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9 Novembre 2009

Falerna . Conclusa l'assemblea nazionale del MOVI


 Con l'elezione della nuova direzione nazionale si è conclusa a Falerna l'Assemblea nazionale del Movimento del Volontariato Italiano (MoVI) sul tema "Oltre noi stessi. Priorità e scelte del volontariato nell'Italia delle crisi".

Di seguito le sintesi dei lavori di gruppo presentate in Assemblea:

Analisi e proposte emerse dai gruppi di lavoro

(Così come presentate dai portavoce. Con le raccomandazioni e valutazioni dell’Assemblea)

 

6 novembre 2009, ore 21:30-23:00

 

 

A. WELFARE: politiche, sistemi, servizi

Priorità:

1.           Lavorare prioritariamente sul costruire una visione condivisa sul tema: quale etica dell’agire sociale, dell’essere cittadini

2.           Riappropriarsi della funzione educativa e politica del movimento

 

Proposta concreta: lettura critica e dinamica dei bilanci regionali e comunali

Campagne di sensibilizzazione

 

Raccomandazioni dell’assemblea:

-                   Considerare l’Anno europeo del volontariato, l’entrata in vigore della Costituzione europea e della Carta dei diritti delle persone con disabilità

-                   Tener conto delle politiche del Libro bianco sul welfare e valutarle dal nostro punto di vista

 

Valutazione dell’assemblea:

Approvato. Con 5 indecisi

 

 

B. Crisi economica e vulnerabilità sociale

 

         Verso l’anno europeo di lotta alla povertà…

         Priorità: il MoVI si mette in ascolto dei territori (nei quali siamo) sulla questione della lotta alla povertà. Analisi delle esigenze a livello locale, (ascolto delle associazioni) riportato al livello nazionale

         Entro maggio 2010: si facciano incontri di ascolto delle problematiche

         Entro giugno 2010: un incontro nazionale (verificare i tempi)

 

Valutazione dell’assemblea:

Approvato.

 

 

C. Radicamento locale e responsabilità globale

 

L’azione volontaria come elemento facilitatore nella comunità locale per il “governo”  della globalizzazione

 

Informazione e formazione

●Ruolo , riconoscimento   e visibilità dell’azione volontaria nella Comunità locale in un processo di globalizzazione

●Consapevolezza e  competenze  (formazione, autoformazione, confronto)

●L’assunzione di “responsabilità” come interazione fra le componenti dell’azione : volontario, associazione,  destinatari/protagonisti, comunità locale…….

 

Modalità e Strumenti

●Diffusione ed uso consapevole della “governance” partecipata e partecipativa

●Utilizzo di piattaforme tecnologiche e mediatiche già esistenti e da implementare nella rete

●Messa in rete di competenze, risorse   ed esperienze delle associazioni dislocate anche in territori lontani (anche con progettazioni locali o in partenariato interno ed esterno.

●Mainstreaming (trasversalità ….. ) di intervento sia come promozione che come partecipazione

●Risorse culturali, strategiche ed economiche dall’Europa e dal “Mondo” … (anni europei, campagne di solidarietà ……)

 

Valutazione dell’assemblea:

Approvato. Con 6 indecisi

 

 

D. Questione meridionale, federalismo e unità del Paese

C’è bisogno di:

-         Conoscere e capire in profondità ciò che sta succedendo in Italia oggi;

-         ri-costruire un’identità nazionale su basi di cittadinanza attiva e su un nuovo paradigma istituzionale (cfr. Cap. V costituzione);

-         dotare i volontari, il Movi ed i suoi quadri più attivi di una maggiore autorevolezza nell’interazione con altri soggetti sociali, soprattutto istituzionali

 

Priorità rilevata VALORIZZARE LA FORMAZIONE

omogenea su tutto il territorio nazionale;

politica: coscientizzante e responsabilizzante

interpretativa della realtà (storico, economica, etc.)

laboratoriale con ricadute di advocacy, denuncia, propositivo-progettuali

 

Valutazione dell’assemblea:

Approvato.

 

 

E. Questione educativa e culturale

 

Priorità individuata: Rafforzare la centralità del processo educativo in linea con le visioni solidaristiche del volontariato

 

Per realizzare questo obiettivo riteniamo di partire dalle esperienze in atto, sviluppate dal volontariato a livello locale, regionale, nazionale e internazionale, elaborare riflessioni al riguardo al fine di acquisire modelli formativi in grado di riprodurre il senso migliore di queste esperienze, nell’ottica di far crescere noi stessi e gli altri.

Quindi utilizzare tali modelli riproducibili come strumento per contribuire a sviluppare in modo innovativo politiche locali, nazionali ed internazionali in ambito educativo e culturale

 

Valutazione dell’assemblea:

Approvato.

 

 

F. Democrazia e partecipazione dei cittadini alle decisioni collettive

 

Criticità che limitano o rendono problematica la partecipazione dei cittadini e dei volontari in particolare alle decisioni collettive:

1.       Si preferisce il fare alla dimensione politica

2.       Il ricerca dei fondi per fare funzionare i servizi mortifica e pone in secondo piano la progettazione di politiche sociali.

3.       Tutti ma in particolare i giovani vedono frustata la loro capacità d’incidere sulle decisioni. Questo porta alla disaffezione alla politica e al costume della delega.

4.       La mancanza di luoghi in cui fare politica finisce per impedire la partecipazione politica

5.       Il nostro vissuto quotidiano ci impedisce una visione globale

6.       In genere c’è una difficoltà di creare delle reti le sole capaci d’incidere sulle politiche sociali.

7.       Una diffusa autoreferenzialità a tutti livelli e in tutti i contesti

8.       Strumenti di partecipazione: questi sconosciuti.

Tre emergenze:

§        L’autoreferenzialità e l’agire sul particolare limita la progettazione in genere e per quel che riguarda il nostro gruppo, limita il ruolo politico

§        Riscontriamo specie nella base una mancanza di conoscenze e di formazione

§        Mancanza di luoghi in cui fare politica

La criticità maggiore è la mancanza di conoscenze e di formazione

Le competenze maggiori le abbiamo in quanto siamo capaci di formare e di informare e siamo stati concordi nel dire che siamo però più capaci quando svolgiamo un ruolo di promotore di politiche

 

Una priorità per il MoVI

Essere costruttori di rete per rafforzare il ruolo politico del volontariato

Il MoVI deve impegnarsi a progettare e ad offrire delle iniziative che portino i gruppi ad aprirsi al confronto con gli altri gruppi e le altre forze della società.

Dobbiamo superare il rischio che il fare quotidiano limiti l’impegno per il cambiamento

Ci ritroviamo perfettamente nella proposta del documento programmatico di proporre il volontariato come scuola di partecipazione per formare una coscienza critica Un esempio concreto potrebbe essere una scuola per concertatori sociali

Un ruolo importante il MoVI deve averlo facendo conoscere e socializzando le buone pratiche di presenza del volontariato nei luoghi della politica che spesso non riescono a perforare oltre il territorio di provenienza.

Il MoVI dovrebbe impegnarsi a potenziare la propria comunicazione, utilizzando a tal fine degli strumenti agili, veloci e partecipati per dare messaggi forti su questi temi ai gruppi.

 

Valutazione dell’assemblea:

Approvato. Con 2 indecisi

 

 

G. Multiculturalità e forme/modelli di accoglienza degli stranieri

Questioni sociali, culturali, politiche emerse:

        razzismo

        linguaggi che cancellano o esasperano le diversità

        “cultura” dell’indifferenza

        nostre responsabilità sugli squilibri socio-economici nel pianeta

        difficoltà di accesso alla cittadinanza per gli stranieri

        legislazione a contenuto razzista (v. il “decreto sicurezza”)

        difficoltà di accesso al diritto di asilo

        difficoltà dei ricongiungimenti familiari

        questione della “seconda generazione”

        ruolo distorcente del mezzi di comunicazione

Approcci proposti:

        stare insieme, costruire relazioni

        sostegno ad azioni di ascolto, confronto, partecipazione civile degli immigrati

        analisi/ascolto delle “paure” degli italiani

        informazione e denuncia sociale

        disobbedienza civile, per non essere complici

        sostegno alle esperienze di cooperazione decentrata (con il coinvolgimento degli immigrati delle nostre comunità locali)

        appello ai principi costituzionali nelle questioni che riguardano l’immigrazione

Obiettivo politico:

Assumere il ruolo di coscienza critica della società per la tutela dei diritti degli immigrati, coerentemente con i principi della Costituzione italiana

A partire da una mobilitazione per l’abrogazione del cosiddetto “Decreto sicurezza” e attraverso la programmazione di azioni educative, culturali e mediatiche diffuse e l’attivazione della responsabilità delle comunità locali.

 

Valutazione dell’assemblea:

Approvato. Con 1 indecis0

 

 

H. Legalità, promozione/tutela dei diritti, giustizia sociale, lotta alle mafie

Priorità:

Far conoscere per essere

Carenza, quando non è assenza di senso civico, nei giovani con la necessità quindi di far conoscere i diritti e riconoscere l’altro.

I diritti negati vanno difesi, ma per difenderli bisogna conoscerli e fare sedimentare nell’io la coscienza civica.

Per operare sul piano culturale si propongono le seguenti azioni:

1.       Fare partecipare ragazzi di 13/14 anni ad un gioco della cittadinanza,1/2 città pilota mettono di fronte la negazione di diritti propri degli adolescenti e gli fanno sperimentare la rivendicazione

2.       Fare formazione culturale ai quadri del movimento studiata e strutturata da un  Centro Studi MoVI che potrebbe avere sede in un luogo pregno di significato quale un edificio, una struttura confiscata alla mafia

3.       Rapportarsi con gli altri movimenti, aprirsi agli altri coordinamenti, implementando quella rete che c’è, ma stenta a volare.

 

Raccomandazioni dell’assemblea:

-                   Integrare i destinatari (non fare riferimento solo ai giovani

-                   Distinguere tra obiettivi e azioni

-                   Non parlare solo di diritti, ma anche di doveri

 

Valutazione dell’assemblea:

Approvato. Con 1 indeciso

 

 

Al termine, l’Assemblea ha dato mandato al nuovo Comitato Nazionale di rivedere quanto approvato allo scopo di armonizzare le proposte, uniformare la modalità di presentazione, evidenziare gli obiettivi politici e distinguerli dalle proposte di azione, definire una programmazione che renda gradualmente possibile nel triennio la realizzazione di quanto deciso.