l’autonomia dei territori, nella loro dimensione regionale e locale. È una scelta consolidata del MoVI, da preservare, consentendo a ciascun territorio di definire la forma organizzativa e l’articolazione territoriale più adeguata alla specifica situazione. Il MoVI come movimento federale si costruisce come aggregazione dal basso di gruppi di volontariato che si danno luoghi comuni di azione i quali, a loro volta, si associano liberamente a livello regionale in federazioni che costituiscono, insieme, la federazione nazionale.

16.  Aggregazione ed elaborazione dal basso. Nessun obiettivo, nessuna strategia nel MoVI può nascere dall’alto, da pensatori illuminati o da “politici del volontariato” di professione. Obiettivi e scelte operative del livello nazionale dovranno derivare dalla conoscenza, confronto e condivisione delle scelte e delle priorità definite nei territori. Il Movimento si dovrà dotare di strumenti e modalità operative utili a render effettivo questo processo partecipativo.

17.  Un Movimento Nazionale a guida plurale. Decidiamo di non affidare il MoVI a leader carismatici e accentratori. Promuoviamo, invece una reale collegialità degli organismi per distribuire carichi di lavoro e impegni e per valorizzare la molteplicità di competenze e di risorse, favorendo una responsabilizzazione ampia e condivisa di tutte le persone e le strutture che sono disponibili a dedicare tempo ed energie al Movimento. Collegialità che implica una buona comunicazione interna, una reale gestione democratica e partecipata, trasparenza e efficace comunicazione con i territori e con l’esterno.

18.  Una struttura operativa leggera. Come movimento nazionale abbiamo bisogno di dotarci di un’organizzazione efficace e di adeguati supporti all’impegno dei volontari, anche – ma non necessariamente – professionali. La struttura operativa dovrà essere leggera e cercare le risorse per il suo sostentamento negli organismi a  questo deputati (CSV e L266) oltre che con forme di auto-finanziamento o la ricerca di fondi, seguendo criteri di eticità, trasparenza e rispetto dell’autonomia del Movimento. Sarà possibile eventualmente delegare alcune funzioni operative Nazionali alle Segreterie Regionali.

19.  Comunicazione interna. È una funzione essenziale alla coesione e ai processi partecipativi e di sintesi per un movimento leggero e flessibile. Funzione che ha bisogno di stabilità per garantire la possibilità di un flusso costante dal livello locale verso il nazionale e viceversa e fra le diverse esperienze locali. Molto, se non tutto, potrà essere fatto utilizzando le potenzialità di internet, gestito mediante un sito dinamico, aggiornabile sia dal livello nazionale che dai diversi livelli regionali e locali, che preveda aree informative (iniziative, attività in essere, esperienze, buone e cattive prassi…) ed aree di elaborazione tematica partecipata ( “cantieri” permanenti o “laboratorio”). Dotatici di un buono strumento collettivo, esso potrà essere reso vivo dall’apporto di tutti i partecipanti al Movimento.

20.  Formazione Altra funzione essenziale è la formazione (politica, identitaria e metodologica), finalizzata allo sviluppo di linguaggi e strumenti interpretativi comuni ed al rafforzamento dell’identità. Naturalmente, tale formazione dovrà essere pensata prevalentemente a livello regionale e locale ed avere anche alcuni momenti nazionali.

Oltre noi stessi - Priorità e ruolo del Volontariato nell'Italia delle crisi

Si è conclusa a Falerna (CS) l'8 novembre 2009 l'assemblea nazionale aperta promossa dal MoVI sul tema "Oltre noi stessi. Priorità e scelte del volontariato nell'Italia delle crisi".

Si riporta di seguito il documento programmatico approvato dall'Assemblea.

Falerna, 6-8 novembre 2009

Documento programmatico

 

Insieme  con gli  orientamenti  sulle  priorità  sociali emersi  dai  lavori  assembleari, l’assemblea nazionale aperta del Movimento di Volontariato Italiano ha  approvato  le  seguenti  linee  programmatiche  che rappresentano  il  mandato  che  viene  consegnato  al  nuovo  Comitato Nazionale.

Le linee di organizzazione (punti da 13 a 20) costituiranno il fondamento di una sperimentazione che sarà adottata fino alla Assemblea organizzativa che sarà convocata nel corso del 2010.

 


Costruire percorsi di speranza:
la “missione” del MoVI nel nuovo contesto

1.     Di fronte alle molte contraddizioni e sfide che il tempo presente ci propone, il MoVI si propone di costruire percorsi di speranza.

2.     Vogliamo essere un Movimento radicato nell’azione gratuita e dal basso, che aggrega il volontariato senza potere per essere capaci di dare voce alle persone senza potere che incontriamo nei quartieri, nei paesi e per le strade, nei luoghi di accoglienza, nei centri di aggregazione, nelle periferie che abitiamo. Vogliamo essere capaci di dare valore politico a quella voce. Vogliamo essere un Movimento capace di “dire la verità” sulle ingiustizie, di denunciare le fughe di responsabilità, di abilitare tutti i cittadini alla partecipazione attiva e all’impegno per la difesa e la promozione dei Beni Comuni. Un movimento che difende la Costituzione e i Valori in cui ci riconosciamo pienamente.

3.     Il MoVI trae dalla sua storia e dalla esperienza del volontariato italiano un patrimonio di scelte valoriali che costituiscono il fondamento della sua identità e che non sono in discussione: la gratuità piena, la solidarietà come dovere inderogabile di tutti, la preminenza della dimensione politica rispetto al “fare”, il radicamento nelle comunità, la promozione della giustizia e della cultura della legalità, il rispetto delle differenze, la scelta di stili nonviolenti e la costruzione della pace e della convivenza pacifica tra i popoli e le culture.

4.     Il MoVI intende caratterizzarsi sempre più come un movimento politico federale e leggero del volontariato italiano. Un movimento capace di identificare – a partire dai piccoli gruppi, dall’esperienza “dal basso” delle OdV – le questioni sociali-culturali-politiche emergenti e su esse attivarsi attraverso forme differenti di partecipazione dei gruppi, dei volontari e dei cittadini.

5.     Per questo, ai gruppi interessati a partecipare al Movimento, chiediamo lo “sforzo di pensare” alla vita collettiva del territorio in cui operano, oltre se stessi ed i loro servizi, chiedendosi continuamente – alla luce di ciò che vedono nel loro volontariato di base – quali siano i diritti negati o da promuovere, quali siano le politiche di giustizia da sollecitare, quali siano i modelli di intervento sociale da valorizzare e quali quelli da rivedere.

6.     Ci vogliamo proporre, nella società italiana, come “scuola di partecipazione” e di “formazione della coscienza critica” per ricreare nei nostri territori spazi di partecipazione e di presenza politica, per riavvicinare i cittadini alla politica e all’impegno per la collettività e per la legalità. Questo vogliamo realizzarlo non tanto  creando sovrastrutture o nuovi gravami su gruppi già affaticati ma al contrario valorizzando il ruolo educativo e di testimonianza di ciò che già facciamo, dialogando con gli altri sul territorio e favorendo l’apertura dei nostri gruppi in particolare ai giovani.

7.     Ci prefiggiamo di dialogare e collaborare con cittadini, OdV, terzo settore, imprese, istituzioni, proponendo la nostra rete come uno dei soggetti disponibili ad alleanze e compartecipazione in azioni, campagne e progetti con altre reti e altri mondi che condividono la finalità di promuovere una società solidale, equa e sostenibile.

8.     Vogliamo tornare a mettere al centro della nostra azione l’impegno per il cambiamento sociale e per la rimozione delle cause che generano il disagio, l’esclusione sociale, le ingiustizie, i conflitti, a livello locale, nazionale ed internazionale.

9.     Affermiamo la necessità di una revisione critica dell’intero modello di organizzazione della società a livello planetario: questo ci chiede di dialogare con le molte realtà impegnate per il cambiamento dell’attuale modello di sviluppo e per la promozione di stili di vita e modelli economici etici, sostenibili, rispettosi dell’ambiente e capaci di promuovere una maggiore equità sociale.

10.  Sentiamo l’importanza di tornare a riflettere sui rispettivi ruoli e i confini tra le azioni delle istituzioni e della società civile, in un momento in cui, la riduzione dei livelli di welfare apre spazi di sostituzione delle responsabilità pubbliche, portando molte organizzazioni (di volontariato o meno) sulla strada della gestione di servizi sociali più o meno “pesanti” mettendo in secondo piano le motivazioni che le hanno spinte a nascere.

11.  Pensiamo ad un volontariato che si impegna nei servizi con un ruolo chiaramente complementare alle istituzioni o al più per sperimentare modalità innovative o rispondere ad emergenze (funzione di anticipazione). Nuove modalità di gestione condivisa e di corresponsabilità (sussidiarietà) non devono essere la scusa per derogare a responsabilità istituzionali o ancor peggio per scaricare i costi della crisi economica su ammortizzatori sociali a basso costo.

12.  Ci interroga la crescente frammentazione del volontariato, lo svuotamento dei luoghi di rappresentanza a volte ridotti a strumenti di auto-tutela di interessi delle organizzazioni, invece che di promozione dei diritti dei cittadini (specie i più deboli). Il MoVI intende promuovere spazi di incontro e aggregazione per rinforzare il ruolo di  coscienza critica e di innovazione sociale del volontariato, e la sua capacità di agire politicamente al di là della dimensione della singola organizzazione.

Quale organizzazione per il MoVI                                  

Alcune linee

13.  La scelta di essere un Movimento si esplica per noi nel proporre la condivisione di valori, visioni e di obiettivi come elemento di aggregazione alternativo ad un’appartenenza forte e ad un’organizzazione rigida ed eccessivamente strutturata. Questo implica la necessità di un continuo investimento per  “coltivare” la nostra identità e l’aggregazione, attraverso la formazione e la comunicazione interna ed esterna, nello sforzo prioritario di rappresentare visioni politiche e scelte strategiche coerenti con quanto i gruppi di base percepiscono nella propria esperienza quotidiana.

14.  Il Movimento esiste solo se i gruppi scelgono di dotarsene come strumento considerato utile all’esercizio del loro ruolo politico. Coloro che di volta in volta sono chiamati a governarne i processi a tutti i livelli, sono responsabilizzati a tenere viva la “voglia di movimento”, attraverso una costante interpretazione delle sensibilità e delle scelte dei gruppi e identificando obiettivi comuni aggreganti e motivanti. Perché queste due cose “funzionino” come volontari abbiamo bisogno di meccanismi efficaci per individuare priorità, far emergere e fare sintesi di visioni e analisi della realtà a partire dal basso, sostenere la nascita di azioni e programmi ampi, credibili.

15.  Siamo un movimento Federale che valorizza l’autonomia dei territori, nella loro dimensione regionale e locale. È una scelta consolidata del MoVI, da preservare, consentendo a ciascun territorio di definire la forma organizzativa e l’articolazione territoriale più adeguata alla specifica situazione. Il MoVI come movimento federale si costruisce come aggregazione dal basso di gruppi di volontariato che si danno luoghi comuni di azione i quali, a loro volta, si associano liberamente a livello regionale in federazioni che costituiscono, insieme, la federazione nazionale.

16.  Aggregazione ed elaborazione dal basso. Nessun obiettivo, nessuna strategia nel MoVI può nascere dall’alto, da pensatori illuminati o da “politici del volontariato” di professione. Obiettivi e scelte operative del livello nazionale dovranno derivare dalla conoscenza, confronto e condivisione delle scelte e delle priorità definite nei territori. Il Movimento si dovrà dotare di strumenti e modalità operative utili a render effettivo questo processo partecipativo.

17.  Un Movimento Nazionale a guida plurale. Decidiamo di non affidare il MoVI a leader carismatici e accentratori. Promuoviamo, invece una reale collegialità degli organismi per distribuire carichi di lavoro e impegni e per valorizzare la molteplicità di competenze e di risorse, favorendo una responsabilizzazione ampia e condivisa di tutte le persone e le strutture che sono disponibili a dedicare tempo ed energie al Movimento. Collegialità che implica una buona comunicazione interna, una reale gestione democratica e partecipata, trasparenza e efficace comunicazione con i territori e con l’esterno.

18.  Una struttura operativa leggera. Come movimento nazionale abbiamo bisogno di dotarci di un’organizzazione efficace e di adeguati supporti all’impegno dei volontari, anche – ma non necessariamente – professionali. La struttura operativa dovrà essere leggera e cercare le risorse per il suo sostentamento negli organismi a  questo deputati (CSV e L266) oltre che con forme di auto-finanziamento o la ricerca di fondi, seguendo criteri di eticità, trasparenza e rispetto dell’autonomia del Movimento. Sarà possibile eventualmente delegare alcune funzioni operative Nazionali alle Segreterie Regionali.

19.  Comunicazione interna. È una funzione essenziale alla coesione e ai processi partecipativi e di sintesi per un movimento leggero e flessibile. Funzione che ha bisogno di stabilità per garantire la possibilità di un flusso costante dal livello locale verso il nazionale e viceversa e fra le diverse esperienze locali. Molto, se non tutto, potrà essere fatto utilizzando le potenzialità di internet, gestito mediante un sito dinamico, aggiornabile sia dal livello nazionale che dai diversi livelli regionali e locali, che preveda aree informative (iniziative, attività in essere, esperienze, buone e cattive prassi…) ed aree di elaborazione tematica partecipata ( “cantieri” permanenti o “laboratorio”). Dotatici di un buono strumento collettivo, esso potrà essere reso vivo dall’apporto di tutti i partecipanti al Movimento.

20.  Formazione Altra funzione essenziale è la formazione (politica, identitaria e metodologica), finalizzata allo sviluppo di linguaggi e strumenti interpretativi comuni ed al rafforzamento dell’identità. Naturalmente, tale formazione dovrà essere pensata prevalentemente a livello regionale e locale ed avere anche alcuni momenti nazionali.

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Formidale - Al via le attività di formazione e aggiornamento dei volontari della Sardegna

Prende avvio il piano di formazione e aggiornamento dei volontari della Sardegna denominato "Formidale". Sono tre i binari che segnano il percorso: la formazione di base, la formazione in partnership e la formazione di eccellenza.

La formazione di base parte con il Corso di "Cagliari 1" previsto per il 10 e 11 ottobre 2009. Le iscrizioni scadono il 05 ottobre 2009 e vanno effettuate con l'apposita scheda.

Nella sezione "documentazione" e nella sezione "bandi e progetti" di questo sito sono disponibili i materiali relativi al Piano Formidale (schede di presentazione, calendario, scadenza iscrizioni e schede di iscrizione).

Per info

Numero Verde 800 150 440

e-mail csv@sardegnasolidale.it

Formidale - Al via le attività di formazione e aggiornamento dei volontari della Sardegna

Prende avvio il piano di formazione e aggiornamento dei volontari della Sardegna denominato "Formidale". Sono tre i binari che segnano il percorso: la formazione di base, la formazione in partnership e la formazione di eccellenza.

La formazione di base parte con il Corso di "Cagliari 1" previsto per il 10 e 11 ottobre 2009. Le iscrizioni scadono il 05 ottobre 2009 e vanno effettuate con l'apposita scheda.

Nella sezione "documentazione" e nella sezione "bandi e progetti" di questo sito sono disponibili i materiali relativi al Piano Formidale (schede di presentazione, calendario, scadenza iscrizioni e schede di iscrizione).

Per info

Numero Verde 800 150 440

e-mail csv@sardegnasolidale.it

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Il futuro del Volontariato

COINVOLGERE I GIOVANI, LE ISTITUZIONI E LAVORARE IN RETE: LE PRIORITA’ DEI VOLONTARI ITALIANI

La Fondazione “E. Zancan” presenta la prima indagine nazionale su cosa i volontari pensano della propria attività

Sono circa un milione e 125mila i volontari attivi in Italia riuniti in oltre 35mila associazioni, secondo i dati della Quarta Rilevazione Fivol (Fondazione italiana per il volontariato, anno 2006). Sono dunque fitte le fila dell’esercito pacifico di persone quotidianamente impegnate ad aiutare gli altri. Eppure le loro voci sono silenziose, inascoltate perché nessuno finora aveva chiesto loro un’opinione sulle attività che svolgono, su come vedono il futuro del volontariato, sui suoi pregi e difetti. A colmare questa lacuna ci ha pensato la Fondazione “E. Zancan” onlus di Padova, che presenta oggi la prima ricerca nazionale che coinvolge direttamente i volontari. Lo studio, dal titolo “Il futuro del volontariato”, è stato realizzato somministrando approfonditi questionari a 1.424 persone. Sono state selezionate grazie alla collaborazione di Csvnet, dei Centri servizio per il Volontariato e di numerose associazioni coinvolte direttamente dalla Fondazione. Questo ha reso possibile un campionamento dei volontari rappresentativo di tutto il territorio nazionale.

 

I PRIMI RISULTATI DELL’INDAGINE

Nel complesso, la ricerca mette in luce come i volontari non percepiscano una crisi dei propri valori identitari: le motivazioni etiche, gli obiettivi di carattere comunitario, i valori di gratuità e solidarietà sono coltivati. I volontari credono nel loro ruolo di anticipazione dei nuovi bisogni, integrazione e miglioramento dei servizi esistenti, promozione e tutela dei diritti dei più deboli. Tuttavia, sono anche consapevoli che esistono numerose difficoltà nel portare avanti i loro valori. Tra queste, l’assenza di collaborazione tra le associazioni (41% di risposte “Molto/Moltissimo d’accordo”), l’eccessivo carico burocratico e amministrativo (30%), il non facile rapporto con le istituzioni e la difficoltà nel diffondere la cultura della solidarietà in un mondo in cui prevale l’egoismo e infine i problemi di coinvolgimento di nuovi volontari, soprattutto i giovani.

Nel dettaglio, la mancanza di lavoro di rete tra organizzazioni di volontariato è vista come un limite al ruolo anticipatore di risposte ai nuovi bisogni (30%) e al contempo l’incapacità di coordinarsi e di esprimere una rappresentanza unitaria sono considerati fattori che indeboliscono mettono in crisi il ruolo “politico” del volontariato (40% di risposte “Molto/Moltissimo”). La questione dei vincoli burocratici ritorna più volte: è diffusa infatti l’opinione che ci siano eccessivi lacci burocratici posti dai soggetti finanziatori (32%). Particolarmente complesso e contraddittorio risulta anche il rapporto con le istituzioni: i volontari pensano infatti di essere in grado di orientare l’attenzione verso i più deboli, tuttavia non riescono a controllare e a stimolare le istituzioni affinché si assumano le proprie responsabilità (54%). Nel rapporto con gli enti pubblici, poi, i volontari denunciano la mancanza di rispetto per l’identità del volontariato (41% di risposte “Molto/Moltissimo”), la confusione nei ruoli e nei compiti (31%) e il pericolo che il volontariato si sostituisca alle istituzioni pubbliche nel garantire i servizi essenziali e i diritti delle persone (33%). Emerge inoltre la difficoltà a promuovere momenti di programmazione (50%) e il rischio di essere strumentalizzati pur di ottenere finanziamenti (39%).

Traspare anche una certa consapevolezza del fatto che il volontariato non riesce a coinvolgere i giovani. Le motivazioni principali, a detta dei volontari, stanno nel fatto che la scuola non promuove la partecipazione a esperienze di gratuità (50% di risposte “Molto/Moltissimo”) e che i giovani sono indifferenti o rassegnati di fronte alle scelte politiche (42%). Inoltre, la precarietà del lavoro è un fattore che non facilita forme di volontariato continuativo (44%).

Infine, i volontari denunciano, nel complesso, la mancanza di risorse economiche sufficienti per la loro azione gratuita (58%) e la mancanza di un volontariato ‘professionale’ (cioè fatto di professionisti) all’interno del volontariato (44%), che ostacolano il passaggio dall’affermazione dei principi ad azioni efficaci.

 

La ricerca non considera solo i problemi, ma anche le potenzialità e le aree di investimento che possono favorire lo sviluppo del volontariato nei prossimi anni. Per quanto riguarda le priorità di investimento, i volontari segnalano in particolare la necessità di diffondere una cultura della solidarietà e della cittadinanza responsabile (indice di priorità 0.91, dove in una scala da 0 a 1, 0 è la priorità minima e 1 la massima ) e di coinvolgere le nuove generazioni in attività di volontariato (0.90), mantenendo saldo il contenuto che qualifica l’azione, ovvero la relazione tra persone (0.87). Viene sottolineata inoltre l’importanza, per il volontariato, di essere portavoce delle esigenze dei più deboli (0.84)e di saper comunicare le proprie azioni informando sulle proprie attività (0.83) e partecipando con le istituzioni alla programmazione dei servizi e all’elaborazione di progetti di interesse sociale (0.83). Un’ulteriore area di investimento è identificata nell’esigenza di nuove forme di collaborazione anche con gli altri enti del terzo settore, finalizzate su bisogni specifici, per meglio rispondere ai bisogni del territorio (0.78).

 

ALCUNI COMMENTI.

La domanda che dà il titolo alla ricerca ‘Il futuro del volontariato’ è volutamente provocatoria – spiega il direttore scientifico della Fondazione, Tiziano Vecchiato –. Non c’è dubbio infatti che l’impegno volontario per gli altri avrà un futuro, ma siamo certi che focalizzare i punti di forza e di debolezza servirà a guardare avanti con maggiore consapevolezza e vigore strategico”.

È per questo che si è deciso per la prima volta in Italia di dare la parola a quelle persone che ogni giorno si impegnano per gli altri. L’approccio è volutamente quali-quantitativo, mira cioè a indagare le percezioni e i pensieri dei volontari. Il periodo della rilevazione è quello della primavera-estate 2009. Sono stati interpellati i 77 Csv italiani, ottenendo la fattiva collaborazione di 33. C’è stato inoltre il coinvolgimento diretto di altrettante associazioni di diverse dimensioni e si è aggiunta la collaborazione dei sindacati per coinvolgere le associazioni che vi gravitano intorno. “I risultati sono stati molto positivi perché abbiamo trovato un campione non solo interessato a esprimere le proprie idee ma anche molto collaborativo – continua Vecchiato –: bastii pensare che per compilare il questionario on line ci voleva oltre mezz’ora di tempo e nonostante non fosse una procedura breve è stata portata a termine con molta accuratezza”. Grazie a un sistema di password, è stato possibile garantire l’anonimato a tutti gli intervistati.

“Abbiamo voluto questa indagine perché avevamo l’impressione che il volontariato fosse in crisi – sottolinea il presidente della Fondazione, Giuseppe Pasini –. Infatti riscontravamo il calo numerico dei volontari, la mancanza di apporto giovanile, una sorta di ‘inquinamento’ dell’azione volontaria (con l’introduzione di compensi sottoforma di rimborsi spese) e una crescente incertezza sui valori stessi del volontariato. Dall’indagine è emerso però che i diretti interessati, pur riconoscendo alcuni problemi, non ritengono ci sia effettivamente una crisi. Questo significa da un lato che non tengono abbastanza conto delle contraddizioni presenti nel mondo in cui vivono perché non si possono negare delle criticità esistenti ed evidenti, dall’altro che c’è scarsa autocritica, poiché si tende ad attribuire all’esterno le colpe per i problemi che sono anche interni al volontariato, uno su tutti lo scarso interesse delle nuove generazioni”.   

La Fondazione Zancan da sempre dedica interesse ed energie all’approfondimento delle condizioni in cui versa il volontariato, tanto che fu proprio la Fondazione a organizzare, insieme alla Caritas, la prima “Conferenza italiana sul volontariato” nel 1975. Da allora fino al 2004 sono stati 16 i seminari di studio dedicati a questo tema. Oggi con la ricerca presentata si apre un nuovo capitolo, con l’obiettivo di ripetere annualmente delle indagini finalizzate ad analizzare questa esperienza di vita, approfondendone i diversi aspetti, proponendo chiavi di lettura e mettendo a disposizione dei volontari una base di conoscenza utile per migliorare il futuro del volontariato.

Un’ulteriore chiave di lettura è fornita dal presidente di Csvnet (Coordinamento dei centri servizio per il volontariato) Marco Granelli, secondo cui “i risultati della ricerca indicano una complessità del mondo del volontariato che è anche indice di grande vitalità dei volontari di base, che desiderano avere un ruolo politico e di cambiamento. La cosa difficile ora è costruire delle modalità per facilitare questo ruolo attraverso strumenti che siano di democrazia e partecipazione, ma che siano anche efficaci”. E sul ruolo dei Csv sottolinea: “Emerge il desiderio di partecipare maggiormente alla programmazione da parte delle organizzazioni di volontariato. Questo è un segno positivo su cui Csvnet intende lavorare, a partire da alcune eccellenze già presenti”.

I risultati completi dell’indagine saranno disponibili a breve, non appena sarà concluso il rapporto di ricerca che metterà a confronto i diversi giudizi dei volontari, tenendo conto delle loro esperienze sul campo nelle diverse aree in cui operano: attività educative e di formazione, ambito socio-assistenziale e sanitario, donazione di sangue, protezione civile e soccorso, tutela e promozione dei diritti, solidarietà internazionale, tutela del patrimonio ambientale e animale,  attività ricreative e/o sportive, tutela del patrimonio artistico e culturale.

 

 

Per informazioni:

Ufficio stampa Fondazione E. Zancan

ufficiostampa@fondazionezancan.it 

Il futuro del Volontariato

COINVOLGERE I GIOVANI, LE ISTITUZIONI E LAVORARE IN RETE: LE PRIORITA’ DEI VOLONTARI ITALIANI

La Fondazione “E. Zancan” presenta la prima indagine nazionale su cosa i volontari pensano della propria attività

Sono circa un milione e 125mila i volontari attivi in Italia riuniti in oltre 35mila associazioni, secondo i dati della Quarta Rilevazione Fivol (Fondazione italiana per il volontariato, anno 2006). Sono dunque fitte le fila dell’esercito pacifico di persone quotidianamente impegnate ad aiutare gli altri. Eppure le loro voci sono silenziose, inascoltate perché nessuno finora aveva chiesto loro un’opinione sulle attività che svolgono, su come vedono il futuro del volontariato, sui suoi pregi e difetti. A colmare questa lacuna ci ha pensato la Fondazione “E. Zancan” onlus di Padova, che presenta oggi la prima ricerca nazionale che coinvolge direttamente i volontari. Lo studio, dal titolo “Il futuro del volontariato”, è stato realizzato somministrando approfonditi questionari a 1.424 persone. Sono state selezionate grazie alla collaborazione di Csvnet, dei Centri servizio per il Volontariato e di numerose associazioni coinvolte direttamente dalla Fondazione. Questo ha reso possibile un campionamento dei volontari rappresentativo di tutto il territorio nazionale.

 

I PRIMI RISULTATI DELL’INDAGINE

Nel complesso, la ricerca mette in luce come i volontari non percepiscano una crisi dei propri valori identitari: le motivazioni etiche, gli obiettivi di carattere comunitario, i valori di gratuità e solidarietà sono coltivati. I volontari credono nel loro ruolo di anticipazione dei nuovi bisogni, integrazione e miglioramento dei servizi esistenti, promozione e tutela dei diritti dei più deboli. Tuttavia, sono anche consapevoli che esistono numerose difficoltà nel portare avanti i loro valori. Tra queste, l’assenza di collaborazione tra le associazioni (41% di risposte “Molto/Moltissimo d’accordo”), l’eccessivo carico burocratico e amministrativo (30%), il non facile rapporto con le istituzioni e la difficoltà nel diffondere la cultura della solidarietà in un mondo in cui prevale l’egoismo e infine i problemi di coinvolgimento di nuovi volontari, soprattutto i giovani.

Nel dettaglio, la mancanza di lavoro di rete tra organizzazioni di volontariato è vista come un limite al ruolo anticipatore di risposte ai nuovi bisogni (30%) e al contempo l’incapacità di coordinarsi e di esprimere una rappresentanza unitaria sono considerati fattori che indeboliscono mettono in crisi il ruolo “politico” del volontariato (40% di risposte “Molto/Moltissimo”). La questione dei vincoli burocratici ritorna più volte: è diffusa infatti l’opinione che ci siano eccessivi lacci burocratici posti dai soggetti finanziatori (32%). Particolarmente complesso e contraddittorio risulta anche il rapporto con le istituzioni: i volontari pensano infatti di essere in grado di orientare l’attenzione verso i più deboli, tuttavia non riescono a controllare e a stimolare le istituzioni affinché si assumano le proprie responsabilità (54%). Nel rapporto con gli enti pubblici, poi, i volontari denunciano la mancanza di rispetto per l’identità del volontariato (41% di risposte “Molto/Moltissimo”), la confusione nei ruoli e nei compiti (31%) e il pericolo che il volontariato si sostituisca alle istituzioni pubbliche nel garantire i servizi essenziali e i diritti delle persone (33%). Emerge inoltre la difficoltà a promuovere momenti di programmazione (50%) e il rischio di essere strumentalizzati pur di ottenere finanziamenti (39%).

Traspare anche una certa consapevolezza del fatto che il volontariato non riesce a coinvolgere i giovani. Le motivazioni principali, a detta dei volontari, stanno nel fatto che la scuola non promuove la partecipazione a esperienze di gratuità (50% di risposte “Molto/Moltissimo”) e che i giovani sono indifferenti o rassegnati di fronte alle scelte politiche (42%). Inoltre, la precarietà del lavoro è un fattore che non facilita forme di volontariato continuativo (44%).

Infine, i volontari denunciano, nel complesso, la mancanza di risorse economiche sufficienti per la loro azione gratuita (58%) e la mancanza di un volontariato ‘professionale’ (cioè fatto di professionisti) all’interno del volontariato (44%), che ostacolano il passaggio dall’affermazione dei principi ad azioni efficaci.

 

La ricerca non considera solo i problemi, ma anche le potenzialità e le aree di investimento che possono favorire lo sviluppo del volontariato nei prossimi anni. Per quanto riguarda le priorità di investimento, i volontari segnalano in particolare la necessità di diffondere una cultura della solidarietà e della cittadinanza responsabile (indice di priorità 0.91, dove in una scala da 0 a 1, 0 è la priorità minima e 1 la massima ) e di coinvolgere le nuove generazioni in attività di volontariato (0.90), mantenendo saldo il contenuto che qualifica l’azione, ovvero la relazione tra persone (0.87). Viene sottolineata inoltre l’importanza, per il volontariato, di essere portavoce delle esigenze dei più deboli (0.84)e di saper comunicare le proprie azioni informando sulle proprie attività (0.83) e partecipando con le istituzioni alla programmazione dei servizi e all’elaborazione di progetti di interesse sociale (0.83). Un’ulteriore area di investimento è identificata nell’esigenza di nuove forme di collaborazione anche con gli altri enti del terzo settore, finalizzate su bisogni specifici, per meglio rispondere ai bisogni del territorio (0.78).

 

ALCUNI COMMENTI.

La domanda che dà il titolo alla ricerca ‘Il futuro del volontariato’ è volutamente provocatoria – spiega il direttore scientifico della Fondazione, Tiziano Vecchiato –. Non c’è dubbio infatti che l’impegno volontario per gli altri avrà un futuro, ma siamo certi che focalizzare i punti di forza e di debolezza servirà a guardare avanti con maggiore consapevolezza e vigore strategico”.

È per questo che si è deciso per la prima volta in Italia di dare la parola a quelle persone che ogni giorno si impegnano per gli altri. L’approccio è volutamente quali-quantitativo, mira cioè a indagare le percezioni e i pensieri dei volontari. Il periodo della rilevazione è quello della primavera-estate 2009. Sono stati interpellati i 77 Csv italiani, ottenendo la fattiva collaborazione di 33. C’è stato inoltre il coinvolgimento diretto di altrettante associazioni di diverse dimensioni e si è aggiunta la collaborazione dei sindacati per coinvolgere le associazioni che vi gravitano intorno. “I risultati sono stati molto positivi perché abbiamo trovato un campione non solo interessato a esprimere le proprie idee ma anche molto collaborativo – continua Vecchiato –: bastii pensare che per compilare il questionario on line ci voleva oltre mezz’ora di tempo e nonostante non fosse una procedura breve è stata portata a termine con molta accuratezza”. Grazie a un sistema di password, è stato possibile garantire l’anonimato a tutti gli intervistati.

“Abbiamo voluto questa indagine perché avevamo l’impressione che il volontariato fosse in crisi – sottolinea il presidente della Fondazione, Giuseppe Pasini –. Infatti riscontravamo il calo numerico dei volontari, la mancanza di apporto giovanile, una sorta di ‘inquinamento’ dell’azione volontaria (con l’introduzione di compensi sottoforma di rimborsi spese) e una crescente incertezza sui valori stessi del volontariato. Dall’indagine è emerso però che i diretti interessati, pur riconoscendo alcuni problemi, non ritengono ci sia effettivamente una crisi. Questo significa da un lato che non tengono abbastanza conto delle contraddizioni presenti nel mondo in cui vivono perché non si possono negare delle criticità esistenti ed evidenti, dall’altro che c’è scarsa autocritica, poiché si tende ad attribuire all’esterno le colpe per i problemi che sono anche interni al volontariato, uno su tutti lo scarso interesse delle nuove generazioni”.   

La Fondazione Zancan da sempre dedica interesse ed energie all’approfondimento delle condizioni in cui versa il volontariato, tanto che fu proprio la Fondazione a organizzare, insieme alla Caritas, la prima “Conferenza italiana sul volontariato” nel 1975. Da allora fino al 2004 sono stati 16 i seminari di studio dedicati a questo tema. Oggi con la ricerca presentata si apre un nuovo capitolo, con l’obiettivo di ripetere annualmente delle indagini finalizzate ad analizzare questa esperienza di vita, approfondendone i diversi aspetti, proponendo chiavi di lettura e mettendo a disposizione dei volontari una base di conoscenza utile per migliorare il futuro del volontariato.

Un’ulteriore chiave di lettura è fornita dal presidente di Csvnet (Coordinamento dei centri servizio per il volontariato) Marco Granelli, secondo cui “i risultati della ricerca indicano una complessità del mondo del volontariato che è anche indice di grande vitalità dei volontari di base, che desiderano avere un ruolo politico e di cambiamento. La cosa difficile ora è costruire delle modalità per facilitare questo ruolo attraverso strumenti che siano di democrazia e partecipazione, ma che siano anche efficaci”. E sul ruolo dei Csv sottolinea: “Emerge il desiderio di partecipare maggiormente alla programmazione da parte delle organizzazioni di volontariato. Questo è un segno positivo su cui Csvnet intende lavorare, a partire da alcune eccellenze già presenti”.

I risultati completi dell’indagine saranno disponibili a breve, non appena sarà concluso il rapporto di ricerca che metterà a confronto i diversi giudizi dei volontari, tenendo conto delle loro esperienze sul campo nelle diverse aree in cui operano: attività educative e di formazione, ambito socio-assistenziale e sanitario, donazione di sangue, protezione civile e soccorso, tutela e promozione dei diritti, solidarietà internazionale, tutela del patrimonio ambientale e animale,  attività ricreative e/o sportive, tutela del patrimonio artistico e culturale.

 

 

Per informazioni:

Ufficio stampa Fondazione E. Zancan

ufficiostampa@fondazionezancan.it 

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Pubblicato il bando per la progettazione sociale

Pubblicato dalla Commissione paritetica Regionale Co.Ge.-CSV, in data 18 luglio 2009, il Bando per la Progettazione Sociale, dopo la definitiva approvazione da parte della Commissione Nazionale.

Il Bando, con i relativi allegati, è disponibile nella Sezione "bandi e progetti" di questo portale e nel sito internet del Co.Ge. Sardegna.

La presentazione dei Progetti scade il 30 settembre 2009.

Pubblicato il bando per la progettazione sociale

Pubblicato dalla Commissione paritetica Regionale Co.Ge.-CSV, in data 18 luglio 2009, il Bando per la Progettazione Sociale, dopo la definitiva approvazione da parte della Commissione Nazionale.

Il Bando, con i relativi allegati, è disponibile nella Sezione "bandi e progetti" di questo portale e nel sito internet del Co.Ge. Sardegna.

La presentazione dei Progetti scade il 30 settembre 2009.

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Conclusa l'iniziativa "Il CSV Sardegna Solidale incontra le Associazioni di Volontariato della Sardegna"

Si è conclusa il 05 agosto a Nuoro l'iniziativa "Il CSV incontra le OdV del territorio". Partito il 29 giugno 2009 da Ozieri, il "tour" del CSV Sardegna Solidale per incontrare le Associazioni di Volontariato della Sardegna ha toccato 30 tappe.

L’iniziativa - nata dall’esigenza evidenziata da diverse associazioni sarde di incontrarsi, conoscersi, confrontarsi, per crescere e collaborare, tenendo presenti le diverse attività che ciascuna svolge - ha registrato un grande successo di partecipazione in quasi tutte le sedi.

Centinaia di associazioni e volontari hanno presenziato agli incontri con interesse e partecipazione.

L'iniziativa ha contribuito a ri-tessere i rapporti tra il CSV e le Associazioni di Volontariato, forzatamente sospesi per troppo tempo.

Il tema della  implementazione della rete della solidarietà per affrontare al meglio i molteplici bisogni e le esigenze del territorio e delle persone che in esso vivono e il tema della collaborazione per elaborare progetti di aggregazione, animazione e servizi in grado di rispondere in maniera più adeguata, efficiente ed esaustiva a problemi vecchi e nuovi e che, da soli, non possiamo affrontare con efficacia, sono stati la costante di tutti gli incontri.

Durante gli incontri è stato analizzato lo stato di salute del volontariato in Sardegna sulla base dei dati risultanti dall'ultima indagine compiuta dal CSV per il tramite della FEO-FIVOL; è stato illustrato il Bando per la Progettazione Sociale e il Piano di formazione e aggiornamento dei volontari "Formidale" promosso dal CSV Sardegna Solidale.

Una iniziativa preziosa e utile, a parere uniname delle associazioni partecipanti.

Incontri realizzati:

- Ozieri - 29 giugno 2009, ore 20,00

- Cagliari - 01 luglio 2009, ore 17,30

- Quartu S. Elena - 02 luglio 2009, ore 17,30

- Sassari - 06 luglio 2009 ore 17,30

- Lanusei - 07 luglio 2009, ore 17,00

- Tortolì - 07 luglio 2009, ore 19,00

- Assemini - 08 luglio 2009, ore 18,00

- Terralba - 09 luglio 2009, ore 17,00

- Mogoro - 09 luglio 2009, ore 19,00

- Bosa - 10 luglio 2009, ore 17,00

- Macomer - 10 luglio 2009, ore 19,00

- Bitti - 12 luglio 2009, ore 10,30

- Iglesias - 14 luglio 2009, ore 17,30

- Ghilarza - 15 luglio 2009. ore 17,00

- Oristano - 15 luglio 2009. ore 19,00

- Senorbì - 21 luglio 2009, ore 19,00

- Sorgono, 22 luglio 2009, ore 17,00

- Isili - 22 luglio 2009, ore 19,00

- Villaputzu - 23 luglio 2009, ore 18,00

- Gonnosfanadiga - 24 luglio 2009, ore 17,00

- Villacidro - 24 luglio 2009, ore 19,00

- Sinnai - 27 luglio 2009, ore 18,00

- Porto Torres - 28 luglio 2009, ore 17,00

- Alghero - 28 luglio 2009, ore 19,00

- Perfugas - 30 luglio 2009, ore 17,00

- Tempio Pausania - 30 luglio 2009, ore 19,00

- La Maddalena - 01 agosto 2009

- Olbia - 03 agosto 2009

- Carbonia - 04 agosto 2009

- Nuoro - 05 agosto 2009, ore 19,00 

A settembre sono previsti alcuni incontri non realizzati in questa fase per motivi tecnici.

Conclusa l'iniziativa "Il CSV Sardegna Solidale incontra le Associazioni di Volontariato della Sardegna"

Si è conclusa il 05 agosto a Nuoro l'iniziativa "Il CSV incontra le OdV del territorio". Partito il 29 giugno 2009 da Ozieri, il "tour" del CSV Sardegna Solidale per incontrare le Associazioni di Volontariato della Sardegna ha toccato 30 tappe.

L’iniziativa - nata dall’esigenza evidenziata da diverse associazioni sarde di incontrarsi, conoscersi, confrontarsi, per crescere e collaborare, tenendo presenti le diverse attività che ciascuna svolge - ha registrato un grande successo di partecipazione in quasi tutte le sedi.

Centinaia di associazioni e volontari hanno presenziato agli incontri con interesse e partecipazione.

L'iniziativa ha contribuito a ri-tessere i rapporti tra il CSV e le Associazioni di Volontariato, forzatamente sospesi per troppo tempo.

Il tema della  implementazione della rete della solidarietà per affrontare al meglio i molteplici bisogni e le esigenze del territorio e delle persone che in esso vivono e il tema della collaborazione per elaborare progetti di aggregazione, animazione e servizi in grado di rispondere in maniera più adeguata, efficiente ed esaustiva a problemi vecchi e nuovi e che, da soli, non possiamo affrontare con efficacia, sono stati la costante di tutti gli incontri.

Durante gli incontri è stato analizzato lo stato di salute del volontariato in Sardegna sulla base dei dati risultanti dall'ultima indagine compiuta dal CSV per il tramite della FEO-FIVOL; è stato illustrato il Bando per la Progettazione Sociale e il Piano di formazione e aggiornamento dei volontari "Formidale" promosso dal CSV Sardegna Solidale.

Una iniziativa preziosa e utile, a parere uniname delle associazioni partecipanti.

Incontri realizzati:

- Ozieri - 29 giugno 2009, ore 20,00

- Cagliari - 01 luglio 2009, ore 17,30

- Quartu S. Elena - 02 luglio 2009, ore 17,30

- Sassari - 06 luglio 2009 ore 17,30

- Lanusei - 07 luglio 2009, ore 17,00

- Tortolì - 07 luglio 2009, ore 19,00

- Assemini - 08 luglio 2009, ore 18,00

- Terralba - 09 luglio 2009, ore 17,00

- Mogoro - 09 luglio 2009, ore 19,00

- Bosa - 10 luglio 2009, ore 17,00

- Macomer - 10 luglio 2009, ore 19,00

- Bitti - 12 luglio 2009, ore 10,30

- Iglesias - 14 luglio 2009, ore 17,30

- Ghilarza - 15 luglio 2009. ore 17,00

- Oristano - 15 luglio 2009. ore 19,00

- Senorbì - 21 luglio 2009, ore 19,00

- Sorgono, 22 luglio 2009, ore 17,00

- Isili - 22 luglio 2009, ore 19,00

- Villaputzu - 23 luglio 2009, ore 18,00

- Gonnosfanadiga - 24 luglio 2009, ore 17,00

- Villacidro - 24 luglio 2009, ore 19,00

- Sinnai - 27 luglio 2009, ore 18,00

- Porto Torres - 28 luglio 2009, ore 17,00

- Alghero - 28 luglio 2009, ore 19,00

- Perfugas - 30 luglio 2009, ore 17,00

- Tempio Pausania - 30 luglio 2009, ore 19,00

- La Maddalena - 01 agosto 2009

- Olbia - 03 agosto 2009

- Carbonia - 04 agosto 2009

- Nuoro - 05 agosto 2009, ore 19,00 

A settembre sono previsti alcuni incontri non realizzati in questa fase per motivi tecnici.

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Servizio Civile - Le Associazioni di Volontariato si appellano al Presidente Cappellacci

220 Associazioni di volontariato della Sardegna hanno scritto un appello al Pçresidente della Regione, On. Ugo Cappellacci, per rappresentare il grave disagio derivante dai tagli ai finanziamenti dei progetti di servizio civile nazionale da realizzarsi in Sardegna da parte di enti sardi accreditati.

Ecco il testo dell'Appello:

AL PRESIDENTE CAPPELLACCI  

APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

SUL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE  

Nei giorni scorsi la Presidenza della Giunta ha pubblicato la graduatoria dei progetti di servizio civile approvati e ammessi al finanziamento. Dall’analisi della graduatoria risulta quanto segue:

-        sono finanziati SOLO 58 progetti sui 158 che sono stati presentati dagli Enti iscritti all’Albo Regionale.

-        I giovani coinvolti nei progetti finanziati sono SOLO 299. Un taglio di circa 300 unità rispetto all’ultimo bando, che mette la Sardegna e i suoi giovani all’ultimo posto in Italia

-        Dei 58 progetti finanziati 50 PROGETTI appartengono a Enti Pubblici (Comuni, Provincie e ASL), solo 2 appartengono ad associazioni.

-        Il Progetto “Tott’Impare2” presentato da una rete unitaria di 210 associazioni non è stato ammesso al finanziamento in quanto i giovani richiesti (301) superavano le disponibilità della Regione. E ciò senza che mai alcuna comunicazione abbia informato gli Enti del numeri effettivo dei posti disponibili per i giovani.

 Le Associazioni firmatarie esprimono profonda preoccupazione per la grave situazione determinata dalle ultime decisioni sul Servizio Civile Nazionale in Sardegna per il fatto che 2/3 dei progetti presentati non viene finanziato e viene così vanificato l'impegno e gli ingenti investimenti fatti per garantire qualità alla proposta. L’assoluta mancanza di informazioni agli enti sui criteri utilizzati per la valutazione dei progetti rende ancora più difficoltosa la comprensione delle scelte operate.

 Le Associazioni firmatarie constatano con amarezza che invece di favorire la diffusione del SCN lo si ostacola sia per i  giovani sia per gli Enti. Un atteggiamento incomprensibile per una Regione che dice di avere a cuore la promozione della cultura della solidarietà, della pace e della cittadinanza attiva e dove le famiglie in situazione di povertà e i giovani disoccupati e in cerca di prima occupazione aumentano vertiginosamente.

 Alla luce di tutto questo le Associazioni firmatarie si appellano al Presidente Cappellacci e chiedono:

- che venga data esecuzione alla nuova legge regionale sul servizio civile allargando il dibattito anche al contributo degli Enti per superare insieme le criticità e per valorizzare le grandi opportunità offerte dal SCN;

- che si utilizzino le risorse già impegnate e non spese nelle finanziarie 2007 e 2008 e le necessarie risorse aggiuntive per permettere quest'anno l'avvio al servizio di tutti i giovani ricompresi nei progetti approvati (in totale 873 giovani per un impegno finanziario di circa 5 milioni di euro, cifra assolutamente alla portata della Regione Sardegna).

 Le sottoscritte Associazioni di Volontariato della Sardegna confidano nella serietà e sensibilità del Governo regionale ed in un intervento immediato e concreto che accolga le istanze rappresentate.

 18 giugno 2009

Servizio Civile - Le Associazioni di Volontariato si appellano al Presidente Cappellacci

220 Associazioni di volontariato della Sardegna hanno scritto un appello al Pçresidente della Regione, On. Ugo Cappellacci, per rappresentare il grave disagio derivante dai tagli ai finanziamenti dei progetti di servizio civile nazionale da realizzarsi in Sardegna da parte di enti sardi accreditati.

Ecco il testo dell'Appello:

AL PRESIDENTE CAPPELLACCI  

APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

SUL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE  

Nei giorni scorsi la Presidenza della Giunta ha pubblicato la graduatoria dei progetti di servizio civile approvati e ammessi al finanziamento. Dall’analisi della graduatoria risulta quanto segue:

-        sono finanziati SOLO 58 progetti sui 158 che sono stati presentati dagli Enti iscritti all’Albo Regionale.

-        I giovani coinvolti nei progetti finanziati sono SOLO 299. Un taglio di circa 300 unità rispetto all’ultimo bando, che mette la Sardegna e i suoi giovani all’ultimo posto in Italia

-        Dei 58 progetti finanziati 50 PROGETTI appartengono a Enti Pubblici (Comuni, Provincie e ASL), solo 2 appartengono ad associazioni.

-        Il Progetto “Tott’Impare2” presentato da una rete unitaria di 210 associazioni non è stato ammesso al finanziamento in quanto i giovani richiesti (301) superavano le disponibilità della Regione. E ciò senza che mai alcuna comunicazione abbia informato gli Enti del numeri effettivo dei posti disponibili per i giovani.

 Le Associazioni firmatarie esprimono profonda preoccupazione per la grave situazione determinata dalle ultime decisioni sul Servizio Civile Nazionale in Sardegna per il fatto che 2/3 dei progetti presentati non viene finanziato e viene così vanificato l'impegno e gli ingenti investimenti fatti per garantire qualità alla proposta. L’assoluta mancanza di informazioni agli enti sui criteri utilizzati per la valutazione dei progetti rende ancora più difficoltosa la comprensione delle scelte operate.

 Le Associazioni firmatarie constatano con amarezza che invece di favorire la diffusione del SCN lo si ostacola sia per i  giovani sia per gli Enti. Un atteggiamento incomprensibile per una Regione che dice di avere a cuore la promozione della cultura della solidarietà, della pace e della cittadinanza attiva e dove le famiglie in situazione di povertà e i giovani disoccupati e in cerca di prima occupazione aumentano vertiginosamente.

 Alla luce di tutto questo le Associazioni firmatarie si appellano al Presidente Cappellacci e chiedono:

- che venga data esecuzione alla nuova legge regionale sul servizio civile allargando il dibattito anche al contributo degli Enti per superare insieme le criticità e per valorizzare le grandi opportunità offerte dal SCN;

- che si utilizzino le risorse già impegnate e non spese nelle finanziarie 2007 e 2008 e le necessarie risorse aggiuntive per permettere quest'anno l'avvio al servizio di tutti i giovani ricompresi nei progetti approvati (in totale 873 giovani per un impegno finanziario di circa 5 milioni di euro, cifra assolutamente alla portata della Regione Sardegna).

 Le sottoscritte Associazioni di Volontariato della Sardegna confidano nella serietà e sensibilità del Governo regionale ed in un intervento immediato e concreto che accolga le istanze rappresentate.

 18 giugno 2009

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La privacy nelle organizzazioni di volontariato

Per rispondere alle esigenze di informazione, formazione e aggiornamento da più parte avanzate da organizzazioni di volontariato il CSV Sardegna Solidale organizza due seminarai di studio sul tema "La privacy nelle organizzazioni di volontariato".

Il primo si svolge a Sassari il 18 giugno 2009, dalle ore 16,30, presso la sala convegni dell'Hotel Vittorio Emanuele (in via Vittorioe Emanuele 115).

Il secondo si svolge a Cagliari il 19 goiugno 2009, dalle ore 16,30, presso la sala convegni dell'Hotel Mediterraneo (in Viale Diaz).

I Seminari sono tenuti dall'Avv. Davide Cester, consulente del CSV di Padova, e dall'Avv. Luca Sannio, consulente del CSV Sardegna Solidale. I lavori sono coordinati dal prof. Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale.

Durante i Seminari viene consegnato ai partecipanti il volume "La privacy nelle organizzazioni di volontariato" pubblicato dal CSV Sardegna Solidale grazie alla collaborazione fattiva con il CSV di Padova.

La privacy nelle organizzazioni di volontariato

Per rispondere alle esigenze di informazione, formazione e aggiornamento da più parte avanzate da organizzazioni di volontariato il CSV Sardegna Solidale organizza due seminarai di studio sul tema "La privacy nelle organizzazioni di volontariato".

Il primo si svolge a Sassari il 18 giugno 2009, dalle ore 16,30, presso la sala convegni dell'Hotel Vittorio Emanuele (in via Vittorioe Emanuele 115).

Il secondo si svolge a Cagliari il 19 goiugno 2009, dalle ore 16,30, presso la sala convegni dell'Hotel Mediterraneo (in Viale Diaz).

I Seminari sono tenuti dall'Avv. Davide Cester, consulente del CSV di Padova, e dall'Avv. Luca Sannio, consulente del CSV Sardegna Solidale. I lavori sono coordinati dal prof. Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale.

Durante i Seminari viene consegnato ai partecipanti il volume "La privacy nelle organizzazioni di volontariato" pubblicato dal CSV Sardegna Solidale grazie alla collaborazione fattiva con il CSV di Padova.

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Aspetti amministrativi e fiscali delle organizzazioni di volontariato

E' una "tradizione" che perdura da anni quella del CSV Sardegna Solidale di chiamare a raccolta le associazioni di volontariato per aggiornarsi e riflettere insieme sulle problematiche amministrative e fiscali che l'azione volontaria richiede.

Il 26 maggio a Oristano (Mistral 2), il 27 maggio a Nuoro (H. Sandalia), il 28 maggio a Sassari (Teatro Latte Dolce), il 29 maggio a Cagliari (T-Hotel) si sono svolti i seminari di formazione e aggiornamento sulla tematica, con il contributo esperto del Dr. Tiziano Cericola e della Dr. Manuela Fercia, dottori commercialisti, consulenti del CSV Sardegna Solidale.

Durante i seminari è stata distribuita ai partecipanti la guida "Aspetti amministrativi e fiscali delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle onlus" curata dai due collaboratori del CSV e aggiornata al 30 aprile 2009. Un testo che ha ottenuto sempre il favore ed il riconoscimento positivo dei dirigenti delle OdV perchè chiaro, semplice, completo. Un testo che quest'anno si arrichisce di una novità importante: è pubblicato congiuntamente dal CSV Sardegna Solidale e dal CSV di Padova; una collaborazione che vedrà altre iniziative similari e che prelude a sviluppi futuri positivi per i volontariati delle due regioni.

Sono stati oltre 600 i partecipanti nel complesso delle varie sedi. Un bel successo di partecipazione e di interesse.

Aspetti amministrativi e fiscali delle organizzazioni di volontariato

E' una "tradizione" che perdura da anni quella del CSV Sardegna Solidale di chiamare a raccolta le associazioni di volontariato per aggiornarsi e riflettere insieme sulle problematiche amministrative e fiscali che l'azione volontaria richiede.

Il 26 maggio a Oristano (Mistral 2), il 27 maggio a Nuoro (H. Sandalia), il 28 maggio a Sassari (Teatro Latte Dolce), il 29 maggio a Cagliari (T-Hotel) si sono svolti i seminari di formazione e aggiornamento sulla tematica, con il contributo esperto del Dr. Tiziano Cericola e della Dr. Manuela Fercia, dottori commercialisti, consulenti del CSV Sardegna Solidale.

Durante i seminari è stata distribuita ai partecipanti la guida "Aspetti amministrativi e fiscali delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle onlus" curata dai due collaboratori del CSV e aggiornata al 30 aprile 2009. Un testo che ha ottenuto sempre il favore ed il riconoscimento positivo dei dirigenti delle OdV perchè chiaro, semplice, completo. Un testo che quest'anno si arrichisce di una novità importante: è pubblicato congiuntamente dal CSV Sardegna Solidale e dal CSV di Padova; una collaborazione che vedrà altre iniziative similari e che prelude a sviluppi futuri positivi per i volontariati delle due regioni.

Sono stati oltre 600 i partecipanti nel complesso delle varie sedi. Un bel successo di partecipazione e di interesse.

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Prosegue il percorso di formazione per volontari e operatori del CSV Sardegna Solidale

Dopo le positive e preziose esperienze realizzate il 28 marzo 2009 ad Ala Birdi - Arborea (OR) e il 16 maggio 2009 a Cagliari, si svolge il 23 maggio il terzo seminario di formazione per volontari e operatori del CSV Sardegna Solidale.

100 i partecipanti iscritti che, dopo le lezioni del prof. Carlo Borzaga dell'Università di Trento, il prof. Giuseppe Forlano dell'Università della Strada del Gruppo Abele di Torino, il dr. Renato Frisanco, ricercatore della FEO-FIVOL, il prof. Ugo Ascoli, dell'Università Politecnica delle Marche, saranno stavolta guidati e accompagnati dal prof. Leopoldo Grosso, responsabile dell'Università della Strada del Gruppo Abele di Torino.

Il seminario sarà aperto da Lucia Ibba, direttore del CSV, e da don Angelo Pittau, presidente del Comitato Promotore del CSV, e si avvarrà degli interventi, tra gli altri, di Giampiero Farru, presidente del CSV, di Vincenzo Alastra, amministratore, e di Padre Salvatore Morittu, responsabile dell'Associazione Mondo X - Sardegna.

Il prof. Leopoldo Grosso ripercorrerà le motivazioni dell'azione volontaria per giungere, con un intenso lavoro di gruppo, a ipotizzare un efficiente lavoro di rete sul territorio.        

Prosegue il percorso di formazione per volontari e operatori del CSV Sardegna Solidale

Dopo le positive e preziose esperienze realizzate il 28 marzo 2009 ad Ala Birdi - Arborea (OR) e il 16 maggio 2009 a Cagliari, si svolge il 23 maggio il terzo seminario di formazione per volontari e operatori del CSV Sardegna Solidale.

100 i partecipanti iscritti che, dopo le lezioni del prof. Carlo Borzaga dell'Università di Trento, il prof. Giuseppe Forlano dell'Università della Strada del Gruppo Abele di Torino, il dr. Renato Frisanco, ricercatore della FEO-FIVOL, il prof. Ugo Ascoli, dell'Università Politecnica delle Marche, saranno stavolta guidati e accompagnati dal prof. Leopoldo Grosso, responsabile dell'Università della Strada del Gruppo Abele di Torino.

Il seminario sarà aperto da Lucia Ibba, direttore del CSV, e da don Angelo Pittau, presidente del Comitato Promotore del CSV, e si avvarrà degli interventi, tra gli altri, di Giampiero Farru, presidente del CSV, di Vincenzo Alastra, amministratore, e di Padre Salvatore Morittu, responsabile dell'Associazione Mondo X - Sardegna.

Il prof. Leopoldo Grosso ripercorrerà le motivazioni dell'azione volontaria per giungere, con un intenso lavoro di gruppo, a ipotizzare un efficiente lavoro di rete sul territorio.        

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Funzionamento e processi delle organizzazioni di volontariato della sardegna

Presentata il 16 maggio 2009 a Cagliari l'indagine campionaria "Funzionamento e processi delle organizzazioni di volontariato della Sardegna", realizzata nel 2008 tra le OdV sarde e promossa dal CSV Sardegna Solidale.

Si tratta della ricerca più approfondita e strutturata tra quelle finora realizzate in Italia sulle organizzazioni di volontariato.

Il lavoro è articolato in tre parti.

La prima parte presenta la metodologia e gli esiti della ricerca.

La seconda parte approfondisce l’origine e la mission delle organizzazioni di volontariato della Sardegna rilevandone la dinamicità e i bisogni, le funzioni organizzative, i processi e le risorse  e analizzando qualità e quantità del rapporto con i soggetti del territorio e con il CSV.

La terza parte, partendo da una breve storia del volontariato, delinea l’identikit dei volontari valutandone l’esperienza sul piano personale, associativo e sociale.

 

Nel complesso la ricerca sulle OdV sarde dà conto di un fenomeno in evoluzione e composito, pur se in continuità con il passato. Almeno 3 OdV su 10 appartengono all’eccellenza del fenomeno, altre 4 sono consolidate e attive nell’ordinarietà, mentre altre 3 su 10 hanno dei problemi di crescita che non riescono ad affrontare da sole.

 

I volontari interpellati confermano e rafforzano una serie di ipotesi che si sono venute stratificando nel pensiero sociologico più recente sul fenomeno. Il bilancio della loro esperienza appare più che positivo e risulta contrassegnato da rilevanti cambiamenti, soprattutto per effetto dell’interiorizzazione di «valori che danno senso alla vita» e per la possibilità di vivere una «più intensa e soddisfacente» trama di relazioni che ne ha elevato il “capitale sociale”.

 

La ricerca rivela, in definitiva, un fenomeno in movimento, sempre più organizzato per operare con continuità, orientato a far fronte ai propri bisogni e supportato dal Centro di Servizio per il Volontariato, nonché basato sulla forte motivazione dei volontari che operano in sintonia con la mission delle OdV a cui appartengono.

La ricerca è stata illustrata dal Dr. Renato Frisanco, ricercatore e autore dell'indagine. I commenti critici sono stati presentati dal prof. Ugo Ascoli, docente di Sociologia Economica dell'Università Politecnica delle Marche; da Marco Granelli, presidente CSVnet; da Giovanni Serra, presidente MOVI Calabria. Don Angelo Pittau, presidente del Comitato Promotore del CSV, ha sintetizzato le conclusioni. I lavori sono coordinati dal prof. Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale, committente della ricerca.

Di rilievo gli interventi del dr. Bruno Loviselli, presidente del CoGe Sardegna, e del Dr. Lorenzo Di Napoli, VicePresidente della Consulta Nazionale dei Co.Ge.

Oltre 400 i rappresentanti del volontariato sardo che hanno presenziato all’iniziativa.

Il Volume contenente la Ricerca puà essere richiesto alla segreteria del CSV Sardegna Solidale, al numero verde 800 150440.

Funzionamento e processi delle organizzazioni di volontariato della sardegna

Presentata il 16 maggio 2009 a Cagliari l'indagine campionaria "Funzionamento e processi delle organizzazioni di volontariato della Sardegna", realizzata nel 2008 tra le OdV sarde e promossa dal CSV Sardegna Solidale.

Si tratta della ricerca più approfondita e strutturata tra quelle finora realizzate in Italia sulle organizzazioni di volontariato.

Il lavoro è articolato in tre parti.

La prima parte presenta la metodologia e gli esiti della ricerca.

La seconda parte approfondisce l’origine e la mission delle organizzazioni di volontariato della Sardegna rilevandone la dinamicità e i bisogni, le funzioni organizzative, i processi e le risorse  e analizzando qualità e quantità del rapporto con i soggetti del territorio e con il CSV.

La terza parte, partendo da una breve storia del volontariato, delinea l’identikit dei volontari valutandone l’esperienza sul piano personale, associativo e sociale.

 

Nel complesso la ricerca sulle OdV sarde dà conto di un fenomeno in evoluzione e composito, pur se in continuità con il passato. Almeno 3 OdV su 10 appartengono all’eccellenza del fenomeno, altre 4 sono consolidate e attive nell’ordinarietà, mentre altre 3 su 10 hanno dei problemi di crescita che non riescono ad affrontare da sole.

 

I volontari interpellati confermano e rafforzano una serie di ipotesi che si sono venute stratificando nel pensiero sociologico più recente sul fenomeno. Il bilancio della loro esperienza appare più che positivo e risulta contrassegnato da rilevanti cambiamenti, soprattutto per effetto dell’interiorizzazione di «valori che danno senso alla vita» e per la possibilità di vivere una «più intensa e soddisfacente» trama di relazioni che ne ha elevato il “capitale sociale”.

 

La ricerca rivela, in definitiva, un fenomeno in movimento, sempre più organizzato per operare con continuità, orientato a far fronte ai propri bisogni e supportato dal Centro di Servizio per il Volontariato, nonché basato sulla forte motivazione dei volontari che operano in sintonia con la mission delle OdV a cui appartengono.

La ricerca è stata illustrata dal Dr. Renato Frisanco, ricercatore e autore dell'indagine. I commenti critici sono stati presentati dal prof. Ugo Ascoli, docente di Sociologia Economica dell'Università Politecnica delle Marche; da Marco Granelli, presidente CSVnet; da Giovanni Serra, presidente MOVI Calabria. Don Angelo Pittau, presidente del Comitato Promotore del CSV, ha sintetizzato le conclusioni. I lavori sono coordinati dal prof. Giampiero Farru, presidente del CSV Sardegna Solidale, committente della ricerca.

Di rilievo gli interventi del dr. Bruno Loviselli, presidente del CoGe Sardegna, e del Dr. Lorenzo Di Napoli, VicePresidente della Consulta Nazionale dei Co.Ge.

Oltre 400 i rappresentanti del volontariato sardo che hanno presenziato all’iniziativa.

Il Volume contenente la Ricerca puà essere richiesto alla segreteria del CSV Sardegna Solidale, al numero verde 800 150440.

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Formidale - formazione solidale per i volontari della Sardegna

E' ai nastri di partenza il Progetto di formazione per il volontariato della Sardegna predisposto dal CSV Sardegna Solidale, approvato dal CoGe Sardegna, e denominato FORMIDALE.

Corsi diretti, corsi in partnership e formazione di eccellenza sono le azioni previste nel progetto, che non trascura il supporto per la progettazione della formazione e per la sua attuazione.

Articolata a livello territoriale la formazione prevista nel Progetto FORMIDALE intende raggiungere tutte le organizzazioni di volontariato operanti in Sardegna per offrire ai volontari percorsi di aggironamento e formazione generale e specifica al fine di acquisire maggiori competenze.

Il CSV Sardegna Solidale realizzerà una serie di incontri territoriali per la presentazione dettagliata del Progetto Formidale.

Formidale - formazione solidale per i volontari della Sardegna

E' ai nastri di partenza il Progetto di formazione per il volontariato della Sardegna predisposto dal CSV Sardegna Solidale, approvato dal CoGe Sardegna, e denominato FORMIDALE.

Corsi diretti, corsi in partnership e formazione di eccellenza sono le azioni previste nel progetto, che non trascura il supporto per la progettazione della formazione e per la sua attuazione.

Articolata a livello territoriale la formazione prevista nel Progetto FORMIDALE intende raggiungere tutte le organizzazioni di volontariato operanti in Sardegna per offrire ai volontari percorsi di aggironamento e formazione generale e specifica al fine di acquisire maggiori competenze.

Il CSV Sardegna Solidale realizzerà una serie di incontri territoriali per la presentazione dettagliata del Progetto Formidale.

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Volontari e operatori del CSV Sardegna Solidale a scuola di formazione

Si è svolto il 28 marzo 2009 ad Ala Birdi - Arborea (OR) il primo seminario di formazione per volontari e operatori del CSV Sardegna Solidale. 150 i partecipanti al primo di una serie di seminari finalizzati alla formazione e all'aggiornamento di tutti gli operatori del Centro.

Il prof. Carlo Borzaga dell'università di Trento ed il prof. Giuseppe Forlano dell'università della strada del gruppo Abele di Torino hanno delineato il panorama del volontariato in Italia mettendo in evidenza il passaggio dalle motivazioni dell'azione volontaria alla nascita di un'organizzazione e, successivamente, alla costruzione della rete (delle "coalizioni") territoriale.

Aperto da Lucia Ibba, direttore del CSV, il seminario ha registrato gli interventi di don Angelo Pittau, presidente del Comitato Promotore del CSV, e di Giampiero Farru, presidente del CSV, nonchè gli interventi dei referenti e coordinatori dei Sa.Sol. Point, di Nanda Sedda, coordinatrice, di Vincenzo Alastra, amministratore, e di Bruno Fercia, presidente del Collegio dei Revisori. Massiccia e qualificata la presenza dei rappresentanti delle associazioni regionali e locali e di componenti dell'Osservatorio regionale del Volontariato.

Attesa, gradita ed apprezzata la presenza e l'intervento del presidente del Co.Ge. Sardegna, dr Bruno Loviselli. "Ripartiamo dall'art 44 della Legge 23/05" ha esortato il presidente Farru, a conferma delle parole del Presidente del Co.Ge.

Il seminario si è concluso con la stesura dei criteri operativi del CSV nel territorio.

I prossimi seminari sono in programma il 16 e il 23 maggio 2009 a Cagliari e a Oristano con i contributi di Renato Frisanco, Franco Floris, Leopoldo Grosso e padre Salvatore Morittu.      

Volontari e operatori del CSV Sardegna Solidale a scuola di formazione

Si è svolto il 28 marzo 2009 ad Ala Birdi - Arborea (OR) il primo seminario di formazione per volontari e operatori del CSV Sardegna Solidale. 150 i partecipanti al primo di una serie di seminari finalizzati alla formazione e all'aggiornamento di tutti gli operatori del Centro.

Il prof. Carlo Borzaga dell'università di Trento ed il prof. Giuseppe Forlano dell'università della strada del gruppo Abele di Torino hanno delineato il panorama del volontariato in Italia mettendo in evidenza il passaggio dalle motivazioni dell'azione volontaria alla nascita di un'organizzazione e, successivamente, alla costruzione della rete (delle "coalizioni") territoriale.

Aperto da Lucia Ibba, direttore del CSV, il seminario ha registrato gli interventi di don Angelo Pittau, presidente del Comitato Promotore del CSV, e di Giampiero Farru, presidente del CSV, nonchè gli interventi dei referenti e coordinatori dei Sa.Sol. Point, di Nanda Sedda, coordinatrice, di Vincenzo Alastra, amministratore, e di Bruno Fercia, presidente del Collegio dei Revisori. Massiccia e qualificata la presenza dei rappresentanti delle associazioni regionali e locali e di componenti dell'Osservatorio regionale del Volontariato.

Attesa, gradita ed apprezzata la presenza e l'intervento del presidente del Co.Ge. Sardegna, dr Bruno Loviselli. "Ripartiamo dall'art 44 della Legge 23/05" ha esortato il presidente Farru, a conferma delle parole del Presidente del Co.Ge.

Il seminario si è concluso con la stesura dei criteri operativi del CSV nel territorio.

I prossimi seminari sono in programma il 16 e il 23 maggio 2009 a Cagliari e a Oristano con i contributi di Renato Frisanco, Franco Floris, Leopoldo Grosso e padre Salvatore Morittu.      

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Il CSV scrive alle Associazioni di Volontariato operanti in Sardegna

A firma del presidente del CSV, prof. Giampiero Farru, è stata inviata a tutte le Associazioni di Volontariato operanti in Sardegna, la lettera che riportiamo di seguito avente per oggetto "Servizi offerti dal CSV Sardegna Solidale".

Ecco il testo della lettera:

Cagliari, 23 febbraio 2009

Alle Associazioni di Volontariato operanti in Sardegna  - Loro Sedi

 

Oggetto: Servizi offerti dal CSV Sardegna Solidale

 

Gli ultimi tre anni della nostra storia (2006-2007-2008) sono stati caratterizzati da una forte conflittualità che ci ha impedito di erogare tutta la gamma di servizi che il CSV Sardegna Solidale offre alle Associazioni e che negli anni precedenti sono stati offerti e usufruiti con grande soddisfazione da parte di tutti. La mancata erogazione delle risorse dovute al CSV ha reso impossibile mettere in campo servizi e iniziative paralizzando di fatto l’attività di tante associazioni a livello regionale e locale.

 

Tuttavia la rete territoriale dei volontari impegnati con il CSV Sardegna Solidale a favore del volontariato sardo (volontari per volontari) ha permesso di limitare i danni e di tenere in piedi struttura e servizi, offerti sempre con competenza e in totale gratuità.

 

Ora ricomincia un percorso comune che vede da una parte le associazioni di volontariato operanti in Sardegna impegnate a dare risposte sempre più esaustive e mirate ai bisogni delle tante persone e situazioni di sofferenza, emarginazione, emergenza e dall’altra la rinnovata disponibilità di centinaia di volontari a mettersi a disposizione del movimento di volontariato sardo per contribuire a sostenerlo, promuoverlo e migliorarlo.

 

Il CSV Sardegna Solidale è “compagno di viaggio” di tutte le associazioni di volontariato che intendono percorrere strade comuni, in rete e non in solitario.

 

In allegato trovate il depliant illustrativo dei servizi offerti – gratuitamente - dal CSV. Potete richiederli all’occorrenza presso uno dei 37 Sa.Sol. Point già attivi sul territorio regionale e oppure attraverso una delle seguenti modalità:

 

Telefono                   070 345069 

Fax                           070 345032

Numero Verde        800 150440

E-mail                    csv@sardegnasolidale.it

Sito Internet          www.sardegnasolidale.it

 

Resta valido per tutti l’invito a collaborare - ciascuno secondo le proprie competenze e specificità e in piena autonomia - per realizzare i due slogans-programma che da sempre accompagnano la nostra azione di “volontari per volontari” e di costruttori di “una rete unitaria e plurale che cresce e che fa crescere”.

 

Con la stima di sempre

 

Il Presidente del CSV Sardegna Solidale

Prof. Giampiero Farru

 

Il CSV scrive alle Associazioni di Volontariato operanti in Sardegna

A firma del presidente del CSV, prof. Giampiero Farru, è stata inviata a tutte le Associazioni di Volontariato operanti in Sardegna, la lettera che riportiamo di seguito avente per oggetto "Servizi offerti dal CSV Sardegna Solidale".

Ecco il testo della lettera:

Cagliari, 23 febbraio 2009

Alle Associazioni di Volontariato operanti in Sardegna  - Loro Sedi

 

Oggetto: Servizi offerti dal CSV Sardegna Solidale

 

Gli ultimi tre anni della nostra storia (2006-2007-2008) sono stati caratterizzati da una forte conflittualità che ci ha impedito di erogare tutta la gamma di servizi che il CSV Sardegna Solidale offre alle Associazioni e che negli anni precedenti sono stati offerti e usufruiti con grande soddisfazione da parte di tutti. La mancata erogazione delle risorse dovute al CSV ha reso impossibile mettere in campo servizi e iniziative paralizzando di fatto l’attività di tante associazioni a livello regionale e locale.

 

Tuttavia la rete territoriale dei volontari impegnati con il CSV Sardegna Solidale a favore del volontariato sardo (volontari per volontari) ha permesso di limitare i danni e di tenere in piedi struttura e servizi, offerti sempre con competenza e in totale gratuità.

 

Ora ricomincia un percorso comune che vede da una parte le associazioni di volontariato operanti in Sardegna impegnate a dare risposte sempre più esaustive e mirate ai bisogni delle tante persone e situazioni di sofferenza, emarginazione, emergenza e dall’altra la rinnovata disponibilità di centinaia di volontari a mettersi a disposizione del movimento di volontariato sardo per contribuire a sostenerlo, promuoverlo e migliorarlo.

 

Il CSV Sardegna Solidale è “compagno di viaggio” di tutte le associazioni di volontariato che intendono percorrere strade comuni, in rete e non in solitario.

 

In allegato trovate il depliant illustrativo dei servizi offerti – gratuitamente - dal CSV. Potete richiederli all’occorrenza presso uno dei 37 Sa.Sol. Point già attivi sul territorio regionale e oppure attraverso una delle seguenti modalità:

 

Telefono                   070 345069 

Fax                           070 345032

Numero Verde        800 150440

E-mail                    csv@sardegnasolidale.it

Sito Internet          www.sardegnasolidale.it

 

Resta valido per tutti l’invito a collaborare - ciascuno secondo le proprie competenze e specificità e in piena autonomia - per realizzare i due slogans-programma che da sempre accompagnano la nostra azione di “volontari per volontari” e di costruttori di “una rete unitaria e plurale che cresce e che fa crescere”.

 

Con la stima di sempre

 

Il Presidente del CSV Sardegna Solidale

Prof. Giampiero Farru

 

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Le ragioni dei volontari nella sentenza del TAR Sardegna

Dopo tre anni di battaglie civili e di contenzioso giudiziario il volontariato sardo esulta per la sentenza di merito depositata ieri dal Tar Sardegna.

Il TAR, infatti, pronunciandosi in merito al ricorso presentato dal CSV Sardegna Solidale e, ad adiuvandum, dal CSVnet, Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato in Italia, ha sentenziato l’annullamento delle decisioni del Comitato di gestione dei fondi speciali per il volontariato che miravano a frantumare l’unità delle associazioni di volontariato condannando il medesimo Comitato al pagamento delle spese.

La notizia della sentenza di ieri è giunta nel pieno dell’assemblea regionale dei volontari di Sardegna Solidale in svolgimento a Donigala Fenugheddu (OR). Grande soddisfazione ed entusiasmo per l’esito positivo del contenzioso giudiziario, sperato e atteso, da parte dei volontari convenuti da tutta la Sardegna a Donigala.

 E’ il giusto epilogo di un disegno precostituito che mirava a cancellare arbitrariamente la positiva esperienza del CSV Sardegna Solidale e del conseguente tentativo di lottizzare il volontariato sardo” - ha dichiarato Giampiero Farru, presidente di Sardegna Solidale – “ed è, speriamo, la fine di una incredibile situazione che ha impedito al volontariato sardo di realizzare compiutamente e in serenità tante iniziative e attività”.

 "Questa sentenza apre una fase nuova – ha dichiarato don Angelo Pittau, presidente del Comitato Promotore del CSV Sardegna Solidale – Ora dobbiamo darci da fare per recuperare il tempo perso e per riparare i danni materiali e di immagine subiti dal volontariato

 La vicenda aveva preso avvio qualche giorno prima del Natale 2005 quando in Consiglio Regionale, al momento dell’approvazione della legge 23 sul sistema integrato dei servizi alla persona, era stato introdotto un emendamento che imponeva per legge la costituzione di CSV provinciali e distrettuali. La mobilitazione di tutto il volontariato sardo aveva indotto il Consiglio Regionale a rivedere il provvedimento e a riportarlo nell’ambito della normativa nazionale.

Successivamente il Co.Ge. Sardegna, in modo del tutto autoreferenziale, aveva deciso di cancellare Sardegna Solidale e di attivare 4 CSV (3 territoriali e 1 tematico), in spregio delle decisioni adottate all’unanimità dall’Assemblea regionale del Volontariato e dei pronunciamenti pressoché unanimi dell’Osservatorio regionale del volontariato. Conseguente la costituzione in giudizio con la richiesta dell’annullamento di quei provvedimenti ritenuti ingiusti dai volontari.

 Ieri la sentenza che scrive la parola fine sulla vicenda dando definitivamente ragione ai volontari.

Le ragioni dei volontari nella sentenza del TAR Sardegna

Dopo tre anni di battaglie civili e di contenzioso giudiziario il volontariato sardo esulta per la sentenza di merito depositata ieri dal Tar Sardegna.

Il TAR, infatti, pronunciandosi in merito al ricorso presentato dal CSV Sardegna Solidale e, ad adiuvandum, dal CSVnet, Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato in Italia, ha sentenziato l’annullamento delle decisioni del Comitato di gestione dei fondi speciali per il volontariato che miravano a frantumare l’unità delle associazioni di volontariato condannando il medesimo Comitato al pagamento delle spese.

La notizia della sentenza di ieri è giunta nel pieno dell’assemblea regionale dei volontari di Sardegna Solidale in svolgimento a Donigala Fenugheddu (OR). Grande soddisfazione ed entusiasmo per l’esito positivo del contenzioso giudiziario, sperato e atteso, da parte dei volontari convenuti da tutta la Sardegna a Donigala.

 E’ il giusto epilogo di un disegno precostituito che mirava a cancellare arbitrariamente la positiva esperienza del CSV Sardegna Solidale e del conseguente tentativo di lottizzare il volontariato sardo” - ha dichiarato Giampiero Farru, presidente di Sardegna Solidale – “ed è, speriamo, la fine di una incredibile situazione che ha impedito al volontariato sardo di realizzare compiutamente e in serenità tante iniziative e attività”.

 "Questa sentenza apre una fase nuova – ha dichiarato don Angelo Pittau, presidente del Comitato Promotore del CSV Sardegna Solidale – Ora dobbiamo darci da fare per recuperare il tempo perso e per riparare i danni materiali e di immagine subiti dal volontariato

 La vicenda aveva preso avvio qualche giorno prima del Natale 2005 quando in Consiglio Regionale, al momento dell’approvazione della legge 23 sul sistema integrato dei servizi alla persona, era stato introdotto un emendamento che imponeva per legge la costituzione di CSV provinciali e distrettuali. La mobilitazione di tutto il volontariato sardo aveva indotto il Consiglio Regionale a rivedere il provvedimento e a riportarlo nell’ambito della normativa nazionale.

Successivamente il Co.Ge. Sardegna, in modo del tutto autoreferenziale, aveva deciso di cancellare Sardegna Solidale e di attivare 4 CSV (3 territoriali e 1 tematico), in spregio delle decisioni adottate all’unanimità dall’Assemblea regionale del Volontariato e dei pronunciamenti pressoché unanimi dell’Osservatorio regionale del volontariato. Conseguente la costituzione in giudizio con la richiesta dell’annullamento di quei provvedimenti ritenuti ingiusti dai volontari.

 Ieri la sentenza che scrive la parola fine sulla vicenda dando definitivamente ragione ai volontari.

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14° Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie - Napoli, 21 marzo 2009

La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera, Associazioni Nomi e numeri contro le mafie dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie. E' questa l'occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno. In continuità con le altre edizioni il 21 marzo 2009 ribadisce con forza la voglia di tanti di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l'illegalità, e di voler continuare a costruire percorsi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.
 
Manca meno di un mesie all'annuale appuntamento con la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. La XIV edizione avrà come sede la Campania, con una prima manifestazione il 19 marzo a Casal di Principe, in occasione del quindicesimo anniversario della morte di don Peppe Diana e una seconda manifestazione il 21 marzo a Napoli, con l'arrivo dei partecipanti da tutte le parti d'Italia.
Alla manifestazione hanno aderito anche molte scuole della Sardegna e sarà presente una folta rappresentanza delle associazioni impegnate in Sardegna sul versante della legalità.

14° Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie - Napoli, 21 marzo 2009

La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera, Associazioni Nomi e numeri contro le mafie dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie. E' questa l'occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno. In continuità con le altre edizioni il 21 marzo 2009 ribadisce con forza la voglia di tanti di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l'illegalità, e di voler continuare a costruire percorsi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.
 
Manca meno di un mesie all'annuale appuntamento con la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. La XIV edizione avrà come sede la Campania, con una prima manifestazione il 19 marzo a Casal di Principe, in occasione del quindicesimo anniversario della morte di don Peppe Diana e una seconda manifestazione il 21 marzo a Napoli, con l'arrivo dei partecipanti da tutte le parti d'Italia.
Alla manifestazione hanno aderito anche molte scuole della Sardegna e sarà presente una folta rappresentanza delle associazioni impegnate in Sardegna sul versante della legalità.

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il tar sardegna accoglie le istanze dei volontari e annulla i provvedimenti del coge

Dopo i pronunciamenti del marzo e giugno scorso del TAR Sardegna e del Consiglio di Stato - tutti favorevoli al volontariato sardo costituitosi in giudizio - ieri, 10 dicembre 2008, il TAR Sardegna si è nuovamente pronunciato in questi termini sul nuovo ricorso presentato contro le ingiuste e immotivate delibere adottate dal Coge Sardegna

"accoglie l’istanza cautelare, e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato".

Ancora una volta dunque i giudici accolgono positivamente le ragioni addotte dal CSV Sardegna Solidale e dalle associazioni di volontariato costituitesi in giudizio unitamente al CSVnet, Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato in Italia.

"Ci auguriamo che questa sentenza - ha commentato il presidente del CSV Sardegna Solidale, Giampiero Farru - metta fine agli sventurati piani e disegni che in questi anni hanno impedito al volontariato di realizzare compiutamente le sue attività".

"La gioia per questa sentenza - ha commentato Maria Luisa Sari, componente dell'Osservatorio regionale del Volontariato - è direttamente proporzionale al gravissimo attentato tramato ai nostri danni in questi anni. Ora ci lascino lavorare in serenità".

"Dopo questa lunga fase di contrasti - sostiene il presidente di CSVnet Marco Granelli - esprimiamo la nostra soddisfazione per il riconoscimento delle giuste ragioni del CSV Sardegna solidale e, soprattutto del volontariato sardo, che ringraziamo e che invitiamo ad essere sempre più protagonista del CSV come dimostrato in questi mesi. Invitiamo tutti a far prevalere il dialogo e, pur nelle differenze di ruoli, a tendere insieme al miglioramento continuo dei servizi".

Grande entusiasmo tra tutte le associazioni di volontariato della Sardegna e tanta voglia di "ripartire" al servizio delle persone, delle comunità e del territorio.

il tar sardegna accoglie le istanze dei volontari e annulla i provvedimenti del coge

Dopo i pronunciamenti del marzo e giugno scorso del TAR Sardegna e del Consiglio di Stato - tutti favorevoli al volontariato sardo costituitosi in giudizio - ieri, 10 dicembre 2008, il TAR Sardegna si è nuovamente pronunciato in questi termini sul nuovo ricorso presentato contro le ingiuste e immotivate delibere adottate dal Coge Sardegna

"accoglie l’istanza cautelare, e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato".

Ancora una volta dunque i giudici accolgono positivamente le ragioni addotte dal CSV Sardegna Solidale e dalle associazioni di volontariato costituitesi in giudizio unitamente al CSVnet, Coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato in Italia.

"Ci auguriamo che questa sentenza - ha commentato il presidente del CSV Sardegna Solidale, Giampiero Farru - metta fine agli sventurati piani e disegni che in questi anni hanno impedito al volontariato di realizzare compiutamente le sue attività".

"La gioia per questa sentenza - ha commentato Maria Luisa Sari, componente dell'Osservatorio regionale del Volontariato - è direttamente proporzionale al gravissimo attentato tramato ai nostri danni in questi anni. Ora ci lascino lavorare in serenità".

"Dopo questa lunga fase di contrasti - sostiene il presidente di CSVnet Marco Granelli - esprimiamo la nostra soddisfazione per il riconoscimento delle giuste ragioni del CSV Sardegna solidale e, soprattutto del volontariato sardo, che ringraziamo e che invitiamo ad essere sempre più protagonista del CSV come dimostrato in questi mesi. Invitiamo tutti a far prevalere il dialogo e, pur nelle differenze di ruoli, a tendere insieme al miglioramento continuo dei servizi".

Grande entusiasmo tra tutte le associazioni di volontariato della Sardegna e tanta voglia di "ripartire" al servizio delle persone, delle comunità e del territorio.

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Costituito il Coordinamento sardo del Volontariato

Il 07 ottobre 2008, nella sede della Società degli Operai di Cagliari, oltre 100 associazioni di volontariato della Sardegna hanno costituito il Coordinamento Sardo del Volontariato.

E' il primo organismo regionale di rappresentanza di base del volontariato a nascere dalla libera volontà di un così enorme numero di associazioni. Probabilmente è anche l'unico caso in Italia, trattandosi di associazioni di diversa provenienza territoriale, di diversi settori di attività e diversa consistenza associativa.

Il Coordinamento Sardo del Volontariato rappresenta le istanze e i bisogni del volontariato, ne cura la promozione e lo sviluppo, crea rete e reti di solidarietà nell'Isola, in Italia e nel mondo.

Diversità, trasversalità, coralità sono i tratti distintivi del neonato Coordinamento.

Sono già oltre 200 le associazioni - tra soci fondatori e soci ordinari - che ne fanno parte.

Prossimamente il Coordinamento presenterà programma e organi. 

Costituito il Coordinamento sardo del Volontariato

Il 07 ottobre 2008, nella sede della Società degli Operai di Cagliari, oltre 100 associazioni di volontariato della Sardegna hanno costituito il Coordinamento Sardo del Volontariato.

E' il primo organismo regionale di rappresentanza di base del volontariato a nascere dalla libera volontà di un così enorme numero di associazioni. Probabilmente è anche l'unico caso in Italia, trattandosi di associazioni di diversa provenienza territoriale, di diversi settori di attività e diversa consistenza associativa.

Il Coordinamento Sardo del Volontariato rappresenta le istanze e i bisogni del volontariato, ne cura la promozione e lo sviluppo, crea rete e reti di solidarietà nell'Isola, in Italia e nel mondo.

Diversità, trasversalità, coralità sono i tratti distintivi del neonato Coordinamento.

Sono già oltre 200 le associazioni - tra soci fondatori e soci ordinari - che ne fanno parte.

Prossimamente il Coordinamento presenterà programma e organi. 

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