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Servizio Civile: pubblicato bando 2010 per la selezione dei volontari

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 3 settembre, il bando 2010 dell'Ufficio Nazionale del Servizio Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la selezione dei volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale.

I posti disponibili per i progetti presentati dagli enti regionali e approvati dalla Regione Sardegna sono 222, altri 686 posti sono disponibili sulla base dei progetti degli enti iscritti all'albo nazionale aventi sede in Sardegna.

Possono partecipare alla selezione i ragazzi e le ragazze italiani che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e non superato il ventottesimo anno.

Il servizio civile ha una durata di 12 mesi e al volontario è riconosciuto un assegno mensile di 433,80 euro.

La domanda di partecipazione in formato cartaceo, indirizzata direttamente all' ente che realizza il progetto prescelto, dovrà essere presentata entro le ore 14 del 4 ottobre 2010.

Nella sezione "Servizio Civile" è pubblicato il testo integrale del bando.

Servizio Civile: pubblicato bando 2010 per la selezione dei volontari

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 3 settembre, il bando 2010 dell'Ufficio Nazionale del Servizio Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la selezione dei volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale.

I posti disponibili per i progetti presentati dagli enti regionali e approvati dalla Regione Sardegna sono 222, altri 686 posti sono disponibili sulla base dei progetti degli enti iscritti all'albo nazionale aventi sede in Sardegna.

Possono partecipare alla selezione i ragazzi e le ragazze italiani che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e non superato il ventottesimo anno.

Il servizio civile ha una durata di 12 mesi e al volontario è riconosciuto un assegno mensile di 433,80 euro.

La domanda di partecipazione in formato cartaceo, indirizzata direttamente all' ente che realizza il progetto prescelto, dovrà essere presentata entro le ore 14 del 4 ottobre 2010.

Nella sezione "Servizio Civile" è pubblicato il testo integrale del bando.

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Bando Progettazione sociale 2009: le graduatorie

In ottemperanza a quanto previsto dal Bando 2009 “Perequazione per la progettazione sociale regione Sardegna” e in conseguenza del processo di valutazione operato dal CSV Sardegna Solidale, dalla Commissione regionale di Valutazione, dalla Commissione Nazionale e dalla Commissione Paritetica Regionale nella Sezione “Bandi e Progetti” si riportano in allegato i files (.pdf) dei progetti vincitori e ammessi al finanziamento (Allegato 1) e dei progetti vincitori ma non finanziabili per carenza di risorse (Allegato 2).  

 

Tutti gli altri progetti partecipanti al Bando non riportati negli elenchi di cui sopra sono risultati non rispondenti ai requisiti di ammissibilità previsti dal bando oppure sono stati valutati con un punteggio inferiore al minimo previsto dal Bando.

Tutte le associazioni interessate riceveranno comunicazione scritta da parte del CSV Sardegna Solidale.

Bando Progettazione sociale 2009: le graduatorie

In ottemperanza a quanto previsto dal Bando 2009 “Perequazione per la progettazione sociale regione Sardegna” e in conseguenza del processo di valutazione operato dal CSV Sardegna Solidale, dalla Commissione regionale di Valutazione, dalla Commissione Nazionale e dalla Commissione Paritetica Regionale nella Sezione “Bandi e Progetti” si riportano in allegato i files (.pdf) dei progetti vincitori e ammessi al finanziamento (Allegato 1) e dei progetti vincitori ma non finanziabili per carenza di risorse (Allegato 2).  

 

Tutti gli altri progetti partecipanti al Bando non riportati negli elenchi di cui sopra sono risultati non rispondenti ai requisiti di ammissibilità previsti dal bando oppure sono stati valutati con un punteggio inferiore al minimo previsto dal Bando.

Tutte le associazioni interessate riceveranno comunicazione scritta da parte del CSV Sardegna Solidale.

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Fuori dall'angolo. Idee per il futuro del volontariato e del terzo settore

  • Nel corso di questi ultimi anni, il volontariato e il terzo settore hanno molto faticato a tenere insieme identità e cambiamento, valori e nuove opportunità, prassi originarie e partecipazione ai tavoli della concertazione istituzionale. Hanno sì costituito un notevole patrimonio di esperienze, saperi e pratiche, ma non sono stati in grado di tradurlo in una forte capacità di incidere sulla scelte politiche, sull’opinione pubblica, sui media. Difficoltà che appaiono ora come una vera e propria impasse, una marcata marginalità soprattutto politica.

     

     

  • Questo libro si propone di dare un contributo per ridefinire il ruolo e le funzioni delle organizzazioni di terzo settore e di volontariato oggi, presentando gli scenari in cui in non profit si trova ad agire e ragionando sul senso, le strategie, i fini del “mondo della solidarietà”, grazie al coinvolgimento di voci diverse per storia, orientamento e profilo professionale.

     

     

    Il testo si rivolge a tutti gli operatori e  i volontari che, nei diversi ambiti di azione e di intervento, continuano a impegnarsi con passione e competenza. Perché solo mobilitando la loro energia si potrà “uscire dall’angolo”.

     

     

    Curato da Emanuele Alecci e Mariano Bottaccio, il volume raccoglie interventi di Lucio Babolin, Mariano Bottaccio, Marco Cremaschi, Carlo Donolo, Alessandro Gozzo, Stefano Lenzi, Ota de Leonardis, Franco Lorenzoni, Giorgio Marcello, Giulio Marcon, Alessandro Messina, Giovanni Moro, Nicola Negri e Andrea Volterrani.

  • Fuori dall'angolo. Idee per il futuro del volontariato e del terzo settore
  • Curatore: Alecci E., Bottaccio M.
  • Editore: L'Ancora del Mediterraneo (collana Gli alberi)
  • Data di Pubblicazione: 2010

Fuori dall'angolo. Idee per il futuro del volontariato e del terzo settore

  • Nel corso di questi ultimi anni, il volontariato e il terzo settore hanno molto faticato a tenere insieme identità e cambiamento, valori e nuove opportunità, prassi originarie e partecipazione ai tavoli della concertazione istituzionale. Hanno sì costituito un notevole patrimonio di esperienze, saperi e pratiche, ma non sono stati in grado di tradurlo in una forte capacità di incidere sulla scelte politiche, sull’opinione pubblica, sui media. Difficoltà che appaiono ora come una vera e propria impasse, una marcata marginalità soprattutto politica.

     

     

  • Questo libro si propone di dare un contributo per ridefinire il ruolo e le funzioni delle organizzazioni di terzo settore e di volontariato oggi, presentando gli scenari in cui in non profit si trova ad agire e ragionando sul senso, le strategie, i fini del “mondo della solidarietà”, grazie al coinvolgimento di voci diverse per storia, orientamento e profilo professionale.

     

     

    Il testo si rivolge a tutti gli operatori e  i volontari che, nei diversi ambiti di azione e di intervento, continuano a impegnarsi con passione e competenza. Perché solo mobilitando la loro energia si potrà “uscire dall’angolo”.

     

     

    Curato da Emanuele Alecci e Mariano Bottaccio, il volume raccoglie interventi di Lucio Babolin, Mariano Bottaccio, Marco Cremaschi, Carlo Donolo, Alessandro Gozzo, Stefano Lenzi, Ota de Leonardis, Franco Lorenzoni, Giorgio Marcello, Giulio Marcon, Alessandro Messina, Giovanni Moro, Nicola Negri e Andrea Volterrani.

  • Fuori dall'angolo. Idee per il futuro del volontariato e del terzo settore
  • Curatore: Alecci E., Bottaccio M.
  • Editore: L'Ancora del Mediterraneo (collana Gli alberi)
  • Data di Pubblicazione: 2010
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il volontariato in sardegna - concorso per tesi di laurea e lavori di ricerca

Il CSV Sardegna Solidale bandisce un concorso per tesi di laurea e lavori di ricerca sul tema "Il Volontariato in Sardegna".

 L’iniziativa ha lo scopo di promuovere e favorire la conoscenza della realtà del volontariato e del terzo settore nell’Isola e di rappresentarne i molteplici aspetti attraverso la ricerca, lo studio e le pubblicazioni editoriali.

Per l’ammissione alla selezione è richiesto il possesso dei seguenti requisiti al momento della presentazione della domanda:

- diploma universitario, laurea (vecchio e nuovo ordinamento, laurea triennale e laurea specialistica) o dottorato di ricerca (conseguiti anche in altre regioni);

- residenza del candidato in uno dei comuni della Sardegna;

- l’elaborato deve essere stato redatto in uno dei seguenti anni: 2006/2007/2008/2009/2010;

- lettera di presentazione dell’elaborato da parte del docente che ha seguito il lavoro

Modalità e termini di presentazione delle domande

La domanda di partecipazione al Concorso, redatta in carta semplice, dovrà essere accompagnata da:

- due copie in cartaceo e una su supporto informatico dell’elaborato sul quale siano riportati l’anno accademico di discussione o di pubblicazione e la materia;

- una scheda di sintesi del lavoro in copia cartacea e su supporto informatico, che riporti gli obiettivi, le metodologie, i principali risultati, le caratteristiche di originalità del lavoro presentato;

- il curriculum vitae

- il certificato di laurea in carta semplice o autocertificazione relativa dell’avvenuto conseguimento del titolo;

- fotocopia di un valido documento di identità;

- modulo di consenso per il trattamento dei dati personali;

- qualsiasi altra documentazione che il concorrente ritenga utile.

La valutazione degli elaborati e la conseguente assegnazione dei premi avverrà a insindacabile giudizio della Commissione designata dal Comitato Direttivo del CSV Sardegna Solidale.

I Premi possono essere assegnati anche ex aequo, oppure possono non essere assegnati per mancanza di concorrenti o perché nessuno degli elaborati è stato riconosciuto meritevole.

Gli elaborati non saranno restituiti e potranno essere pubblicati in parte o integralmente dal CSV Sardegna Solidale che ne rimane unico proprietario.

A tal proposito nella domanda di partecipazione dovrà essere espressamente autorizzata l’eventuale pubblicazione del testo integrale o di stralci dell’elaborato, a titolo gratuito, da parte del CSV Sardegna Solidale.

L’esito del concorso sarà comunicato a tutti i partecipanti entro il 30 novembre 2010 e i premi saranno consegnati durante una cerimonia alla quale i vincitori saranno tenuti a partecipare e durante la quale i lavori saranno presentati in pubblico.

Le domande di partecipazione al Concorso dovranno essere inviate a:

CSV Sardegna Solidale

Via dei Colombi, 1 - Casella Postale 281 - 09126 Cagliari

entro il 31 ottobre 2010 (farà fede il timbro postale).

Premi

I premi, la cui somma ammonta a 15.000,00 Euro (al lordo delle ritenute di legge)

sono attribuiti come segue:

3 premi di 1ª categoria di 2.500,00 Euro (al lordo di ogni ritenuta dovuta per legge)

3 premi di 2ª categoria di 1.500,00 Euro (al lordo di ogni ritenuta dovuta per legge)

3 premi di 3ª categoria di 1.000,00 Euro (al lordo di ogni ritenuta dovuta per legge)

 

Nella sezione “bandi e progetti” è possibile scaricare depliant e manifesto del concorso.

 

il volontariato in sardegna - concorso per tesi di laurea e lavori di ricerca

Il CSV Sardegna Solidale bandisce un concorso per tesi di laurea e lavori di ricerca sul tema "Il Volontariato in Sardegna".

 L’iniziativa ha lo scopo di promuovere e favorire la conoscenza della realtà del volontariato e del terzo settore nell’Isola e di rappresentarne i molteplici aspetti attraverso la ricerca, lo studio e le pubblicazioni editoriali.

Per l’ammissione alla selezione è richiesto il possesso dei seguenti requisiti al momento della presentazione della domanda:

- diploma universitario, laurea (vecchio e nuovo ordinamento, laurea triennale e laurea specialistica) o dottorato di ricerca (conseguiti anche in altre regioni);

- residenza del candidato in uno dei comuni della Sardegna;

- l’elaborato deve essere stato redatto in uno dei seguenti anni: 2006/2007/2008/2009/2010;

- lettera di presentazione dell’elaborato da parte del docente che ha seguito il lavoro

Modalità e termini di presentazione delle domande

La domanda di partecipazione al Concorso, redatta in carta semplice, dovrà essere accompagnata da:

- due copie in cartaceo e una su supporto informatico dell’elaborato sul quale siano riportati l’anno accademico di discussione o di pubblicazione e la materia;

- una scheda di sintesi del lavoro in copia cartacea e su supporto informatico, che riporti gli obiettivi, le metodologie, i principali risultati, le caratteristiche di originalità del lavoro presentato;

- il curriculum vitae

- il certificato di laurea in carta semplice o autocertificazione relativa dell’avvenuto conseguimento del titolo;

- fotocopia di un valido documento di identità;

- modulo di consenso per il trattamento dei dati personali;

- qualsiasi altra documentazione che il concorrente ritenga utile.

La valutazione degli elaborati e la conseguente assegnazione dei premi avverrà a insindacabile giudizio della Commissione designata dal Comitato Direttivo del CSV Sardegna Solidale.

I Premi possono essere assegnati anche ex aequo, oppure possono non essere assegnati per mancanza di concorrenti o perché nessuno degli elaborati è stato riconosciuto meritevole.

Gli elaborati non saranno restituiti e potranno essere pubblicati in parte o integralmente dal CSV Sardegna Solidale che ne rimane unico proprietario.

A tal proposito nella domanda di partecipazione dovrà essere espressamente autorizzata l’eventuale pubblicazione del testo integrale o di stralci dell’elaborato, a titolo gratuito, da parte del CSV Sardegna Solidale.

L’esito del concorso sarà comunicato a tutti i partecipanti entro il 30 novembre 2010 e i premi saranno consegnati durante una cerimonia alla quale i vincitori saranno tenuti a partecipare e durante la quale i lavori saranno presentati in pubblico.

Le domande di partecipazione al Concorso dovranno essere inviate a:

CSV Sardegna Solidale

Via dei Colombi, 1 - Casella Postale 281 - 09126 Cagliari

entro il 31 ottobre 2010 (farà fede il timbro postale).

Premi

I premi, la cui somma ammonta a 15.000,00 Euro (al lordo delle ritenute di legge)

sono attribuiti come segue:

3 premi di 1ª categoria di 2.500,00 Euro (al lordo di ogni ritenuta dovuta per legge)

3 premi di 2ª categoria di 1.500,00 Euro (al lordo di ogni ritenuta dovuta per legge)

3 premi di 3ª categoria di 1.000,00 Euro (al lordo di ogni ritenuta dovuta per legge)

 

Nella sezione “bandi e progetti” è possibile scaricare depliant e manifesto del concorso.

 

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FORUM REGIONALE DELLE ASSOCIAZIONI ADERENTI AL PROGETTO SA.SOL. DESK

Si svolge il 30 giugno 2010, dalle ore 16,00, a Donigala Fenugheddu, presso l'Istituto delle Suore Giuseppine, il FORUM regionale delle associazioni aderenti al Progetto Sa.Sol. Desk.

In questa prima fase sono invitate a partecipare al Forum le associazioni che hanno richiesto l'attivazione del Sa.Sol. Desk, che ne hanno avuto conferma e che hanno effettuato o sono state invitate ad effettuare le opzioni di attivazione.

Il Progetto Sa.Sol. Desk prevede l'attivazione di una postazione informatica e della rete telematica nelle sedi di 1.000 associazioni di volontariato operanti in Sardegna.

Pe originalità e dimensione è un progetto unico in Italia.

Alla postazione informatica e alla rete telematica si affiancano i servizi di VPN e rete wireless in tutte le sedi attivate.

Contestualmente saranno attivati il nuovo portale del CSV Sardegna Solidale www.sardegnasolidale.it e il social network sardegnasolidalesocial.net, interamente dedicato al volontariato regionale e nazionale.

Durante il Forum del 30 giugno a Donigala saranno illustrati anche gli accordi di convenzione tra il CSV e le Associazioni aderenti e le modalità pretiche di attivazione. 

FORUM REGIONALE DELLE ASSOCIAZIONI ADERENTI AL PROGETTO SA.SOL. DESK

Si svolge il 30 giugno 2010, dalle ore 16,00, a Donigala Fenugheddu, presso l'Istituto delle Suore Giuseppine, il FORUM regionale delle associazioni aderenti al Progetto Sa.Sol. Desk.

In questa prima fase sono invitate a partecipare al Forum le associazioni che hanno richiesto l'attivazione del Sa.Sol. Desk, che ne hanno avuto conferma e che hanno effettuato o sono state invitate ad effettuare le opzioni di attivazione.

Il Progetto Sa.Sol. Desk prevede l'attivazione di una postazione informatica e della rete telematica nelle sedi di 1.000 associazioni di volontariato operanti in Sardegna.

Pe originalità e dimensione è un progetto unico in Italia.

Alla postazione informatica e alla rete telematica si affiancano i servizi di VPN e rete wireless in tutte le sedi attivate.

Contestualmente saranno attivati il nuovo portale del CSV Sardegna Solidale www.sardegnasolidale.it e il social network sardegnasolidalesocial.net, interamente dedicato al volontariato regionale e nazionale.

Durante il Forum del 30 giugno a Donigala saranno illustrati anche gli accordi di convenzione tra il CSV e le Associazioni aderenti e le modalità pretiche di attivazione. 

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Dalla Formazione all’Azione - Idee, proposte ed attività per i nostri territori

Erano oltre 500 i partecipanti all’Evento-Festa conclusivo della formazione di base Formidale svoltosi il 20 giugno u.s. a Paulilatino e a Ghilarza.

Sono intervenuti il presidente del CSV, prof. Giampiero Farru, il presidente del Co.Ge. Sardegna, dott. Bruno Loviselli, l'Assessore ai Servizi sociali del Comune di Paulilatino, dr. Salvatore Masala, i responsabili delle Equipes Formative.

          E' stata una giornata di riflessione e di festa. Dai riscontri rilevati tutti i partecipanti hanno espresso gratitudine e compiacimento per il percorso formativo effettuato e per la possibilità loro offerta di concludere tale percorso con un momento unitario regionale che ha permesso di far convergere quanto riflettuto e discusso nelle singole classi formative.

          Il percorso della Formazione di base ha numeri importanti. Ecco di seguito la sintesi numerica del percorso

 

FORMIDALE – FORMAZIONE DI BASE

11 CLASSI FORMATIVE

CAGLIARI 1, SASSARI 1, NUORO, ORISTANO, OLBIA-TEMPIO, MEDIO CAMPIDANO, CARBONIA IGLESIAS, OGLIASTRA, CAGLIARI 2, SASSARI 2, CAGLIARI 3

10 SEDI dislocate su tutto il territorio

SELARGIUS, SASSARI, NUORO, DONIGALA F. (OR), IGLESIAS, VILLACIDRO, TEMPIO E OLBIA, TORTOLI’ E LANUSEI

3 EQUIPES FORMATIVE

CENTRO PANTA REI (CAGLIARI) – INSIGHT (CAGLIARI) – GRUPPO ABELE UNIVERSITA’ DELLA STRADA (TORINO)

2 FORMATORI PER AULA

1 COORDINATORE PER AULA

5 FACILITATORI PER AULA

 

1063 VOLONTARI ISCRITTI

CORSO

ISCRITTI

CAGLIARI 1

82

SASSARI 1

94

ORISTANO

92

CARBONIA IGLIESIAS

94

NUORO

121

OLBIA TEMPIO

84

CAGLIARI 2

133

OGLIASTRA

96

MEDIO CAMPIDANO

81

SASSARI 2

94

CAGLIARI 3

92

TOTALE

1063

508 VOLONTARI CHE HANNO FREQUENTATO TUTTI I MODULI

CORSO

FREQUENTANTI

CAGLIARI 1

40

SASSARI 1

53

ORISTANO

45

CARBONIA IGLIESIAS

42

NUORO

50

OLBIA TEMPIO

52

CAGLIARI 2

71

OGLIASTRA

41

MEDIO CAMPIDANO

51

SASSARI 2

34

CAGLIARI 3

29

TOTALE

508

Sono numeri che esprimono il bisogno formativo ed il successo della proposta; proposta che ha risposto all’esigenza evidenziata dalla Ricerca sulle Organizzazioni di Volontariato in Sardegna condotta dal Dr. Renato Frisanco.

A conclusione del percorso riportiamo  alcuni stralci dell'intervento del prof. Giampiero Farru , presidente del CSV Sardegna Solidale.

"Siamo consapevoli di aver messo in moto un processo che difficilmente potrà fermarsi nel breve-medio periodo. Processo che merita approfondimento e sviluppo. E’ netta in tutti noi la sensazione di aver “tirato un sasso nello stagno” che per molto tempo produrrà cerchi concentrici che allargandosi coinvolgeranno sempre più associazioni, volontari, cittadini, istituzioni.

Le parole-chiave dell’esperienza realizzata che ci sono state consegnate dalle Equipes formative sono significative dei contenuti trattati nelle 11 classi e nei 4 moduli formativi.

Esse sono:

- ENTRARE IN RELAZIONE

- METTERSI IN GIOCO

- RUOLO Di INTEGRAZIONE

- NON IN SOSTITUZIONE

- IL CONTESTO

- LA SUSSIDIARIETA

- FARE CON GLI ALTRI

- COOPERAZIONE E MEDIAZIONE

- OBIETTIVI CHIARI

- PROGETTARE

Ai contenuti affrontati nella formazione di base si affiancano i contenuti dei Corsi di Formazione in Partnership, molti dei quali sono in itinere, altri in fase di avvio ed altri ancora si sono appena conclusi, così come vanno tenuti presente i contenuti della Formazione di Eccellenza che sta per essere avviata.

Un gran movimento di idee, di persone, di esperienze che non possono che portare benefici all’azione volontaria e alla cultura della solidarietà che il volontariato esprime."

 

Il CSV Sardegna Solidale - lo ha detto il presidente Farru - sta procedendo alla sistemazione di tutti i materiali prodotti che saranno oggetto di specifica pubblicazione. A tutti partecipanti sono state intanto consegnate le dispense prodotte deale Equipes formative e che ripercorrono in sintesi il percorso realizzato.


Dalla Formazione all’Azione - Idee, proposte ed attività per i nostri territori

Erano oltre 500 i partecipanti all’Evento-Festa conclusivo della formazione di base Formidale svoltosi il 20 giugno u.s. a Paulilatino e a Ghilarza.

Sono intervenuti il presidente del CSV, prof. Giampiero Farru, il presidente del Co.Ge. Sardegna, dott. Bruno Loviselli, l'Assessore ai Servizi sociali del Comune di Paulilatino, dr. Salvatore Masala, i responsabili delle Equipes Formative.

          E' stata una giornata di riflessione e di festa. Dai riscontri rilevati tutti i partecipanti hanno espresso gratitudine e compiacimento per il percorso formativo effettuato e per la possibilità loro offerta di concludere tale percorso con un momento unitario regionale che ha permesso di far convergere quanto riflettuto e discusso nelle singole classi formative.

          Il percorso della Formazione di base ha numeri importanti. Ecco di seguito la sintesi numerica del percorso

 

FORMIDALE – FORMAZIONE DI BASE

11 CLASSI FORMATIVE

CAGLIARI 1, SASSARI 1, NUORO, ORISTANO, OLBIA-TEMPIO, MEDIO CAMPIDANO, CARBONIA IGLESIAS, OGLIASTRA, CAGLIARI 2, SASSARI 2, CAGLIARI 3

10 SEDI dislocate su tutto il territorio

SELARGIUS, SASSARI, NUORO, DONIGALA F. (OR), IGLESIAS, VILLACIDRO, TEMPIO E OLBIA, TORTOLI’ E LANUSEI

3 EQUIPES FORMATIVE

CENTRO PANTA REI (CAGLIARI) – INSIGHT (CAGLIARI) – GRUPPO ABELE UNIVERSITA’ DELLA STRADA (TORINO)

2 FORMATORI PER AULA

1 COORDINATORE PER AULA

5 FACILITATORI PER AULA

 

1063 VOLONTARI ISCRITTI

CORSO

ISCRITTI

CAGLIARI 1

82

SASSARI 1

94

ORISTANO

92

CARBONIA IGLIESIAS

94

NUORO

121

OLBIA TEMPIO

84

CAGLIARI 2

133

OGLIASTRA

96

MEDIO CAMPIDANO

81

SASSARI 2

94

CAGLIARI 3

92

TOTALE

1063

508 VOLONTARI CHE HANNO FREQUENTATO TUTTI I MODULI

CORSO

FREQUENTANTI

CAGLIARI 1

40

SASSARI 1

53

ORISTANO

45

CARBONIA IGLIESIAS

42

NUORO

50

OLBIA TEMPIO

52

CAGLIARI 2

71

OGLIASTRA

41

MEDIO CAMPIDANO

51

SASSARI 2

34

CAGLIARI 3

29

TOTALE

508

Sono numeri che esprimono il bisogno formativo ed il successo della proposta; proposta che ha risposto all’esigenza evidenziata dalla Ricerca sulle Organizzazioni di Volontariato in Sardegna condotta dal Dr. Renato Frisanco.

A conclusione del percorso riportiamo  alcuni stralci dell'intervento del prof. Giampiero Farru , presidente del CSV Sardegna Solidale.

"Siamo consapevoli di aver messo in moto un processo che difficilmente potrà fermarsi nel breve-medio periodo. Processo che merita approfondimento e sviluppo. E’ netta in tutti noi la sensazione di aver “tirato un sasso nello stagno” che per molto tempo produrrà cerchi concentrici che allargandosi coinvolgeranno sempre più associazioni, volontari, cittadini, istituzioni.

Le parole-chiave dell’esperienza realizzata che ci sono state consegnate dalle Equipes formative sono significative dei contenuti trattati nelle 11 classi e nei 4 moduli formativi.

Esse sono:

- ENTRARE IN RELAZIONE

- METTERSI IN GIOCO

- RUOLO Di INTEGRAZIONE

- NON IN SOSTITUZIONE

- IL CONTESTO

- LA SUSSIDIARIETA

- FARE CON GLI ALTRI

- COOPERAZIONE E MEDIAZIONE

- OBIETTIVI CHIARI

- PROGETTARE

Ai contenuti affrontati nella formazione di base si affiancano i contenuti dei Corsi di Formazione in Partnership, molti dei quali sono in itinere, altri in fase di avvio ed altri ancora si sono appena conclusi, così come vanno tenuti presente i contenuti della Formazione di Eccellenza che sta per essere avviata.

Un gran movimento di idee, di persone, di esperienze che non possono che portare benefici all’azione volontaria e alla cultura della solidarietà che il volontariato esprime."

 

Il CSV Sardegna Solidale - lo ha detto il presidente Farru - sta procedendo alla sistemazione di tutti i materiali prodotti che saranno oggetto di specifica pubblicazione. A tutti partecipanti sono state intanto consegnate le dispense prodotte deale Equipes formative e che ripercorrono in sintesi il percorso realizzato.


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Dalla Formazione all'Azione: Formazione di base, evento-festa regionale a Paulilatino e Ghilarza

Si svolge il 20 giugno 2010 l'evento-festa regionale conclusivo del percorso di formazione di base previsto nel Piano di formazione Formidale promosso dal CSV Sardegna Solidale.

L'appuntamento è alle ore 09,30 presso il Teatro Grazia Deledda di Paulilatino.

All'evento sono invitati i partecipanti ai corsi di formazione di base svoltisi da ottobre 2009 a giugno 2010 nelle seguenti classi: Cagliari 1, Sassari 1, Nuoro, Oristano, Carbonia-Iglesias, Olbia-Tempio, Medio-Campidano, Ogliastra, Cagliari 2, Sassari 2, Cagliari 3. 

Tema dell'incontro "Dalla Formazione all'Azione: idee, proposte e attività per i nostri territori".

Il momento conviviale si svolgerà a Ghilarza.

Al termine dei lavori (ore 17,30 circa) si terrà la consegna degli attestati di frequenza.

I referenti e i coordinatori dei Sa.Sol. Point stanno predisponendo autobus riservati per facilitare la presenza dei corsisti all'evento-festa.

I partecipanti - che hanno ricevuto l'invito personale - possono prendere contatti con i referenti e i coordinatori dei rispettivi Sa,Sol. Point.

Dalla Formazione all'Azione: Formazione di base, evento-festa regionale a Paulilatino e Ghilarza

Si svolge il 20 giugno 2010 l'evento-festa regionale conclusivo del percorso di formazione di base previsto nel Piano di formazione Formidale promosso dal CSV Sardegna Solidale.

L'appuntamento è alle ore 09,30 presso il Teatro Grazia Deledda di Paulilatino.

All'evento sono invitati i partecipanti ai corsi di formazione di base svoltisi da ottobre 2009 a giugno 2010 nelle seguenti classi: Cagliari 1, Sassari 1, Nuoro, Oristano, Carbonia-Iglesias, Olbia-Tempio, Medio-Campidano, Ogliastra, Cagliari 2, Sassari 2, Cagliari 3. 

Tema dell'incontro "Dalla Formazione all'Azione: idee, proposte e attività per i nostri territori".

Il momento conviviale si svolgerà a Ghilarza.

Al termine dei lavori (ore 17,30 circa) si terrà la consegna degli attestati di frequenza.

I referenti e i coordinatori dei Sa.Sol. Point stanno predisponendo autobus riservati per facilitare la presenza dei corsisti all'evento-festa.

I partecipanti - che hanno ricevuto l'invito personale - possono prendere contatti con i referenti e i coordinatori dei rispettivi Sa,Sol. Point.

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parte dal volontariato sardo la nuova sfida culturale su innovazione sociale e nuove tecnologie

NASCE UN NUOVO SISTEMA PER FARE RETE E COMUNICARE:

PRESENTATA LA PIATTAFORMA MEDIALE DELLA RETE SA.SOL. DESK E IL SOCIAL NETWORK Sardegnasolidalesocial.net REALIZZATI DA TISCALI ITALIA.

UN VERO SUCCESSO IL SEMINARIO NAZIONALE DI STUDIO PROMOSSO DAL CENTRO DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO SARDEGNA SOLIDALE

 

 

 

 

“Nati volontari per volontari, oggi siamo a una nuova nascita, alla nascita di un nuovo sistema”. Con queste parole di Giampiero Farru, Presidente del CSV Sardegna Solidale, si conclude il seminario nazionale di studio Reti mediali, reti solidali: volontariato e nuove tecnologie, svolto il 15 maggio scorso a Cagliari, presso l’auditorium di Tiscali Italia. Vi hanno preso parte oltre 200 delegati in rappresentanza delle organizzazioni di volontariato presenti in Sardegna, del Terzo Settore, degli Enti Locali, dei Centri di Servizio per il Volontariato in Italia e delle Organizzazioni nazionali di volontariato.

Il “nuovo sistema” è costituito da un progetto di rete mediale, così articolato: da una parte i Sa.Sol. Desk, i «banchi» di Sardegna Solidale, e dall’altra Sardegnasolidalesocial.net, il social network interamente dedicato al volontariato, e a quello sardo in particolare.

I mille Sa.Sol. Desk, attivati presso altrettante associazioni di volontariato della Sardegna, sono dotati di postazioni informatiche connesse in ADSL e munite di linee telefoniche con chiamate gratuite verso i numeri fissi, mentre i telefonini con tecnologia wi-fi, connessi alla rete, usufruiranno delle stesse facilitazioni anche per le chiamate verso cellulare. “La piattaforma su internet – secondo Michele Lavizzari, Director of B2B di Tiscali Italia – consentirà ai 40 mila volontari sardi di interagire in tempo reale. Ognuno di essi potrà creare forum, blog, profili e attività”.

“È un investimento importante – aggiunge con soddisfazione Renato Soru, Presidente di Tiscali Italia che cura la realizzazione tecnologica – ma soprattutto è la prima volta che in Italia viene promosso e realizzato un progetto di questa natura”.

 “Il CSV Sardegna Solidale nato dodici anni fa per l’unità e il servizio al volontariato sardo, necessariamente plurale – ha ricordato don Angelo Pittau, presidente del Comitato Promotore, nell’intervento di apertura del seminario – ha sviluppato riflessioni e iniziative che portano necessariamente a favorire la realizzazione di reti fra le associazioni per mettere in sinergia le risorse, per dare origine a quell’effetto moltiplicatore positivo di azioni di sviluppo sociale, di attenzione e risposta ai bisogni e ai diritti dei cittadini”.

Su questa scia, rappresentando la situazione nazionale ed internazionale, hanno proposto le loro analisi Carlo Borzaga, Ordinario di Politica Economica presso l’Università degli Studi di Trento, e Renato Frisanco, Ricercatore della Fondazione Roma Terzo Settore.

Borzaga indica la via d’uscita dalla crisi attuale del sistema nell’innovazione economica e sociale, cui il volontariato può dare il suo notevole contributo, come ha già fatto in passato. “Il volontariato, singolo e organizzato – sostiene Borzaga – può contribuire all’innovazione sociale ed economica individuando e facendo emergere i bisogni invisibili o anche quelli ancora privi di risposta, trovando soluzioni nuove a questi bisogni, soprattutto in termini di modalità diverse di produrre i relativi servizi. L’innovazione nel volontariato è già in atto, attraverso organizzazioni piccole, locali; si coprono bisogni della collettività, non più bisogni sociali in senso stretto ma della produzione di servizi di interesse pubblico (cultura, ambiente, sport, attività ricreative soprattutto per adolescenti e minori). Questa non è una deviazione del volontariato verso cose che tradizionalmente non sarebbero nel suo DNA, perché queste sono nel DNA di un volontariato moderno”.

Più orientato verso i temi della rete e della comunicazione, l’intervento di Frisanco ha messo in rilievo le due funzioni, alla base del tema “Reti mediali, Reti solidali”, con particolare riferimento al volontariato in Sardegna. A partire dalla considerazione che la comunicazione è un fattore strategico di partecipazione, cresce nel volontariato sardo la capacità di utilizzare i mezzi di informazione e di differenziare i canali di informazione, non solo come fruitori dei media ma come attori. Il CSV da tempo pubblica il periodico L’isola che c’è, dispone di numero verde, posta elettronica, newsletter, sito web, ed ora attiva i Sa.Sol. Desk e il social network. E’ la risposta al bisogno di interagire e coordinarsi sempre più e meglio anche con le atre organizzazioni. La propensione delle associazioni di volontariato sarde ad essere reticolari, le rende più vitali e dinamiche, progettuali e sussidiarie, in grado di sollecitare l’intervento dell’opinione pubblica con progetti e servizi operativi nuovi, capaci di farsi carico dei problemi del territorio e di essere partner leali del pubblico. “Per il futuro – sintetizza Frisanco – c’è l’impegno delle organizzazioni di volontariato alla formazione di reti per superare la frammentazione, come primo passo per incidere nella società, sviluppando una cultura specifica della partecipazione, con i mezzi tecnologici necessari che oggi il CSV Sardegna Solidale attiva con questo progetto”.

La rete telematica e il social network attivati nell’Isola dal CSV Sardegna Solidale sono considerati buone prassi da seguire con interesse e da replicare da parte degli altri CSV presenti in Italia e delle Organizzazioni nazionali di Volontariato; in questo senso si sono espressi nei loro interventi Carlo Vimercati, Presidente della Consulta Nazionale dei Co.Ge. Ferdinando Siringo, Consigliere nazionale CSVnet, Franco Bagnarol, Presidente Nazionale MoVI.

Durante il Seminario sono state illustrate alcune significative esperienze già in atto in varie Regioni d’Italia, quali la Campania (Giuseppe De Stefano), il Veneto (Rita Dal Molin), il Piemonte (Filippo Gangi Dino), l’Abruzzo (Concetta Trecco), la Lombardia (Marco Cavedon) e, naturalmente, la  Sardegna (Lucia Ibba). Lo stato dell’arte circa la realizzazione di infrastrutture e reti da parte della Regione Sardegna è stato illustrato da Pier Franco Nali, Dirigente del Servizio Infrastrutture e Reti dell’Assessorato Affari Generali della Regione Sardegna.

“Oggi – ha concluso Farru – bisogna rendere protagoniste le associazioni presenti nel territorio, dove occorre valorizzare le forze vive che vi operano. Chi se la sente, si faccia avanti e si metta in gioco”.


parte dal volontariato sardo la nuova sfida culturale su innovazione sociale e nuove tecnologie

NASCE UN NUOVO SISTEMA PER FARE RETE E COMUNICARE:

PRESENTATA LA PIATTAFORMA MEDIALE DELLA RETE SA.SOL. DESK E IL SOCIAL NETWORK Sardegnasolidalesocial.net REALIZZATI DA TISCALI ITALIA.

UN VERO SUCCESSO IL SEMINARIO NAZIONALE DI STUDIO PROMOSSO DAL CENTRO DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO SARDEGNA SOLIDALE

 

 

 

 

“Nati volontari per volontari, oggi siamo a una nuova nascita, alla nascita di un nuovo sistema”. Con queste parole di Giampiero Farru, Presidente del CSV Sardegna Solidale, si conclude il seminario nazionale di studio Reti mediali, reti solidali: volontariato e nuove tecnologie, svolto il 15 maggio scorso a Cagliari, presso l’auditorium di Tiscali Italia. Vi hanno preso parte oltre 200 delegati in rappresentanza delle organizzazioni di volontariato presenti in Sardegna, del Terzo Settore, degli Enti Locali, dei Centri di Servizio per il Volontariato in Italia e delle Organizzazioni nazionali di volontariato.

Il “nuovo sistema” è costituito da un progetto di rete mediale, così articolato: da una parte i Sa.Sol. Desk, i «banchi» di Sardegna Solidale, e dall’altra Sardegnasolidalesocial.net, il social network interamente dedicato al volontariato, e a quello sardo in particolare.

I mille Sa.Sol. Desk, attivati presso altrettante associazioni di volontariato della Sardegna, sono dotati di postazioni informatiche connesse in ADSL e munite di linee telefoniche con chiamate gratuite verso i numeri fissi, mentre i telefonini con tecnologia wi-fi, connessi alla rete, usufruiranno delle stesse facilitazioni anche per le chiamate verso cellulare. “La piattaforma su internet – secondo Michele Lavizzari, Director of B2B di Tiscali Italia – consentirà ai 40 mila volontari sardi di interagire in tempo reale. Ognuno di essi potrà creare forum, blog, profili e attività”.

“È un investimento importante – aggiunge con soddisfazione Renato Soru, Presidente di Tiscali Italia che cura la realizzazione tecnologica – ma soprattutto è la prima volta che in Italia viene promosso e realizzato un progetto di questa natura”.

 “Il CSV Sardegna Solidale nato dodici anni fa per l’unità e il servizio al volontariato sardo, necessariamente plurale – ha ricordato don Angelo Pittau, presidente del Comitato Promotore, nell’intervento di apertura del seminario – ha sviluppato riflessioni e iniziative che portano necessariamente a favorire la realizzazione di reti fra le associazioni per mettere in sinergia le risorse, per dare origine a quell’effetto moltiplicatore positivo di azioni di sviluppo sociale, di attenzione e risposta ai bisogni e ai diritti dei cittadini”.

Su questa scia, rappresentando la situazione nazionale ed internazionale, hanno proposto le loro analisi Carlo Borzaga, Ordinario di Politica Economica presso l’Università degli Studi di Trento, e Renato Frisanco, Ricercatore della Fondazione Roma Terzo Settore.

Borzaga indica la via d’uscita dalla crisi attuale del sistema nell’innovazione economica e sociale, cui il volontariato può dare il suo notevole contributo, come ha già fatto in passato. “Il volontariato, singolo e organizzato – sostiene Borzaga – può contribuire all’innovazione sociale ed economica individuando e facendo emergere i bisogni invisibili o anche quelli ancora privi di risposta, trovando soluzioni nuove a questi bisogni, soprattutto in termini di modalità diverse di produrre i relativi servizi. L’innovazione nel volontariato è già in atto, attraverso organizzazioni piccole, locali; si coprono bisogni della collettività, non più bisogni sociali in senso stretto ma della produzione di servizi di interesse pubblico (cultura, ambiente, sport, attività ricreative soprattutto per adolescenti e minori). Questa non è una deviazione del volontariato verso cose che tradizionalmente non sarebbero nel suo DNA, perché queste sono nel DNA di un volontariato moderno”.

Più orientato verso i temi della rete e della comunicazione, l’intervento di Frisanco ha messo in rilievo le due funzioni, alla base del tema “Reti mediali, Reti solidali”, con particolare riferimento al volontariato in Sardegna. A partire dalla considerazione che la comunicazione è un fattore strategico di partecipazione, cresce nel volontariato sardo la capacità di utilizzare i mezzi di informazione e di differenziare i canali di informazione, non solo come fruitori dei media ma come attori. Il CSV da tempo pubblica il periodico L’isola che c’è, dispone di numero verde, posta elettronica, newsletter, sito web, ed ora attiva i Sa.Sol. Desk e il social network. E’ la risposta al bisogno di interagire e coordinarsi sempre più e meglio anche con le atre organizzazioni. La propensione delle associazioni di volontariato sarde ad essere reticolari, le rende più vitali e dinamiche, progettuali e sussidiarie, in grado di sollecitare l’intervento dell’opinione pubblica con progetti e servizi operativi nuovi, capaci di farsi carico dei problemi del territorio e di essere partner leali del pubblico. “Per il futuro – sintetizza Frisanco – c’è l’impegno delle organizzazioni di volontariato alla formazione di reti per superare la frammentazione, come primo passo per incidere nella società, sviluppando una cultura specifica della partecipazione, con i mezzi tecnologici necessari che oggi il CSV Sardegna Solidale attiva con questo progetto”.

La rete telematica e il social network attivati nell’Isola dal CSV Sardegna Solidale sono considerati buone prassi da seguire con interesse e da replicare da parte degli altri CSV presenti in Italia e delle Organizzazioni nazionali di Volontariato; in questo senso si sono espressi nei loro interventi Carlo Vimercati, Presidente della Consulta Nazionale dei Co.Ge. Ferdinando Siringo, Consigliere nazionale CSVnet, Franco Bagnarol, Presidente Nazionale MoVI.

Durante il Seminario sono state illustrate alcune significative esperienze già in atto in varie Regioni d’Italia, quali la Campania (Giuseppe De Stefano), il Veneto (Rita Dal Molin), il Piemonte (Filippo Gangi Dino), l’Abruzzo (Concetta Trecco), la Lombardia (Marco Cavedon) e, naturalmente, la  Sardegna (Lucia Ibba). Lo stato dell’arte circa la realizzazione di infrastrutture e reti da parte della Regione Sardegna è stato illustrato da Pier Franco Nali, Dirigente del Servizio Infrastrutture e Reti dell’Assessorato Affari Generali della Regione Sardegna.

“Oggi – ha concluso Farru – bisogna rendere protagoniste le associazioni presenti nel territorio, dove occorre valorizzare le forze vive che vi operano. Chi se la sente, si faccia avanti e si metta in gioco”.


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Le sfide dell'italia che investe sul futuro - libro verde del terzo settore

Presentato alla Camera dei Deputati il "Libro Verde del Terzo Settore - Le sfide dell'Italia che investe sul futuro", una ricognizione delle potenzialità e delle problematiche per pensare ad un nuovo modello di Terzo Settore, attraverso un ampio e partecipato dibattito.

IL PAESE

Il Paese sta affrontando diverse criticità, fra le quali:

_ l’indebolirsi dei legami sociali, che porta i cittadini a provare crescente difficoltà nel “fare

comunità”; società frammentata, incapace di anteporre l’idea del bene comune agli interessi

particolari; diffuso sentimento di insicurezza e di sfiducia;

_ il riproporsi della “questione sociale”, dovuta ad un rapido e progressivo peggioramento

delle condizioni di vita di persone e famiglie,;

_ la crisi dei tradizionali strumenti della rappresentanza, tanto politica (fine dei partiti di

massa e persino d’opinione) quanto sociale, con progressiva erosione del senso di

appartenenza al Paese e conseguente diminuzione della partecipazione attiva dei cittadini e

degli spazi di democrazia diretta.

Siamo di fornte alla crisi di un modello di sviluppo che interroga su almeno 3 livelli:

_ culturale: cultura egoistica e individualistica sempre più pervasiva vs una cultura della

fraternità e solidarietà, dell’accoglienza; crisi delle agenzie formative;

_ politico: crisi della rappresentanza; crisi della capacità di intervenire ed incidere;

_ economico: un sistema globalizzato e finanziarizzato che ha reso l’uomo mezzo e non fine

dell’agire economico, tanto da portare a dire che occorre “ricivilizzare l’economia”.

 

IL TERZO SETTORE

Il Terzo Settore - inteso come l’insieme delle esperienze private di attività non profit svolte dai

cittadini organizzati democraticamente in azioni di volontariato, promozione sociale,

cooperazione sociale, ONG, etc. - è una esperienza che è andata crescendo negli ultimi

decenni non solo in Italia ma nell’intera Europa.

Di fronte al mutato scenario il Terzo Settore è chiamato a interrogarsi per ridefinire e/o

riaffermare la propria identità e il proprio ruolo (TS prestazionale vs TS promozionale) – cfr. art.

2 e 4 Costituzione (formazioni sociali che promuovono la sviluppo della persona) avviando una

stagione costituente, che sia stimolo anche ad una stagione costituente del mondo politico,

economico, sociale.

Obiettivo: crescita della consapevolezza nel Terzo Settore della sua capacità di essere attore

sociale che – dando voce ai cittadini organizzati ed anche a coloro che non hanno voce - pur

nella frammentarietà della sua esperienza, deve sapersi offrire come luogo di discussione

critica e di definizione e realizzazione di un più umano e sostenibile modello di società.

 

LE DIVERSE SFIDE DEL TERZO SETTORE

Il terzo settore è chiamato ad interrogarsi lungo diverse linee, fra le quali:

- Visibilità e trasparenza del terzo settore verso tutti gli stakehoder;

- Rappresentanza e rapporto con le istituzioni: la democrazia partecipativa (quella

realizzabile tutti i giorni) come supporto alla democrazia rappresentativa; la sussidiarietà

(cfr. art. 118 Costituzione);

- Di fornte alla globalizzazione, il TS è promotore di un modello di sviluppo sostenibile

centrato sulla persona, che richiama tutti gli attori sociali a diversi rapporti politici,

economici, sociali;

- Terzo settore, luogo di rilancio della cultura della cittadinanza attiva e della solidarietà,

promozionale della persona; luogo che affronta l’emergenza educativa quale

presupposto essenziale per superare la crisi sociale e morale che attraversa il Paese;

- Terzo settore per ridefinire lo spazio economico, il concetto stesso di impresa

(strumento – e non fine – teso non solo più alla massimizzazione del profitto) e del

lavoro; il ruolo pre-economico (creazione di capitale sociale) e economico del Terzo

Settore; riaffermare il paradigma per cui l’economia è strumento dell’uomo e non

viceversa;

- Terzo Settore e sicurezza, intesa come diffusione e stabilizzazione della legalità sul

territorio in cui si vive;

- Terzo settore quale attore del nuovo welfare, che punta su: centralità della persona;

welfare non risarcitorio ed assistenzialistico ma promotore di opportunità e di

autonomia; un welfare equo, capace cioè di porre in equilibrio universalismo dei diritti e

selettività, quanto al grado di compartecipazione alla spesa;

- Immigrazione: per rilanciare politiche e pratiche di l’accoglienza, l’orientamento,

l’inserimento economico, la fuoriuscita dalla condizione di irregolarità;

- Famiglia: Terzo settore per affrontare le problematiche dello sviluppo familiare e le età

della vita;

- Uno nuovo quadro normativo coerente che valorizzi e promuova il protagonismo dei

cittadini organizzati (cfr. art. 118 Costituzione in tema di sussidiarietà).

 

OBIETTIVI

Questo documento viene redatto dal Forum Nazionale del Terzo Settore per dare inizio

ad un dibattito, che auspichiamo ampio e partecipato, con l’obiettivo di giungere, al termine

del percorso, a definire le nuove strategie del Terzo Settore in questa fase, successiva al

riconoscimento formale del proprio ruolo e del valore della sussidiarietà, caratterizzata da

problematiche e sfide in larga parte inedite.

Esso è rivolto a tutte alle organizzazioni del Terzo Settore, parti sociali, organizzazioni

religiose e ecclesiali, Università e centri di studio e ricerca, Istituzioni e sistema delle autonomie

locali interlocutori internazionali, dai quali auspichiamo un contributo di pensiero per lo sviluppo

ed il consolidamento del Terzo Settore.

Il documento è quindi aperto alla discussione pubblica per un

periodo di alcuni mesi. Contributi scritti potranno essere inviati al Forum via posta o,

preferibilmente, via email a forum@forumterzosettore.it e per facilitare il confronto e la

discussione verrà predisposto un apposito spazio sul sito www.forumterzosettore.it .

Le sfide dell'italia che investe sul futuro - libro verde del terzo settore

Presentato alla Camera dei Deputati il "Libro Verde del Terzo Settore - Le sfide dell'Italia che investe sul futuro", una ricognizione delle potenzialità e delle problematiche per pensare ad un nuovo modello di Terzo Settore, attraverso un ampio e partecipato dibattito.

IL PAESE

Il Paese sta affrontando diverse criticità, fra le quali:

_ l’indebolirsi dei legami sociali, che porta i cittadini a provare crescente difficoltà nel “fare

comunità”; società frammentata, incapace di anteporre l’idea del bene comune agli interessi

particolari; diffuso sentimento di insicurezza e di sfiducia;

_ il riproporsi della “questione sociale”, dovuta ad un rapido e progressivo peggioramento

delle condizioni di vita di persone e famiglie,;

_ la crisi dei tradizionali strumenti della rappresentanza, tanto politica (fine dei partiti di

massa e persino d’opinione) quanto sociale, con progressiva erosione del senso di

appartenenza al Paese e conseguente diminuzione della partecipazione attiva dei cittadini e

degli spazi di democrazia diretta.

Siamo di fornte alla crisi di un modello di sviluppo che interroga su almeno 3 livelli:

_ culturale: cultura egoistica e individualistica sempre più pervasiva vs una cultura della

fraternità e solidarietà, dell’accoglienza; crisi delle agenzie formative;

_ politico: crisi della rappresentanza; crisi della capacità di intervenire ed incidere;

_ economico: un sistema globalizzato e finanziarizzato che ha reso l’uomo mezzo e non fine

dell’agire economico, tanto da portare a dire che occorre “ricivilizzare l’economia”.

 

IL TERZO SETTORE

Il Terzo Settore - inteso come l’insieme delle esperienze private di attività non profit svolte dai

cittadini organizzati democraticamente in azioni di volontariato, promozione sociale,

cooperazione sociale, ONG, etc. - è una esperienza che è andata crescendo negli ultimi

decenni non solo in Italia ma nell’intera Europa.

Di fronte al mutato scenario il Terzo Settore è chiamato a interrogarsi per ridefinire e/o

riaffermare la propria identità e il proprio ruolo (TS prestazionale vs TS promozionale) – cfr. art.

2 e 4 Costituzione (formazioni sociali che promuovono la sviluppo della persona) avviando una

stagione costituente, che sia stimolo anche ad una stagione costituente del mondo politico,

economico, sociale.

Obiettivo: crescita della consapevolezza nel Terzo Settore della sua capacità di essere attore

sociale che – dando voce ai cittadini organizzati ed anche a coloro che non hanno voce - pur

nella frammentarietà della sua esperienza, deve sapersi offrire come luogo di discussione

critica e di definizione e realizzazione di un più umano e sostenibile modello di società.

 

LE DIVERSE SFIDE DEL TERZO SETTORE

Il terzo settore è chiamato ad interrogarsi lungo diverse linee, fra le quali:

- Visibilità e trasparenza del terzo settore verso tutti gli stakehoder;

- Rappresentanza e rapporto con le istituzioni: la democrazia partecipativa (quella

realizzabile tutti i giorni) come supporto alla democrazia rappresentativa; la sussidiarietà

(cfr. art. 118 Costituzione);

- Di fornte alla globalizzazione, il TS è promotore di un modello di sviluppo sostenibile

centrato sulla persona, che richiama tutti gli attori sociali a diversi rapporti politici,

economici, sociali;

- Terzo settore, luogo di rilancio della cultura della cittadinanza attiva e della solidarietà,

promozionale della persona; luogo che affronta l’emergenza educativa quale

presupposto essenziale per superare la crisi sociale e morale che attraversa il Paese;

- Terzo settore per ridefinire lo spazio economico, il concetto stesso di impresa

(strumento – e non fine – teso non solo più alla massimizzazione del profitto) e del

lavoro; il ruolo pre-economico (creazione di capitale sociale) e economico del Terzo

Settore; riaffermare il paradigma per cui l’economia è strumento dell’uomo e non

viceversa;

- Terzo Settore e sicurezza, intesa come diffusione e stabilizzazione della legalità sul

territorio in cui si vive;

- Terzo settore quale attore del nuovo welfare, che punta su: centralità della persona;

welfare non risarcitorio ed assistenzialistico ma promotore di opportunità e di

autonomia; un welfare equo, capace cioè di porre in equilibrio universalismo dei diritti e

selettività, quanto al grado di compartecipazione alla spesa;

- Immigrazione: per rilanciare politiche e pratiche di l’accoglienza, l’orientamento,

l’inserimento economico, la fuoriuscita dalla condizione di irregolarità;

- Famiglia: Terzo settore per affrontare le problematiche dello sviluppo familiare e le età

della vita;

- Uno nuovo quadro normativo coerente che valorizzi e promuova il protagonismo dei

cittadini organizzati (cfr. art. 118 Costituzione in tema di sussidiarietà).

 

OBIETTIVI

Questo documento viene redatto dal Forum Nazionale del Terzo Settore per dare inizio

ad un dibattito, che auspichiamo ampio e partecipato, con l’obiettivo di giungere, al termine

del percorso, a definire le nuove strategie del Terzo Settore in questa fase, successiva al

riconoscimento formale del proprio ruolo e del valore della sussidiarietà, caratterizzata da

problematiche e sfide in larga parte inedite.

Esso è rivolto a tutte alle organizzazioni del Terzo Settore, parti sociali, organizzazioni

religiose e ecclesiali, Università e centri di studio e ricerca, Istituzioni e sistema delle autonomie

locali interlocutori internazionali, dai quali auspichiamo un contributo di pensiero per lo sviluppo

ed il consolidamento del Terzo Settore.

Il documento è quindi aperto alla discussione pubblica per un

periodo di alcuni mesi. Contributi scritti potranno essere inviati al Forum via posta o,

preferibilmente, via email a forum@forumterzosettore.it e per facilitare il confronto e la

discussione verrà predisposto un apposito spazio sul sito www.forumterzosettore.it .

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Seminario "Reti mediali, reti solidali" - Programma

Si svolge il 15 maggio 2010 il Seminario nazionale "Reti mediali, reti solidali: volontariato e nuove tecnologie" promosso dal CSV Sardegna Solidale in collaborazione con il Co.Ge. Sardegna e con il partenariato di Tiscali Italia.

Al Seminario hanno aderito centinaia di volontari provenienti da varie parti della Sardegna e d'Italia.

Il Seminario si svolge presso l'Auditorium di Tiscali Italia in Loc. Sa Illetta SS 195, Km 2,300 09122 Cagliari (Strada per Pula).

Alle ore 9,30 è prevista la registrazione dei partecipanti e alle ore 10,00 l'avvio dei lavori secondo il seguente programma:

Coordina

Stefano Trasatti

Agenzia Redattore Sociale

 

Intervengono

Don Angelo Pittau

Presidente Comitato Promotore CSV Sardegna Solidale

Carlo Borzaga

Ordinario di Politica Economica Università degli Studi di Trento

Renato Frisanco

Ricercatore Fondazione Roma Terzo Settore

Giampiero Farru

Presidente CSV Sardegna Solidale

Renato Soru

Presidente Tiscali Italia

Pier Franco Nali

Dirigente Servizio Infrastrutture e Reti Assessorato Affari Generali RAS

Carlo Vimercati

Presidente Consulta Nazionale Co.Ge.

Marco Granelli

Presidente CSVnet

Franco Bagnarol

Presidente Nazionale MoVI

Lorenzo Di Napoli

Vicepresidente Consulta Nazionale Co.Ge. e componente Co.Ge. Sardegna

 

Pomeriggio (ore 15,00)

Bruno Loviselli

Presidente Co.Ge. Sardegna

Lucia Ibba

Direttore CSV Sardegna Solidale

Carlo Tedde  

Forum Terzo Settore Sardegna

Luca Sannio

Consulente legale CSV Sardegna Solidale

Michele Lavizzari

Director of B2B Tiscali Italia

Filippo Gangi Dino

Performing Media ACMOS Torino

Giuseppe De Stefano

Presidente CSV Napoli

Rita Dal Molin

Presidente CSV Vicenza

Marco Cavedon

Direttore CSV Monza e Brianza

Dibattito

Ore 17,00 Conclusioni

Seminario "Reti mediali, reti solidali" - Programma

Si svolge il 15 maggio 2010 il Seminario nazionale "Reti mediali, reti solidali: volontariato e nuove tecnologie" promosso dal CSV Sardegna Solidale in collaborazione con il Co.Ge. Sardegna e con il partenariato di Tiscali Italia.

Al Seminario hanno aderito centinaia di volontari provenienti da varie parti della Sardegna e d'Italia.

Il Seminario si svolge presso l'Auditorium di Tiscali Italia in Loc. Sa Illetta SS 195, Km 2,300 09122 Cagliari (Strada per Pula).

Alle ore 9,30 è prevista la registrazione dei partecipanti e alle ore 10,00 l'avvio dei lavori secondo il seguente programma:

Coordina

Stefano Trasatti

Agenzia Redattore Sociale

 

Intervengono

Don Angelo Pittau

Presidente Comitato Promotore CSV Sardegna Solidale

Carlo Borzaga

Ordinario di Politica Economica Università degli Studi di Trento

Renato Frisanco

Ricercatore Fondazione Roma Terzo Settore

Giampiero Farru

Presidente CSV Sardegna Solidale

Renato Soru

Presidente Tiscali Italia

Pier Franco Nali

Dirigente Servizio Infrastrutture e Reti Assessorato Affari Generali RAS

Carlo Vimercati

Presidente Consulta Nazionale Co.Ge.

Marco Granelli

Presidente CSVnet

Franco Bagnarol

Presidente Nazionale MoVI

Lorenzo Di Napoli

Vicepresidente Consulta Nazionale Co.Ge. e componente Co.Ge. Sardegna

 

Pomeriggio (ore 15,00)

Bruno Loviselli

Presidente Co.Ge. Sardegna

Lucia Ibba

Direttore CSV Sardegna Solidale

Carlo Tedde  

Forum Terzo Settore Sardegna

Luca Sannio

Consulente legale CSV Sardegna Solidale

Michele Lavizzari

Director of B2B Tiscali Italia

Filippo Gangi Dino

Performing Media ACMOS Torino

Giuseppe De Stefano

Presidente CSV Napoli

Rita Dal Molin

Presidente CSV Vicenza

Marco Cavedon

Direttore CSV Monza e Brianza

Dibattito

Ore 17,00 Conclusioni

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Reti mediali, reti solidali: volontariato e nuove tecnologie - Cagliari, 15 maggio 2010

Il CSV Sardegna Solidale ha promosso un Seminario di studio su Reti Mediali, Reti Solidali: Volontariato e Nuove Tecnologie”.

Il seminario si terrà a Cagliari, presso l’Auditorium di Tiscali Italia il 15 maggio 2010 dalle ore 10,00 alle ore 17,00 e vi saranno coinvolte le rappresentanze delle 1600 organizzazioni di volontariato presenti in Sardegna, la rappresentanza del Terzo Settore, la rappresentanza degli Enti Locali, i Centri di Servizio per il Volontariato, i Co.Ge. e le Organizzazioni nazionali del volontariato.

Al Seminario interverranno, tra gli altri, Carlo Borzaga, Ordinario di Politica economica presso l’Università degli Studi di Trento, Renato Soru, Presidente di Tiscali Italia, Marco Granelli, Presidente CSVnet, Carlo Vimercati, Presidente Consulta Nazionale Co.Ge., Lorenzo Di Napoli, componente Co.Ge. Sardegna, Stefano Trasatti, responsabile Redattore Sociale, Franco Bagnarol, presidente nazionale MOVI.

Nell’occasione sarà illustrata la rete telematica tra le organizzazioni di volontariato della Sardegna promossa dal CSV Sardegna Solidale, approvata dal Co.Ge. Sardegna e realizzata da Tiscali, iniziativa che prevede l'attivazione di mille Sa.Sol. Desk ("banchi" di Sardegna Solidale) presso altrettante associazioni di volontariato e contestualmente l'attivazione del social network SardegnaSolidalesocial.net interamente dedicato al volontariato e a quello sardo in particolare.

Nei prossimi giorni sarà reso noto il programma definitivo del seminario e i nominativi dei relatori.

La segreteria del CSV Sardegna Solidale è a disposizione per informazioni e adesioni all'iniziativa.

Reti mediali, reti solidali: volontariato e nuove tecnologie - Cagliari, 15 maggio 2010

Il CSV Sardegna Solidale ha promosso un Seminario di studio su Reti Mediali, Reti Solidali: Volontariato e Nuove Tecnologie”.

Il seminario si terrà a Cagliari, presso l’Auditorium di Tiscali Italia il 15 maggio 2010 dalle ore 10,00 alle ore 17,00 e vi saranno coinvolte le rappresentanze delle 1600 organizzazioni di volontariato presenti in Sardegna, la rappresentanza del Terzo Settore, la rappresentanza degli Enti Locali, i Centri di Servizio per il Volontariato, i Co.Ge. e le Organizzazioni nazionali del volontariato.

Al Seminario interverranno, tra gli altri, Carlo Borzaga, Ordinario di Politica economica presso l’Università degli Studi di Trento, Renato Soru, Presidente di Tiscali Italia, Marco Granelli, Presidente CSVnet, Carlo Vimercati, Presidente Consulta Nazionale Co.Ge., Lorenzo Di Napoli, componente Co.Ge. Sardegna, Stefano Trasatti, responsabile Redattore Sociale, Franco Bagnarol, presidente nazionale MOVI.

Nell’occasione sarà illustrata la rete telematica tra le organizzazioni di volontariato della Sardegna promossa dal CSV Sardegna Solidale, approvata dal Co.Ge. Sardegna e realizzata da Tiscali, iniziativa che prevede l'attivazione di mille Sa.Sol. Desk ("banchi" di Sardegna Solidale) presso altrettante associazioni di volontariato e contestualmente l'attivazione del social network SardegnaSolidalesocial.net interamente dedicato al volontariato e a quello sardo in particolare.

Nei prossimi giorni sarà reso noto il programma definitivo del seminario e i nominativi dei relatori.

La segreteria del CSV Sardegna Solidale è a disposizione per informazioni e adesioni all'iniziativa.

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Costruiamo un'Italia migliore! Marcia della Pace Perugia-assisi - 16 maggio 2010

Costruiamo un'Italia migliore! Marcia della Pace Perugia-assisi - 16 maggio 2010
Violenze, egoismi, indifferenza, razzismo, mafie, censure, paure, guerre ci stanno rendendo la vita sempre più difficile. E’ tempo di reagire! Abbiamo bisogno di un’altra cultura: quella della responsabilità, della giustizia, dei diritti umani, della legalità, della libertà, della solidarietà e della speranza. Il 14 e 15 maggio partecipa al Forum della pace e domenica 16 maggio 2010 vieni alla Marcia per la pace Perugia-Assisi. Vieni anche tu!

domenica 16 maggio 2010
Marcia per la pace
Perugia-Assisi
“Abbiamo bisogno di un’altra cultura”

Ore 9.00 – partenza da Perugia, Giardini del Frontone
Ore 15.00 – arrivo ad Assisi, Rocca Maggiore - Manifestazione conclusiva

Costruiamo un'Italia migliore! Marcia della Pace Perugia-assisi - 16 maggio 2010

Costruiamo un'Italia migliore! Marcia della Pace Perugia-assisi - 16 maggio 2010
Violenze, egoismi, indifferenza, razzismo, mafie, censure, paure, guerre ci stanno rendendo la vita sempre più difficile. E’ tempo di reagire! Abbiamo bisogno di un’altra cultura: quella della responsabilità, della giustizia, dei diritti umani, della legalità, della libertà, della solidarietà e della speranza. Il 14 e 15 maggio partecipa al Forum della pace e domenica 16 maggio 2010 vieni alla Marcia per la pace Perugia-Assisi. Vieni anche tu!

domenica 16 maggio 2010
Marcia per la pace
Perugia-Assisi
“Abbiamo bisogno di un’altra cultura”

Ore 9.00 – partenza da Perugia, Giardini del Frontone
Ore 15.00 – arrivo ad Assisi, Rocca Maggiore - Manifestazione conclusiva
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Sa.Sol. Desk: la rete telematica tra le associazioni di volontariato della sardegna

Presentata a Cagliari il 24 aprile 2010 la rete telematica tra le organizzazioni di volontariato della Sardegna. Promossa dal CSV Sardegna Solidale, approvata dal Co.Ge. Sardegna, l'iniziativa prevede l'attivazione di mille Sa.Sol. Desk ("banchi" di Sardegna Solidale) presso altrettante associazioni di volontariato che ne hanno fatto richiesta. Banchi telematici, in rete e in collegamento tra di loro (tramite VPN) grazie al sistema creato dalla Società Tiscali Italia.

La rete prevede contestualmente l'attivazione del social network SardegnaSolidalesocial.net interamente dedicato al volontariato e a quello sardo in particolare. Il social network sarà presentato il 15 maggio 2010, nell'Auditorium di Tiscali Italia a Cagliari, durante il seminario "Reti mediali, reti reali, reti solidale: volontariato e nuove tecnologie" promosso dal CSV Sardegna Solidale in collaborazione con Tiscali.

Al Seminario sono invitati i responsabili delle Associazioni di volontariato regionali e nazionali, i Centri di servizio per il volontariato, le rappresentanze regionali e nazionali del volontariato.

Sa.Sol. Desk: la rete telematica tra le associazioni di volontariato della sardegna

Presentata a Cagliari il 24 aprile 2010 la rete telematica tra le organizzazioni di volontariato della Sardegna. Promossa dal CSV Sardegna Solidale, approvata dal Co.Ge. Sardegna, l'iniziativa prevede l'attivazione di mille Sa.Sol. Desk ("banchi" di Sardegna Solidale) presso altrettante associazioni di volontariato che ne hanno fatto richiesta. Banchi telematici, in rete e in collegamento tra di loro (tramite VPN) grazie al sistema creato dalla Società Tiscali Italia.

La rete prevede contestualmente l'attivazione del social network SardegnaSolidalesocial.net interamente dedicato al volontariato e a quello sardo in particolare. Il social network sarà presentato il 15 maggio 2010, nell'Auditorium di Tiscali Italia a Cagliari, durante il seminario "Reti mediali, reti reali, reti solidale: volontariato e nuove tecnologie" promosso dal CSV Sardegna Solidale in collaborazione con Tiscali.

Al Seminario sono invitati i responsabili delle Associazioni di volontariato regionali e nazionali, i Centri di servizio per il volontariato, le rappresentanze regionali e nazionali del volontariato.

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2011 Anno Europeo del Volontariato - Logo e slogan

“Volunteer! Make a difference!” è lo slogan che accompagnerà le iniziative e le attività previste per il 2011 proclamato dalla Commissione Europea "Anno europeo del Volontariato". 

Il logo "ufficiale" è composto da quattro mani in quattro diversi colori che intrecciano in modo che al centro si formi un cuore. Nella didascalia che lo descrive si fa riferimento al “portare una persona in posizione seduta, formando una specie di sedia con le mani intrecciate di due persone. Questo simbolo può anche essere considerato come l'unificazione di persone provenienti da paesi diversi per un obiettivo di aiuto comune basato sull'amore verso il prossimo.”

Lo slogan è ideato Silvia-Roxana Patru (Romania) e il logo da Ivan Gamal, (Ucraina), vincitori dell'apposito concorso.

A dicembre 2010, a Bruxelles, è prevista la cerimonia di apertura dell'anno europeo del volontariato.

2011 Anno Europeo del Volontariato - Logo e slogan

“Volunteer! Make a difference!” è lo slogan che accompagnerà le iniziative e le attività previste per il 2011 proclamato dalla Commissione Europea "Anno europeo del Volontariato". 

Il logo "ufficiale" è composto da quattro mani in quattro diversi colori che intrecciano in modo che al centro si formi un cuore. Nella didascalia che lo descrive si fa riferimento al “portare una persona in posizione seduta, formando una specie di sedia con le mani intrecciate di due persone. Questo simbolo può anche essere considerato come l'unificazione di persone provenienti da paesi diversi per un obiettivo di aiuto comune basato sull'amore verso il prossimo.”

Lo slogan è ideato Silvia-Roxana Patru (Romania) e il logo da Ivan Gamal, (Ucraina), vincitori dell'apposito concorso.

A dicembre 2010, a Bruxelles, è prevista la cerimonia di apertura dell'anno europeo del volontariato.

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Attivazione Sa.Sol. Desk: presentazione domande di adesione

La prima fase del progetto di attivazione dei 1.000 Sa.Sol. Desk prosegue il suo percorso con l'acquisizione delle richieste formulate dalle associazioni di volontariato. Finora sono centinaia le richieste di adesione già pervenute e nelle prossime settimane si attiverà la seconda fase con l'attivazione delle postazioni informatiche e dei servizi ad esse connessi. 
 
Molte associazioni hanno già inviato la scheda di adesione, mentre altre associazioni - forse per dimenticanza - non lo hanno ancora fatto.
Si ricorda a tutti gli interessati che la scheda di adesione si può scaricare dalla sezione "bandi e progetti" di questo portale oppure può essere richiesta al CSV Sardegna Solidale (Numero verde 800 150 440; e-mail csv@sardegnasolidale.it ).

Attivazione Sa.Sol. Desk: presentazione domande di adesione

La prima fase del progetto di attivazione dei 1.000 Sa.Sol. Desk prosegue il suo percorso con l'acquisizione delle richieste formulate dalle associazioni di volontariato. Finora sono centinaia le richieste di adesione già pervenute e nelle prossime settimane si attiverà la seconda fase con l'attivazione delle postazioni informatiche e dei servizi ad esse connessi. 
 
Molte associazioni hanno già inviato la scheda di adesione, mentre altre associazioni - forse per dimenticanza - non lo hanno ancora fatto.
Si ricorda a tutti gli interessati che la scheda di adesione si può scaricare dalla sezione "bandi e progetti" di questo portale oppure può essere richiesta al CSV Sardegna Solidale (Numero verde 800 150 440; e-mail csv@sardegnasolidale.it ).
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Milano, 20 marzo 2010 - XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

La XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa da Libera, si celebrerà in Lombardia, a Milano, sabato 20 marzo 2010.

Milano sarà protagonista dei giorni del 19 (con l'incontro tra i familiari delle vittime e a seguire momento ecumenico di ricordo delle vittime) e del 20 (con la marcia al mattino e i seminari e il concerto al pomeriggio).

Sarà come sempre importante coinvolgere tutta la rete di Libera, gli studenti, la cittadinanza e le associazioni piccole e grandi.

Il tema che porremo al centro della Giornata, sarà la dimensione finanziaria delle mafie. Troppo spesso si licenzia frettolosamente ancora oggi il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia. Sappiamo per certo che non è così, che oggi le mafie investono in tutto il mondo e che nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan, che riciclano denaro sporco, investono capitali nell'edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso lavoro nero.
La corruzione, oggi nuovamente a livelli altissimi come sottolineato dalla Corte dei Conti, è un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilità di business: è dunque il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti.

Milano è la città in cui fu ucciso nel 1979 Giorgio Ambrosoli, avvocato esperto in liquidazioni coatte amministrative, che stava indagando sui movimenti del banchiere siciliano Michele Sindona.

Milano è la città in cui il 27 luglio del 1993 ci fu una delle bombe che esprimevano l'attacco diretto allo Stato da parte della mafia: la strage di via Palestro, nei pressi del Padiglione di Arte Contemporanea. Ci furono cinque morti.

Milano è infine la città in cui si terrà l'Expo nel 2015, una manifestazione che attrarrà ingenti capitali e su cui sarà importante vigilare al fine di non consentire l'infiltrazione delle mafie.

Per tutte queste ragioni e per molte altre, ci ritroveremo il 20 marzo 2010 a Milano, per celebrare la XV Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno, in ricordo delle vittime delle mafie.

La Sardegna sarà rappresentata da oltre 100 studenti di diverse scuole superiori sarde e da una folta rappresentanza di volontari delle associazioni aderenti a Libera Sardegna.

Segr. organizzativa
c/o ACLI Provinciale Milano
Via della Signora 3, 20122 Milano
E-mail: milano.20marzo@libera.it Tel. 02.7723221 Fax: 0276015257

Per ricettività alberghiera
Agenzia Guglie Viaggi
booking@guglieviaggi.it
Marco: 02 7762204

Per ospitalità presso oratori, palestre ed altre strutture con proprio sacco a pelo e materassino, inviare una mail specificando recapiti, provenienza, data e ora di arrivo a milano.20marzo@libera.it

PROGRAMMA

Venerdì 19 marzo

 Ore 15.30-18.00

Incontro per i familiari delle vittime delle mafie, presso il Centro San Fedele di Milano in Via Hoepli, 3/b (riservato ai familiari)

Ore 18.00-19.30

Incontro ecumenico in ricordo delle vittime, presso la Chiesa San Fedele, piazza San Fedele, 4 (l'accesso sarà prioritariamente garantito ai familiari delle vittime delle mafie)

Sabato 20 marzo

IL CORTEO

- Ore 9.00 Ritrovo dei partecipanti alla manifestazione presso i Bastioni di Porta Venezia

- Ore 10.00 Partenza della manifestazione dai Bastioni di Porta Venezia

- Ore 11.30-13.00 Arrivo in Piazza Duomo: lettura dei nomi delle vittime e interventi di Libera, Avviso Pubblico, familiari delle vittime

- A partire dalle ore 13:00 in piazza Santo Stefano tigelle e gnocchi fritti gratis, offerti dal Gruppo di Niscemi.

I SEMINARI DI SABATO POMERIGGIO

- Ore 14.30-18.00 Gruppi di lavoro tematici in 14 sale del centro di Milano.

Anche quest'anno Libera organizza, grazie alla collaborazione di molte associazioni, alcuni momenti di approfondimento sul tema delle mafie, che si svolgeranno nel pomeriggio del 20 marzo.

sono indicate le tematiche e la logistica.

E' necessaria l'iscrizione, per prevedere al meglio la logistica dei seminari, che si svolgeranno tutti in sale nel centro cittadino.

La scheda (in allegato) va inviata via e-mail a seminari.20marzo@libera.it o via fax allo 02/76015257.

Questi i temi che si approfondiranno nei 14 seminari:

L'EDUCAZIONE PAGA - QUATTRO CHIACCHIERE SUL CRIMINE
A cura di: AGESCI Lombardia - Settore Pace, Nonviolenza, Solidarietà
Sede: Sala Di Vittorio, CGIL, Corso Porta Vittoria 43
Con la partecipazione di Angelo Aparo, Carlo Casoli, Manlio Milani, Marco Maiga, Walter Vannini, Francesco Cajani, Flavio Lotti.

AL NORD LA MAFIA NON FA NOTIZIA (Posti esauriti)
A cura di: Fondazione Libera Informazione, FNSI, Articolo 21
Sede: Circolo della Stampa, Corso Venezia 16
Con la partecipazione di Roberto Natale, Roberto Morrione, Letizia Gonzales, Beppe Giulietti, Loris Mazzetti, Gianni Barbacetto.

LA CORRUZIONE IN ITALIA E L'INTRECCIO CON LE MAFIE: L'ETERNO RITORNO
A cura di: Avviso Pubblico
Sede: Sala Alessi, Palazzo Marino, Comune di Milano, piazza della Scala 5
Con la partecipazione di Mariolina Moioli, Mario Portanova, Alberto Vannucci, Nello Trocchia, Gherardo Colombo, Alberto Nobili, Guido Salvini, David Gentili.
Questo seminario è prioritariamente rivolto agli amministratori pubblici. La conclusione è prevista per le ore 17,30.

LAVORO LEGALITA' E MAFIE IN LOMBARDIA
A cura di: Libera e sindacati
Sede: Salone Clerici delle Acli, via della Signora 3
Con la partecipazione di Marcello Tocco, Franco De Alessandri, Fulvio Giacomazzi, Josef Dioli, Carmelo Barbagallo, Giuseppe Foti, Antonello Montante, Giuseppe Politi, Stefano Corradino, Ilaria Ramoni.

ECOMAFIE IN LOMBARDIA
A cura di: Legambiente Lombardia
Sede: Sala della Trasfigurazione, San Fedele, piazza San Fedele 4
Con la partecipazione di Sergio Cannavò, Davide Corbella, Sebastiano Venneri, Vittorio Cogliati Dezza, Giuseppe Vadalà, Giuseppe Caruso.

LA LOTTA ALLE MAFIE TRASNAZIONALI e AL NARCOTRAFFICO
A cura di: Libera e Terra del Fuoco
Sede: Salone della Cisl, via Tadino 23
Con la partecipazione di Leopoldo Grosso, Tonio Dell'Olio, Francesco Forgione, Claudia Cruz, Mario Gonzalo, Domingo Montejo, Alejandro Sierra Urrego, Manuela Gocalves Granada, Liliana Callizo, Reinaldo Villalba Vargas, Oliviero Alotto.

I BENI CONFISCATI ALLE MAFIE: COOPERARE CON LIBERA TERRA, ASSEMBLEA SOCI AGENZIA
A cura di: Agenzia Cooperare con Libera Terra e Coop Lombardia
Sede: Spazio Scopricoop Punto vendita - Milano Domodossola Ferrovie Nord, via Arona 15
Con la partecipazione di Giampiero Calzolari, Carlo Borgomeo, Gianluca Faraone, Alfredo De Bellis, Toni Mira, Giuliano Poletti, Luca Bernareggi, Enrico Fontana.

GENERI-IAMO CITTADINANZA: L'ANTIMAFIA SOCIALE DAI GIOVANI PER I GIOVANI
A cura di: Agesci, Unione degli studenti, Unione degli universitari, Link - Coordinamento universitario, Rete degli studenti, Forum dei Giovani Fuci, Azione Cattolica, Libera
Sede: Aula Magna Istituto Cavalieri, via Olona 14
Con la partecipazione degli esponenti delle associazioni giovanili e studentesche, nazionali e locali.

LIBER-ARTI: UTILIZZO DELLE ARTI PER COSTRUIRE COSCIENZA CIVILE ANTIMAFIA (Posti esauriti)
A cura di: Nuova Accademia di Belle Arti
Sede: presso Nuova Accademia Belle Arti - Aula Volume Luce, via Darwin 20
Con la partecipazione di Pino Maniaci, Cinemovel, Ied Torino, Antonella Mascali, Patrizia Moschella, Alessandro Trigona, docenti della Nuova Accademia di Belle Arti. Sarà allestita una mostra sui beni confiscati alle mafie in Lombardia e in provincia di Caserta, una campagna di comunicazione dello IED Torino, una campagna degli studenti della NABA.

GIUSTIZIA: QUALE FUTURO?
A cura di: Associazione Nazionale Magistrati, Libera
Sede: Aula Pio XII, Casa Cardinale Ildefonso Schuster, via Sant'Antonio 5
Con la partecipazione di Anna Canepa, Gian Carlo Caselli, Piero Colaprico, Manuela Massenz, Stefania Pellegrini.

L'EDITORIA CIVILE, TRA DENUNCIA E RICOSTRUZIONE
A cura di: Melampo, Chiarelettere, Garzanti
Sede: Spazio Melampo, via Tenca 7
Con la partecipazione di Grazia Casagrande, Nando Dalla Chiesa, Lorenzo Fazio, Oliviero Ponte di Pino, Rita Brugnara, Franco Rositi.

CONFISCA, RIUTILIZZO SOCIALE E CONTRASTO AL CRIMINE ORGANIZZATO A LIVELLO EUROPEO E INTERNAZIONALE (IN INGLESE)
A cura di: Flare
Sede: Aula Panighi, Casa Cardinale Ildefonso Schuster, via Sant'Antonio 5
Con la partecipazione di Michele Curto, Vito Monetti Rainer Schluter, Frank Hegenveld,  Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Ilya Politkosky, Juergen Roth.

LA RAPPRESENTAZIONE SOCIALE DEL RAZZISMO
A cura di: Arci
Sede: Arci Corvetto, Via Oglio 21
Presentazione della ricerca di SWG sui giovani e razzismo.
Parteciperanno ricercatori, operatori sociali, giornalisti.
Al momento altri relatori sono in via di definizione.

ROSARNO - MILANO. DIRITTI NEGATI E UMANITA' UMILIATA
A cura di: Libera e Coordinamento Scuole per l'educazione alla legalità e alla cittadinanza di Milano
Sede: Aula Barelli, Casa Cardinale Ildefonso Schuster via Sant'Antonio 5 
Con la partecipazione di Don Pino De Masi, Seble Woldeghiorghis, Ines Patrizia Quartieri, Duilio Catalano, Giuseppe Teri

ANIMAZIONE POMERIDIANA IN PIAZZA SANTO STEFANO

- In piazza contro le mafie: pomeriggio di animazione, musica, teatro, a cura di tutti i gruppi giovanili della rete di Libera che vorranno partecipare. Presso piazza Santo Stefano Maggiore.

 Per aggiornamenti del programma: http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2762   

Milano, 20 marzo 2010 - XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie

La XV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa da Libera, si celebrerà in Lombardia, a Milano, sabato 20 marzo 2010.

Milano sarà protagonista dei giorni del 19 (con l'incontro tra i familiari delle vittime e a seguire momento ecumenico di ricordo delle vittime) e del 20 (con la marcia al mattino e i seminari e il concerto al pomeriggio).

Sarà come sempre importante coinvolgere tutta la rete di Libera, gli studenti, la cittadinanza e le associazioni piccole e grandi.

Il tema che porremo al centro della Giornata, sarà la dimensione finanziaria delle mafie. Troppo spesso si licenzia frettolosamente ancora oggi il problema mafie come qualcosa che riguarda solo alcune regioni del Sud Italia. Sappiamo per certo che non è così, che oggi le mafie investono in tutto il mondo e che nel Nord Italia ci sono importanti cellule di famigerati clan, che riciclano denaro sporco, investono capitali nell'edilizia e nel commercio, sono al centro del narcotraffico, sfruttano attraverso lavoro nero.
La corruzione, oggi nuovamente a livelli altissimi come sottolineato dalla Corte dei Conti, è un fenomeno presente in misura crescente dove ci sono maggiori possibilità di business: è dunque il Nord tutto a doversi guardare da questi fenomeni di penetrazione di capitali illeciti.

Milano è la città in cui fu ucciso nel 1979 Giorgio Ambrosoli, avvocato esperto in liquidazioni coatte amministrative, che stava indagando sui movimenti del banchiere siciliano Michele Sindona.

Milano è la città in cui il 27 luglio del 1993 ci fu una delle bombe che esprimevano l'attacco diretto allo Stato da parte della mafia: la strage di via Palestro, nei pressi del Padiglione di Arte Contemporanea. Ci furono cinque morti.

Milano è infine la città in cui si terrà l'Expo nel 2015, una manifestazione che attrarrà ingenti capitali e su cui sarà importante vigilare al fine di non consentire l'infiltrazione delle mafie.

Per tutte queste ragioni e per molte altre, ci ritroveremo il 20 marzo 2010 a Milano, per celebrare la XV Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno, in ricordo delle vittime delle mafie.

La Sardegna sarà rappresentata da oltre 100 studenti di diverse scuole superiori sarde e da una folta rappresentanza di volontari delle associazioni aderenti a Libera Sardegna.

Segr. organizzativa
c/o ACLI Provinciale Milano
Via della Signora 3, 20122 Milano
E-mail: milano.20marzo@libera.it Tel. 02.7723221 Fax: 0276015257

Per ricettività alberghiera
Agenzia Guglie Viaggi
booking@guglieviaggi.it
Marco: 02 7762204

Per ospitalità presso oratori, palestre ed altre strutture con proprio sacco a pelo e materassino, inviare una mail specificando recapiti, provenienza, data e ora di arrivo a milano.20marzo@libera.it

PROGRAMMA

Venerdì 19 marzo

 Ore 15.30-18.00

Incontro per i familiari delle vittime delle mafie, presso il Centro San Fedele di Milano in Via Hoepli, 3/b (riservato ai familiari)

Ore 18.00-19.30

Incontro ecumenico in ricordo delle vittime, presso la Chiesa San Fedele, piazza San Fedele, 4 (l'accesso sarà prioritariamente garantito ai familiari delle vittime delle mafie)

Sabato 20 marzo

IL CORTEO

- Ore 9.00 Ritrovo dei partecipanti alla manifestazione presso i Bastioni di Porta Venezia

- Ore 10.00 Partenza della manifestazione dai Bastioni di Porta Venezia

- Ore 11.30-13.00 Arrivo in Piazza Duomo: lettura dei nomi delle vittime e interventi di Libera, Avviso Pubblico, familiari delle vittime

- A partire dalle ore 13:00 in piazza Santo Stefano tigelle e gnocchi fritti gratis, offerti dal Gruppo di Niscemi.

I SEMINARI DI SABATO POMERIGGIO

- Ore 14.30-18.00 Gruppi di lavoro tematici in 14 sale del centro di Milano.

Anche quest'anno Libera organizza, grazie alla collaborazione di molte associazioni, alcuni momenti di approfondimento sul tema delle mafie, che si svolgeranno nel pomeriggio del 20 marzo.

sono indicate le tematiche e la logistica.

E' necessaria l'iscrizione, per prevedere al meglio la logistica dei seminari, che si svolgeranno tutti in sale nel centro cittadino.

La scheda (in allegato) va inviata via e-mail a seminari.20marzo@libera.it o via fax allo 02/76015257.

Questi i temi che si approfondiranno nei 14 seminari:

L'EDUCAZIONE PAGA - QUATTRO CHIACCHIERE SUL CRIMINE
A cura di: AGESCI Lombardia - Settore Pace, Nonviolenza, Solidarietà
Sede: Sala Di Vittorio, CGIL, Corso Porta Vittoria 43
Con la partecipazione di Angelo Aparo, Carlo Casoli, Manlio Milani, Marco Maiga, Walter Vannini, Francesco Cajani, Flavio Lotti.

AL NORD LA MAFIA NON FA NOTIZIA (Posti esauriti)
A cura di: Fondazione Libera Informazione, FNSI, Articolo 21
Sede: Circolo della Stampa, Corso Venezia 16
Con la partecipazione di Roberto Natale, Roberto Morrione, Letizia Gonzales, Beppe Giulietti, Loris Mazzetti, Gianni Barbacetto.

LA CORRUZIONE IN ITALIA E L'INTRECCIO CON LE MAFIE: L'ETERNO RITORNO
A cura di: Avviso Pubblico
Sede: Sala Alessi, Palazzo Marino, Comune di Milano, piazza della Scala 5
Con la partecipazione di Mariolina Moioli, Mario Portanova, Alberto Vannucci, Nello Trocchia, Gherardo Colombo, Alberto Nobili, Guido Salvini, David Gentili.
Questo seminario è prioritariamente rivolto agli amministratori pubblici. La conclusione è prevista per le ore 17,30.

LAVORO LEGALITA' E MAFIE IN LOMBARDIA
A cura di: Libera e sindacati
Sede: Salone Clerici delle Acli, via della Signora 3
Con la partecipazione di Marcello Tocco, Franco De Alessandri, Fulvio Giacomazzi, Josef Dioli, Carmelo Barbagallo, Giuseppe Foti, Antonello Montante, Giuseppe Politi, Stefano Corradino, Ilaria Ramoni.

ECOMAFIE IN LOMBARDIA
A cura di: Legambiente Lombardia
Sede: Sala della Trasfigurazione, San Fedele, piazza San Fedele 4
Con la partecipazione di Sergio Cannavò, Davide Corbella, Sebastiano Venneri, Vittorio Cogliati Dezza, Giuseppe Vadalà, Giuseppe Caruso.

LA LOTTA ALLE MAFIE TRASNAZIONALI e AL NARCOTRAFFICO
A cura di: Libera e Terra del Fuoco
Sede: Salone della Cisl, via Tadino 23
Con la partecipazione di Leopoldo Grosso, Tonio Dell'Olio, Francesco Forgione, Claudia Cruz, Mario Gonzalo, Domingo Montejo, Alejandro Sierra Urrego, Manuela Gocalves Granada, Liliana Callizo, Reinaldo Villalba Vargas, Oliviero Alotto.

I BENI CONFISCATI ALLE MAFIE: COOPERARE CON LIBERA TERRA, ASSEMBLEA SOCI AGENZIA
A cura di: Agenzia Cooperare con Libera Terra e Coop Lombardia
Sede: Spazio Scopricoop Punto vendita - Milano Domodossola Ferrovie Nord, via Arona 15
Con la partecipazione di Giampiero Calzolari, Carlo Borgomeo, Gianluca Faraone, Alfredo De Bellis, Toni Mira, Giuliano Poletti, Luca Bernareggi, Enrico Fontana.

GENERI-IAMO CITTADINANZA: L'ANTIMAFIA SOCIALE DAI GIOVANI PER I GIOVANI
A cura di: Agesci, Unione degli studenti, Unione degli universitari, Link - Coordinamento universitario, Rete degli studenti, Forum dei Giovani Fuci, Azione Cattolica, Libera
Sede: Aula Magna Istituto Cavalieri, via Olona 14
Con la partecipazione degli esponenti delle associazioni giovanili e studentesche, nazionali e locali.

LIBER-ARTI: UTILIZZO DELLE ARTI PER COSTRUIRE COSCIENZA CIVILE ANTIMAFIA (Posti esauriti)
A cura di: Nuova Accademia di Belle Arti
Sede: presso Nuova Accademia Belle Arti - Aula Volume Luce, via Darwin 20
Con la partecipazione di Pino Maniaci, Cinemovel, Ied Torino, Antonella Mascali, Patrizia Moschella, Alessandro Trigona, docenti della Nuova Accademia di Belle Arti. Sarà allestita una mostra sui beni confiscati alle mafie in Lombardia e in provincia di Caserta, una campagna di comunicazione dello IED Torino, una campagna degli studenti della NABA.

GIUSTIZIA: QUALE FUTURO?
A cura di: Associazione Nazionale Magistrati, Libera
Sede: Aula Pio XII, Casa Cardinale Ildefonso Schuster, via Sant'Antonio 5
Con la partecipazione di Anna Canepa, Gian Carlo Caselli, Piero Colaprico, Manuela Massenz, Stefania Pellegrini.

L'EDITORIA CIVILE, TRA DENUNCIA E RICOSTRUZIONE
A cura di: Melampo, Chiarelettere, Garzanti
Sede: Spazio Melampo, via Tenca 7
Con la partecipazione di Grazia Casagrande, Nando Dalla Chiesa, Lorenzo Fazio, Oliviero Ponte di Pino, Rita Brugnara, Franco Rositi.

CONFISCA, RIUTILIZZO SOCIALE E CONTRASTO AL CRIMINE ORGANIZZATO A LIVELLO EUROPEO E INTERNAZIONALE (IN INGLESE)
A cura di: Flare
Sede: Aula Panighi, Casa Cardinale Ildefonso Schuster, via Sant'Antonio 5
Con la partecipazione di Michele Curto, Vito Monetti Rainer Schluter, Frank Hegenveld,  Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Ilya Politkosky, Juergen Roth.

LA RAPPRESENTAZIONE SOCIALE DEL RAZZISMO
A cura di: Arci
Sede: Arci Corvetto, Via Oglio 21
Presentazione della ricerca di SWG sui giovani e razzismo.
Parteciperanno ricercatori, operatori sociali, giornalisti.
Al momento altri relatori sono in via di definizione.

ROSARNO - MILANO. DIRITTI NEGATI E UMANITA' UMILIATA
A cura di: Libera e Coordinamento Scuole per l'educazione alla legalità e alla cittadinanza di Milano
Sede: Aula Barelli, Casa Cardinale Ildefonso Schuster via Sant'Antonio 5 
Con la partecipazione di Don Pino De Masi, Seble Woldeghiorghis, Ines Patrizia Quartieri, Duilio Catalano, Giuseppe Teri

ANIMAZIONE POMERIDIANA IN PIAZZA SANTO STEFANO

- In piazza contro le mafie: pomeriggio di animazione, musica, teatro, a cura di tutti i gruppi giovanili della rete di Libera che vorranno partecipare. Presso piazza Santo Stefano Maggiore.

 Per aggiornamenti del programma: http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2762   

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I Sa.Sol. Desk per la realizzazione della Rete delle Associazioni di Volontariato in Sardegna

1.000 Associazioni in una Rete unitaria:

nascono i Sa.Sol. Desk

Sono mille i Sa.Sol. Desk ("banchi" di Sardegna Solidale) che nei prossimi mesi costituiranno la prima Rete Intranet tra associazioni di volontariato in Italia. Progetto unico in Italia, primo per dimensioni e capillarità sul territorio, per capacità di coesione, di comunicazione e di scambio.

Promosso dal CSV Sardegna Solidale, approvato dal Co.Ge. Sardegna, condiviso dalle Organizzazioni di Volontariato.

Nella sezione "bandi e progetti" di questo portale sono riportati i materiali relativi al progetto

I Sa.Sol. Desk per la realizzazione della Rete delle Associazioni di Volontariato in Sardegna

1.000 Associazioni in una Rete unitaria:

nascono i Sa.Sol. Desk

Sono mille i Sa.Sol. Desk ("banchi" di Sardegna Solidale) che nei prossimi mesi costituiranno la prima Rete Intranet tra associazioni di volontariato in Italia. Progetto unico in Italia, primo per dimensioni e capillarità sul territorio, per capacità di coesione, di comunicazione e di scambio.

Promosso dal CSV Sardegna Solidale, approvato dal Co.Ge. Sardegna, condiviso dalle Organizzazioni di Volontariato.

Nella sezione "bandi e progetti" di questo portale sono riportati i materiali relativi al progetto

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Strada Facendo 4 - Approvata la Carta di Terni per un nuovo welfare

STRADA FACENDO 4 . PER UNA EFFETTIVA UGUAGLIANZA NEL RISPETTO DELLA DIFFERENZA

APPROVATA LA CARTA DI TERNI PER UN NUOVO WELFARE

 Si è svolta a Terni, dal 5 al 7 febbraio la quarta edizione di Strada Facendo, iniziativa sulle politiche sociali organizzata da Cnca, Gruppo Abele e Libera.
Nei tre giorni si è ragionato sulla crisi del welfare e sulle proposte per definire quel patto sociale di cui c'è urgente bisogno. Nella prima sessione vi sono state le relazioni di Stefano Bellomo (precarietà del lavoro), Gian Carlo Caselli (giustizia), Nerina Dirindin (salute), Luigi Manconi (carcere), Aldo Morrone (povertà), Giancarlo Perego (immigrazione). Sono intervenuti Pierluigi Bersani e Damiano Stufara.

Nella seconda giornata i partecipanti si sono divisi in 7 "cantieri" di lavoro sui seguenti temi:

1) Lavoro: disoccupazione, precariato. Quali riforme possibili in una nuova prospettiva di politica economica;

2) Welfare, i rinforzi necessari. Quali concrete misure da proporre oggi in grado di tracciare il solco per le riforme di domani;

3) Il diritto all'abitazione. Le politiche dell’abitare in una città vivibile;

4) Per una dignità dei migranti: tra il lavoro come merce e la mercificazione delle persone.

5) La salute per tutti: valorizzare i punti di forza e superare i punti di debolezza;

6) Carcere: dal penale al sociale. Revisionare le normative penali, realizzare le misure alternative, evitare le recidive;

7) Giovani, risorse ed opportunità.

Nella terza giornata c'è stata la tavola rotonda coordinata da Roberto Morrione con Leopoldo Di Girolamo, Paolo Ferrero, Fabio Granata, Livia Turco, Nichi Vendola. Sono intervenuti mons. Vincenzo Paglia e Maria Rita Lorenzetti.

Le conclusioni sono state fatte da Lucio Babolin e don Luigi Ciotti.

Babolin ha annunciato la volontà degli organizzatori di Strada Facendo di promuovere nei prossimi mesi delle occasioni di incontro e azione sui temi affrontati in questa edizione della manifestazione.

Dai tre giorni di lavoro è venuta fuori la Carta di Terni per un nuovo welfare.

Don Luigi Ciotti, nel suo intervento conclusivo, ha detto chiaramente che si tratta di "una Carta da trasformare in carne". Per il fondatore del Gruppo Abele e di Libera la sfida che abbiamo di fronte è soprattutto culturale: "La giustizia ha bisogno di cultura. E' la cultura che fa crescere la giustizia." C'è la necessità di creare un nuovo vocabolario. E una politica che parli "il linguaggio della comunità e non quello dell'immunità". Ciotti ha terminato il suo intervento con un forte incitamento: "Non limitiamoci a sperare, ma organizziamola concretamente, questa speranza."

La manifestazione si è chiusa con la lettura - da parte di Gabriella Stramaccioni e don Armando Zappolini - del testo della Carta (riportata nella sezione “libera” di questo portale)

Strada Facendo 4 - Approvata la Carta di Terni per un nuovo welfare

STRADA FACENDO 4 . PER UNA EFFETTIVA UGUAGLIANZA NEL RISPETTO DELLA DIFFERENZA

APPROVATA LA CARTA DI TERNI PER UN NUOVO WELFARE

 Si è svolta a Terni, dal 5 al 7 febbraio la quarta edizione di Strada Facendo, iniziativa sulle politiche sociali organizzata da Cnca, Gruppo Abele e Libera.
Nei tre giorni si è ragionato sulla crisi del welfare e sulle proposte per definire quel patto sociale di cui c'è urgente bisogno. Nella prima sessione vi sono state le relazioni di Stefano Bellomo (precarietà del lavoro), Gian Carlo Caselli (giustizia), Nerina Dirindin (salute), Luigi Manconi (carcere), Aldo Morrone (povertà), Giancarlo Perego (immigrazione). Sono intervenuti Pierluigi Bersani e Damiano Stufara.

Nella seconda giornata i partecipanti si sono divisi in 7 "cantieri" di lavoro sui seguenti temi:

1) Lavoro: disoccupazione, precariato. Quali riforme possibili in una nuova prospettiva di politica economica;

2) Welfare, i rinforzi necessari. Quali concrete misure da proporre oggi in grado di tracciare il solco per le riforme di domani;

3) Il diritto all'abitazione. Le politiche dell’abitare in una città vivibile;

4) Per una dignità dei migranti: tra il lavoro come merce e la mercificazione delle persone.

5) La salute per tutti: valorizzare i punti di forza e superare i punti di debolezza;

6) Carcere: dal penale al sociale. Revisionare le normative penali, realizzare le misure alternative, evitare le recidive;

7) Giovani, risorse ed opportunità.

Nella terza giornata c'è stata la tavola rotonda coordinata da Roberto Morrione con Leopoldo Di Girolamo, Paolo Ferrero, Fabio Granata, Livia Turco, Nichi Vendola. Sono intervenuti mons. Vincenzo Paglia e Maria Rita Lorenzetti.

Le conclusioni sono state fatte da Lucio Babolin e don Luigi Ciotti.

Babolin ha annunciato la volontà degli organizzatori di Strada Facendo di promuovere nei prossimi mesi delle occasioni di incontro e azione sui temi affrontati in questa edizione della manifestazione.

Dai tre giorni di lavoro è venuta fuori la Carta di Terni per un nuovo welfare.

Don Luigi Ciotti, nel suo intervento conclusivo, ha detto chiaramente che si tratta di "una Carta da trasformare in carne". Per il fondatore del Gruppo Abele e di Libera la sfida che abbiamo di fronte è soprattutto culturale: "La giustizia ha bisogno di cultura. E' la cultura che fa crescere la giustizia." C'è la necessità di creare un nuovo vocabolario. E una politica che parli "il linguaggio della comunità e non quello dell'immunità". Ciotti ha terminato il suo intervento con un forte incitamento: "Non limitiamoci a sperare, ma organizziamola concretamente, questa speranza."

La manifestazione si è chiusa con la lettura - da parte di Gabriella Stramaccioni e don Armando Zappolini - del testo della Carta (riportata nella sezione “libera” di questo portale)

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2010 - Anno europeo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale

L’Unione Europea è una delle regioni più ricche al mondo. Tuttavia, il 17% degli europei dispone ancora di risorse limitate e non riesce a soddisfare le proprie necessità primarie.

La povertà è spesso presente nei paesi in via di sviluppo in cui la malnutrizione, la fame e la mancanza d’acqua potabile rappresentano la grande sfida per la sopravvivenza quotidiana. La povertà e l’emarginazione sociale sono presenti anche in Europa. La povertà e l’esclusione di un individuo contribuiscono alla povertà della società intera. Di conseguenza, la forza dell’Europa risiede nel potenziale dei singoli individui.

Non vi sono soluzioni miracolose per sconfiggere la povertà e l’esclusione sociale. Eppure una cosa è certa: non possiamo sconfiggerle senza il vostro aiuto.

Il 2010 è l’anno europeo della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, un’occasione per rinnovare l’impegno verso la solidarietà, la giustizia e l’inclusione sociale.

Uno dei valori su cui si fonda l’Unione Europea è proprio la solidarietà, un valore particolarmente importante in questo momento di crisi. “Unione” significa affrontare la crisi economica insieme, nella solidarietà, dando sicurezza all’individuo e alla collettività.

Ecco alcuni degli impegni da rispettare insieme:

  • Incoraggiare il coinvolgimento e l’impegno politico di tutta la società nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale a livello europeo e locale, nel settore pubblico come in quello privato

  • Coinvolgere i cittadini europei nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale

  • Dare visibilità ai problemi e alle necessità delle persone che vivono nella povertà e nell’esclusione sociale

  • Collaborare con la società civile e le organizzazioni non governative che lottano contro la povertà e l’esclusione sociale

  • Eliminare i luoghi comuni e i clichè che riguardano la povertà e l’esclusione sociale

  • Promuovere una società che favorisca una buona qualità della vita, il benessere sociale e le pari opportunità

  • Sostenere la solidarietà tra generazioni e assicurare uno sviluppo sostenibile

              (dal sito http://www.2010againstpoverty.eu/)

2010 - Anno europeo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale

L’Unione Europea è una delle regioni più ricche al mondo. Tuttavia, il 17% degli europei dispone ancora di risorse limitate e non riesce a soddisfare le proprie necessità primarie.

La povertà è spesso presente nei paesi in via di sviluppo in cui la malnutrizione, la fame e la mancanza d’acqua potabile rappresentano la grande sfida per la sopravvivenza quotidiana. La povertà e l’emarginazione sociale sono presenti anche in Europa. La povertà e l’esclusione di un individuo contribuiscono alla povertà della società intera. Di conseguenza, la forza dell’Europa risiede nel potenziale dei singoli individui.

Non vi sono soluzioni miracolose per sconfiggere la povertà e l’esclusione sociale. Eppure una cosa è certa: non possiamo sconfiggerle senza il vostro aiuto.

Il 2010 è l’anno europeo della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, un’occasione per rinnovare l’impegno verso la solidarietà, la giustizia e l’inclusione sociale.

Uno dei valori su cui si fonda l’Unione Europea è proprio la solidarietà, un valore particolarmente importante in questo momento di crisi. “Unione” significa affrontare la crisi economica insieme, nella solidarietà, dando sicurezza all’individuo e alla collettività.

Ecco alcuni degli impegni da rispettare insieme:

  • Incoraggiare il coinvolgimento e l’impegno politico di tutta la società nella lotta alla povertà e all’esclusione sociale a livello europeo e locale, nel settore pubblico come in quello privato

  • Coinvolgere i cittadini europei nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale

  • Dare visibilità ai problemi e alle necessità delle persone che vivono nella povertà e nell’esclusione sociale

  • Collaborare con la società civile e le organizzazioni non governative che lottano contro la povertà e l’esclusione sociale

  • Eliminare i luoghi comuni e i clichè che riguardano la povertà e l’esclusione sociale

  • Promuovere una società che favorisca una buona qualità della vita, il benessere sociale e le pari opportunità

  • Sostenere la solidarietà tra generazioni e assicurare uno sviluppo sostenibile

              (dal sito http://www.2010againstpoverty.eu/)

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Terralba, 29 dicembre 2009 -23° Marcia della Pace - Se vuoi coltivare la pace difendi il creato

Si svolge a Terralba (OR) il 29 dicembre 2009 la XXIII Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales–Terralba, in particolare dalla Caritas e dall’Ufficio Pastorale e Sociale del Lavoro, della Giustizia, della Pace e della Salvaguardia del creato, in collaborazione con i Comuni di Terralba e S. Nicolò di Arcidano e con il CSV Sardegna Solidale. 

La Marcia parte da San Nicolò d’Arcidano alle ore 15,00 e termina a Terralba con i discorsi ufficiali.

Quest’anno è presieduta da S.E.Mons. Michele Russo Vescovo di Doba in Tchad.

In questi ventitre anni, la Marcia della Pace è diventata per la Sardegna un alto momento di idealità, di coscientizzazione alla pace e alla giustizia, di crescita etica nella solidarietà al di là di tutti i confini; è diventata un momento di unità di tutte le espressioni religiose, culturali, politiche e sociali, istituzionali e private che contribuiscono a formare il tessuto di questa società sarda: uniti testimoniamo la nostra solidarietà per la costruzione di un mondo di pace, di sviluppo dove ogni uomo trova dignità di persona.

Quest’anno il tema della XXIII Marcia della pace è quello dato da Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace del 1 Gennaio 2010 Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. 

Il nostro impegno per i problemi del mondo ci spinge in modo particolare ad operare per custodire il bene maggiore della Sardegna: l’ambiente, il territorio, la natura. Per questo siamo con tutti quelli che lottano per la difesa della bellezza della Sardegna, la loro conservazione. Con tutti ci uniamo e a tutti chiediamo di unirsi a noi nella Marcia per la Pace del 29/12/2009 a Terralba.

Oltre a Mons. Russo sono previsti gli interventi dei Sindaci di Terralba e San Nicolò di Arcidano, di mons. Giovanni Dettoriprof. Giampiero Farru e don Angelo Pittau

Il CSV Sardegna Solidale, tramite la rete dei Sa.Sol. Point, predispone il trasporto di quanti - da tutta la Sardegna - intendono partecipare alla manifestazione.

Per informazioni chiamare il numero verde 800 150 440.

Terralba, 29 dicembre 2009 -23° Marcia della Pace - Se vuoi coltivare la pace difendi il creato

Si svolge a Terralba (OR) il 29 dicembre 2009 la XXIII Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales–Terralba, in particolare dalla Caritas e dall’Ufficio Pastorale e Sociale del Lavoro, della Giustizia, della Pace e della Salvaguardia del creato, in collaborazione con i Comuni di Terralba e S. Nicolò di Arcidano e con il CSV Sardegna Solidale. 

La Marcia parte da San Nicolò d’Arcidano alle ore 15,00 e termina a Terralba con i discorsi ufficiali.

Quest’anno è presieduta da S.E.Mons. Michele Russo Vescovo di Doba in Tchad.

In questi ventitre anni, la Marcia della Pace è diventata per la Sardegna un alto momento di idealità, di coscientizzazione alla pace e alla giustizia, di crescita etica nella solidarietà al di là di tutti i confini; è diventata un momento di unità di tutte le espressioni religiose, culturali, politiche e sociali, istituzionali e private che contribuiscono a formare il tessuto di questa società sarda: uniti testimoniamo la nostra solidarietà per la costruzione di un mondo di pace, di sviluppo dove ogni uomo trova dignità di persona.

Quest’anno il tema della XXIII Marcia della pace è quello dato da Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace del 1 Gennaio 2010 Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. 

Il nostro impegno per i problemi del mondo ci spinge in modo particolare ad operare per custodire il bene maggiore della Sardegna: l’ambiente, il territorio, la natura. Per questo siamo con tutti quelli che lottano per la difesa della bellezza della Sardegna, la loro conservazione. Con tutti ci uniamo e a tutti chiediamo di unirsi a noi nella Marcia per la Pace del 29/12/2009 a Terralba.

Oltre a Mons. Russo sono previsti gli interventi dei Sindaci di Terralba e San Nicolò di Arcidano, di mons. Giovanni Dettoriprof. Giampiero Farru e don Angelo Pittau

Il CSV Sardegna Solidale, tramite la rete dei Sa.Sol. Point, predispone il trasporto di quanti - da tutta la Sardegna - intendono partecipare alla manifestazione.

Per informazioni chiamare il numero verde 800 150 440.

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Il discorso del Presidente Napolitano ai Volontari

In concomitanza con la Giornata Internazionale del Volontariato il 04 dicembre 2009 una folta delegazione di rappresentanti del volontariato italiano è stata ricevuta in udienza al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Riportiamo di seguito il testo dell'intervento del Presidente Napolitano.

Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla Cerimonia celebrativa della giornata del volontariato
Quirinale, 4 dicembre 2009

Saluto il Ministro Sacconi, il ministro Maroni, il sottosegretario Bertolaso, le autorità, i rappresentati e i membri del CSVnet (Centri di servizio per il Volontariato), del Forum Nazionale del Terzo settore, della Consulta del Volontariato nel Forum del Terzo settore e del ConVol che hanno promosso questa udienza, il presidente dell’Agenzia del Terzo Settore. Saluto tutti i componenti delle organizzazioni del volontariato oggi qui presenti.


Ho ascoltato con grande interesse gli interventi di chi mi ha preceduto. Hanno destato  ammirazione e commozione il filmato che ricostruisce alcune tappe importati del volontariato italiano, le testimonianze e la motivazione della medaglia al valore civile. 
La cerimonia di oggi vuole onorare una realtà che purtroppo, o meglio per fortuna, non può essere contenuta in questo pur ampio salone, perché è davvero un fenomeno straordinariamente vasto, vario e ricco.
Vorrei quindi cogliere l’occasione della Giornata Internazionale del volontariato che si festeggia domani per rivolgere un saluto, un augurio, un ringraziamento, a nome di tutti gli italiani, all’intero mondo del volontariato, a chi contribuisce a organizzarlo e a dotarlo di risorse. 


Questa realtà rappresenta per il nostro paese una risorsa fondamentale sotto il profilo economico, per le attività e i servizi offerti, che svolgono un indispensabile compito di integrazione e talvolta di supplenza dell’azione pubblica. Ma esso rappresenta pure una fondamentale risorsa sotto il profilo dell’etica civile e anche oltre, come ha ben detto il Professor Zamagni. Il volontariato produce, certo, beni materiali di aiuto e di sostegno al disagio, alla malattia, alla disabilità, alla dipendenza. Ma, proprio per la capacità di superare i confini di una solidarietà spontanea, familiare e amicale, esso produce pure beni immateriali, comportamenti virtuosi, esempi e modelli degni di essere imitati. 


L’opera dei volontari giova a chi la riceve. Aiuta a fronteggiare situazioni difficili, traumi di diversa natura, aiuta a uscire da condizioni di isolamento. Offre strumenti di crescita, sostegni che consentono di fare meglio, di essere migliori studenti, migliori lavoratori, migliori cittadini.

Vorrei osservare, però, che l’attività volontaria arricchisce anche chi la svolge, innanzitutto perché è moralmente appagante, e poi perché integra il tempo dedicato al lavoro, allo svago, alla cura dei propri cari. E giova anche per ragioni pratiche: come una occasione di vita attiva per gli anziani che hanno cessato l’attività lavorativa, così come una passerella verso il lavoro per gli studenti che acquisiscono in questo modo relazioni ed esperienze fruttuose. Per chi vive il volontariato all’interno di prospettive religiose o etico-politiche, infine, esso vuole essere anche un contributo a un disegno, a un processo di miglioramento della società. 

Attenzione. I mezzi di comunicazione e noi stessi che lavoriamo nelle istituzioni siamo spesso troppo assorbiti dai comportamenti litigiosi, o comunque poco cooperativi, che caratterizzano la nostra società politica, e non guardiamo con sufficiente attenzione alle espressioni della nostra società civile, in particolare a quelle forme di aggregazione e associazione volontarie che sono capaci di favorire la coesione sociale. Dovrebbe costituire, invece, ragione di orgoglio e di conforto per il nostro paese la loro capacità di produrre ricchezza sia materiale sia morale, il loro vero e proprio potenziale di innovazione.

E’ con soddisfazione che possiamo registrare negli ultimi anni una crescita proprio di questo associazionismo volontario. Conforta pure il fatto che, sebbene permanga in generale un forte divario tra Nord e Sud, in quest’ambito almeno il divario nell’ultimo anno si sia ridotto. E ciò è vero anche sul piano delle risorse: in questo ambito le misure perequative introdotte grazie agli accordi tra le fondazioni di origine bancaria e le organizzazioni rappresentative hanno segnato certo un importante mutamento di rotta. La riduzione di questo divario Nord Sud è un segnale tanto più importante perché – come è stato ricordato – dove c’è volontariato c’è spirito civico, fiducia negli altri, solidarietà. Dove cresce il volontariato, cresce il capitale sociale, cresce la correttezza e la ricchezza delle relazioni interpersonali, il rispetto di regole condivise.

E il capitale sociale – come si è sottolineato anche oggi - costituisce un fattore essenziale dello sviluppo economico. Esso si forma anche attraverso la costruzione di reti, perciò dobbiamo apprezzare lo stimolo a costituire, e la capacità di costruire, vere e proprie reti di associazioni volontarie.
Anzi, sulla strada della cooperazione tra associazioni bisognerebbe fare ulteriori passi avanti. Infatti, il nostro non è solo un paese di piccole imprese, è anche un paese di piccole associazioni di volontariato, perciò ancora più utile e meritoria è l’attività di coordinamento e prestazione di servizi svolta dai gruppi promotori di questo incontro.

Il volontariato deve mostrarsi capace di sinergie al proprio interno, ma ha a sua volta bisogno di contesti normativi e operativi favorevoli.
Alcuni articoli della nostra Costituzione sollecitano in effetti proprio l’attività volontaria. Essi funzionano, per così dire, da culla costituzionale del volontariato una volta che li si combini tra loro. Si tratta dell’art. 2, là dove dice che la Repubblica postula “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale”, dell’art. 4, che sancisce il dovere del cittadino “di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”, dell’art.18, dove è protetto il diritto dei cittadini “di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”. Il volontariato può dunque considerarsi come attività sociale meritevole di protezione costituzionale, sia dal punto di vista delle modalità del suo esercizio, sia per il suo specifico contenuto.

La legge ordinaria, poi, favorisce fiscalmente e finanziariamente le organizzazioni di volontariato, sia attraverso favorevoli regimi fiscali sui contributi privati ad esse destinati, sia attraverso l’obbligo imposto alle fondazioni bancarie di destinare, attraverso i Fondi speciali, una significativa quota del proprio reddito ai Centri di servizio per il volontariato, sia attraverso il funzionamento del 5 per mille di cui oggi il Ministro Sacconi ha garantito l’effettività, non solo nell’immediato ma anche in prospettiva, e lo ha fatto con motivazioni e con parole d’impegno che ho molto apprezzato.

Infine le stesse amministrazioni pubbliche delegando compiti importanti al volontariato ne promuovono le attività. Ma in un periodo di crisi economica e di ristrettezza delle finanze pubbliche c’è il rischio di vedere estinguersi anche progetti importanti. Progetti tuttavia - voglio sottolinearlo - che sono comunque sempre e solo integrativi dell’azione pubblica. 

L’attività volontaria gratuita, quella più ampia del terzo settore, e i vari flussi di finanziamento privato e pubblico a essa diretti, non possono infatti esimere il settore pubblico dal dovere di svolgere in prima persona i propri compiti nei vari campi di azione che vanno dal welfare all’istruzione, dalla ricerca alla tutela del patrimonio naturale e artistico. Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire.

E non è solo questa la parte che chi governa è chiamato a fare. Occorre non solo non togliere ossigeno al mondo del volontariato garantendo le risorse ad esso destinate, ma bisogna anche alleggerirlo da gravami burocratici che consumano troppo tempo e preziose energie, come spesso lamentano le stesse organizzazioni. E, sullo sfondo, è necessario che procedano le iniziative di legge presentate da parlamentari di tutti gli schieramenti, volte a stimolare la revisione di un quadro normativo diventato eccessivamente complesso e spesso confuso.

Vorrei concludere questo intervento con un invito ai giovani. Non sono ancora abbastanza tra loro quelli che si dedicano al volontariato – e temo che ciò possa essere il riflesso di tessuti sociali sfilacciati, e comunque poco coesi, con i quali dobbiamo seriamente fare i conti. Comunque questa - come ho già detto - deve essere considerata un’attività non solo moralmente appagante ma anche preziosa come apertura verso il mondo del lavoro.

Sappiamo che troppi giovani sono dominati dall’incertezza del futuro, dalla difficoltà di trovare un lavoro qualificato e remunerativo. Ma penso che molti – se avessero potuto ascoltare le testimonianze, le esperienze, le motivazioni, tutte così belle – che noi abbiamo ascoltato qui, comprenderebbero quel che il volontariato può dare a ciascuno di loro e prenderebbero con fiducia questa strada.

Il volontariato guardi a sua volta con fiducia ai giovani. E convinciamoci noi tutti che il volontariato – come ha detto il ministro Sacconi – non è un ambito accessorio della nostra convivenza, ma ne è linfa vitale, e costituisce aggiungo un elemento distintivo della qualità della nostra democrazia e del nostro vivere sociale.

Il discorso del Presidente Napolitano ai Volontari

In concomitanza con la Giornata Internazionale del Volontariato il 04 dicembre 2009 una folta delegazione di rappresentanti del volontariato italiano è stata ricevuta in udienza al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Riportiamo di seguito il testo dell'intervento del Presidente Napolitano.

Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla Cerimonia celebrativa della giornata del volontariato
Quirinale, 4 dicembre 2009

Saluto il Ministro Sacconi, il ministro Maroni, il sottosegretario Bertolaso, le autorità, i rappresentati e i membri del CSVnet (Centri di servizio per il Volontariato), del Forum Nazionale del Terzo settore, della Consulta del Volontariato nel Forum del Terzo settore e del ConVol che hanno promosso questa udienza, il presidente dell’Agenzia del Terzo Settore. Saluto tutti i componenti delle organizzazioni del volontariato oggi qui presenti.


Ho ascoltato con grande interesse gli interventi di chi mi ha preceduto. Hanno destato  ammirazione e commozione il filmato che ricostruisce alcune tappe importati del volontariato italiano, le testimonianze e la motivazione della medaglia al valore civile. 
La cerimonia di oggi vuole onorare una realtà che purtroppo, o meglio per fortuna, non può essere contenuta in questo pur ampio salone, perché è davvero un fenomeno straordinariamente vasto, vario e ricco.
Vorrei quindi cogliere l’occasione della Giornata Internazionale del volontariato che si festeggia domani per rivolgere un saluto, un augurio, un ringraziamento, a nome di tutti gli italiani, all’intero mondo del volontariato, a chi contribuisce a organizzarlo e a dotarlo di risorse. 


Questa realtà rappresenta per il nostro paese una risorsa fondamentale sotto il profilo economico, per le attività e i servizi offerti, che svolgono un indispensabile compito di integrazione e talvolta di supplenza dell’azione pubblica. Ma esso rappresenta pure una fondamentale risorsa sotto il profilo dell’etica civile e anche oltre, come ha ben detto il Professor Zamagni. Il volontariato produce, certo, beni materiali di aiuto e di sostegno al disagio, alla malattia, alla disabilità, alla dipendenza. Ma, proprio per la capacità di superare i confini di una solidarietà spontanea, familiare e amicale, esso produce pure beni immateriali, comportamenti virtuosi, esempi e modelli degni di essere imitati. 


L’opera dei volontari giova a chi la riceve. Aiuta a fronteggiare situazioni difficili, traumi di diversa natura, aiuta a uscire da condizioni di isolamento. Offre strumenti di crescita, sostegni che consentono di fare meglio, di essere migliori studenti, migliori lavoratori, migliori cittadini.

Vorrei osservare, però, che l’attività volontaria arricchisce anche chi la svolge, innanzitutto perché è moralmente appagante, e poi perché integra il tempo dedicato al lavoro, allo svago, alla cura dei propri cari. E giova anche per ragioni pratiche: come una occasione di vita attiva per gli anziani che hanno cessato l’attività lavorativa, così come una passerella verso il lavoro per gli studenti che acquisiscono in questo modo relazioni ed esperienze fruttuose. Per chi vive il volontariato all’interno di prospettive religiose o etico-politiche, infine, esso vuole essere anche un contributo a un disegno, a un processo di miglioramento della società. 

Attenzione. I mezzi di comunicazione e noi stessi che lavoriamo nelle istituzioni siamo spesso troppo assorbiti dai comportamenti litigiosi, o comunque poco cooperativi, che caratterizzano la nostra società politica, e non guardiamo con sufficiente attenzione alle espressioni della nostra società civile, in particolare a quelle forme di aggregazione e associazione volontarie che sono capaci di favorire la coesione sociale. Dovrebbe costituire, invece, ragione di orgoglio e di conforto per il nostro paese la loro capacità di produrre ricchezza sia materiale sia morale, il loro vero e proprio potenziale di innovazione.

E’ con soddisfazione che possiamo registrare negli ultimi anni una crescita proprio di questo associazionismo volontario. Conforta pure il fatto che, sebbene permanga in generale un forte divario tra Nord e Sud, in quest’ambito almeno il divario nell’ultimo anno si sia ridotto. E ciò è vero anche sul piano delle risorse: in questo ambito le misure perequative introdotte grazie agli accordi tra le fondazioni di origine bancaria e le organizzazioni rappresentative hanno segnato certo un importante mutamento di rotta. La riduzione di questo divario Nord Sud è un segnale tanto più importante perché – come è stato ricordato – dove c’è volontariato c’è spirito civico, fiducia negli altri, solidarietà. Dove cresce il volontariato, cresce il capitale sociale, cresce la correttezza e la ricchezza delle relazioni interpersonali, il rispetto di regole condivise.

E il capitale sociale – come si è sottolineato anche oggi - costituisce un fattore essenziale dello sviluppo economico. Esso si forma anche attraverso la costruzione di reti, perciò dobbiamo apprezzare lo stimolo a costituire, e la capacità di costruire, vere e proprie reti di associazioni volontarie.
Anzi, sulla strada della cooperazione tra associazioni bisognerebbe fare ulteriori passi avanti. Infatti, il nostro non è solo un paese di piccole imprese, è anche un paese di piccole associazioni di volontariato, perciò ancora più utile e meritoria è l’attività di coordinamento e prestazione di servizi svolta dai gruppi promotori di questo incontro.

Il volontariato deve mostrarsi capace di sinergie al proprio interno, ma ha a sua volta bisogno di contesti normativi e operativi favorevoli.
Alcuni articoli della nostra Costituzione sollecitano in effetti proprio l’attività volontaria. Essi funzionano, per così dire, da culla costituzionale del volontariato una volta che li si combini tra loro. Si tratta dell’art. 2, là dove dice che la Repubblica postula “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale”, dell’art. 4, che sancisce il dovere del cittadino “di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”, dell’art.18, dove è protetto il diritto dei cittadini “di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”. Il volontariato può dunque considerarsi come attività sociale meritevole di protezione costituzionale, sia dal punto di vista delle modalità del suo esercizio, sia per il suo specifico contenuto.

La legge ordinaria, poi, favorisce fiscalmente e finanziariamente le organizzazioni di volontariato, sia attraverso favorevoli regimi fiscali sui contributi privati ad esse destinati, sia attraverso l’obbligo imposto alle fondazioni bancarie di destinare, attraverso i Fondi speciali, una significativa quota del proprio reddito ai Centri di servizio per il volontariato, sia attraverso il funzionamento del 5 per mille di cui oggi il Ministro Sacconi ha garantito l’effettività, non solo nell’immediato ma anche in prospettiva, e lo ha fatto con motivazioni e con parole d’impegno che ho molto apprezzato.

Infine le stesse amministrazioni pubbliche delegando compiti importanti al volontariato ne promuovono le attività. Ma in un periodo di crisi economica e di ristrettezza delle finanze pubbliche c’è il rischio di vedere estinguersi anche progetti importanti. Progetti tuttavia - voglio sottolinearlo - che sono comunque sempre e solo integrativi dell’azione pubblica. 

L’attività volontaria gratuita, quella più ampia del terzo settore, e i vari flussi di finanziamento privato e pubblico a essa diretti, non possono infatti esimere il settore pubblico dal dovere di svolgere in prima persona i propri compiti nei vari campi di azione che vanno dal welfare all’istruzione, dalla ricerca alla tutela del patrimonio naturale e artistico. Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire.

E non è solo questa la parte che chi governa è chiamato a fare. Occorre non solo non togliere ossigeno al mondo del volontariato garantendo le risorse ad esso destinate, ma bisogna anche alleggerirlo da gravami burocratici che consumano troppo tempo e preziose energie, come spesso lamentano le stesse organizzazioni. E, sullo sfondo, è necessario che procedano le iniziative di legge presentate da parlamentari di tutti gli schieramenti, volte a stimolare la revisione di un quadro normativo diventato eccessivamente complesso e spesso confuso.

Vorrei concludere questo intervento con un invito ai giovani. Non sono ancora abbastanza tra loro quelli che si dedicano al volontariato – e temo che ciò possa essere il riflesso di tessuti sociali sfilacciati, e comunque poco coesi, con i quali dobbiamo seriamente fare i conti. Comunque questa - come ho già detto - deve essere considerata un’attività non solo moralmente appagante ma anche preziosa come apertura verso il mondo del lavoro.

Sappiamo che troppi giovani sono dominati dall’incertezza del futuro, dalla difficoltà di trovare un lavoro qualificato e remunerativo. Ma penso che molti – se avessero potuto ascoltare le testimonianze, le esperienze, le motivazioni, tutte così belle – che noi abbiamo ascoltato qui, comprenderebbero quel che il volontariato può dare a ciascuno di loro e prenderebbero con fiducia questa strada.

Il volontariato guardi a sua volta con fiducia ai giovani. E convinciamoci noi tutti che il volontariato – come ha detto il ministro Sacconi – non è un ambito accessorio della nostra convivenza, ma ne è linfa vitale, e costituisce aggiungo un elemento distintivo della qualità della nostra democrazia e del nostro vivere sociale.

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Oltre noi stessi - Priorità e ruolo del Volontariato nell'Italia delle crisi

Si è conclusa a Falerna (CS) l'8 novembre 2009 l'assemblea nazionale aperta promossa dal MoVI sul tema "Oltre noi stessi. Priorità e scelte del volontariato nell'Italia delle crisi".

Si riporta di seguito il documento programmatico approvato dall'Assemblea.

Falerna, 6-8 novembre 2009

Documento programmatico

 

Insieme  con gli  orientamenti  sulle  priorità  sociali emersi  dai  lavori  assembleari, l’assemblea nazionale aperta del Movimento di Volontariato Italiano ha  approvato  le  seguenti  linee  programmatiche  che rappresentano  il  mandato  che  viene  consegnato  al  nuovo  Comitato Nazionale.

Le linee di organizzazione (punti da 13 a 20) costituiranno il fondamento di una sperimentazione che sarà adottata fino alla Assemblea organizzativa che sarà convocata nel corso del 2010.

 


Costruire percorsi di speranza:
la “missione” del MoVI nel nuovo contesto

1.     Di fronte alle molte contraddizioni e sfide che il tempo presente ci propone, il MoVI si propone di costruire percorsi di speranza.

2.     Vogliamo essere un Movimento radicato nell’azione gratuita e dal basso, che aggrega il volontariato senza potere per essere capaci di dare voce alle persone senza potere che incontriamo nei quartieri, nei paesi e per le strade, nei luoghi di accoglienza, nei centri di aggregazione, nelle periferie che abitiamo. Vogliamo essere capaci di dare valore politico a quella voce. Vogliamo essere un Movimento capace di “dire la verità” sulle ingiustizie, di denunciare le fughe di responsabilità, di abilitare tutti i cittadini alla partecipazione attiva e all’impegno per la difesa e la promozione dei Beni Comuni. Un movimento che difende la Costituzione e i Valori in cui ci riconosciamo pienamente.

3.     Il MoVI trae dalla sua storia e dalla esperienza del volontariato italiano un patrimonio di scelte valoriali che costituiscono il fondamento della sua identità e che non sono in discussione: la gratuità piena, la solidarietà come dovere inderogabile di tutti, la preminenza della dimensione politica rispetto al “fare”, il radicamento nelle comunità, la promozione della giustizia e della cultura della legalità, il rispetto delle differenze, la scelta di stili nonviolenti e la costruzione della pace e della convivenza pacifica tra i popoli e le culture.

4.     Il MoVI intende caratterizzarsi sempre più come un movimento politico federale e leggero del volontariato italiano. Un movimento capace di identificare – a partire dai piccoli gruppi, dall’esperienza “dal basso” delle OdV – le questioni sociali-culturali-politiche emergenti e su esse attivarsi attraverso forme differenti di partecipazione dei gruppi, dei volontari e dei cittadini.

5.     Per questo, ai gruppi interessati a partecipare al Movimento, chiediamo lo “sforzo di pensare” alla vita collettiva del territorio in cui operano, oltre se stessi ed i loro servizi, chiedendosi continuamente – alla luce di ciò che vedono nel loro volontariato di base – quali siano i diritti negati o da promuovere, quali siano le politiche di giustizia da sollecitare, quali siano i modelli di intervento sociale da valorizzare e quali quelli da rivedere.

6.     Ci vogliamo proporre, nella società italiana, come “scuola di partecipazione” e di “formazione della coscienza critica” per ricreare nei nostri territori spazi di partecipazione e di presenza politica, per riavvicinare i cittadini alla politica e all’impegno per la collettività e per la legalità. Questo vogliamo realizzarlo non tanto  creando sovrastrutture o nuovi gravami su gruppi già affaticati ma al contrario valorizzando il ruolo educativo e di testimonianza di ciò che già facciamo, dialogando con gli altri sul territorio e favorendo l’apertura dei nostri gruppi in particolare ai giovani.

7.     Ci prefiggiamo di dialogare e collaborare con cittadini, OdV, terzo settore, imprese, istituzioni, proponendo la nostra rete come uno dei soggetti disponibili ad alleanze e compartecipazione in azioni, campagne e progetti con altre reti e altri mondi che condividono la finalità di promuovere una società solidale, equa e sostenibile.

8.     Vogliamo tornare a mettere al centro della nostra azione l’impegno per il cambiamento sociale e per la rimozione delle cause che generano il disagio, l’esclusione sociale, le ingiustizie, i conflitti, a livello locale, nazionale ed internazionale.

9.     Affermiamo la necessità di una revisione critica dell’intero modello di organizzazione della società a livello planetario: questo ci chiede di dialogare con le molte realtà impegnate per il cambiamento dell’attuale modello di sviluppo e per la promozione di stili di vita e modelli economici etici, sostenibili, rispettosi dell’ambiente e capaci di promuovere una maggiore equità sociale.

10.  Sentiamo l’importanza di tornare a riflettere sui rispettivi ruoli e i confini tra le azioni delle istituzioni e della società civile, in un momento in cui, la riduzione dei livelli di welfare apre spazi di sostituzione delle responsabilità pubbliche, portando molte organizzazioni (di volontariato o meno) sulla strada della gestione di servizi sociali più o meno “pesanti” mettendo in secondo piano le motivazioni che le hanno spinte a nascere.

11.  Pensiamo ad un volontariato che si impegna nei servizi con un ruolo chiaramente complementare alle istituzioni o al più per sperimentare modalità innovative o rispondere ad emergenze (funzione di anticipazione). Nuove modalità di gestione condivisa e di corresponsabilità (sussidiarietà) non devono essere la scusa per derogare a responsabilità istituzionali o ancor peggio per scaricare i costi della crisi economica su ammortizzatori sociali a basso costo.

12.  Ci interroga la crescente frammentazione del volontariato, lo svuotamento dei luoghi di rappresentanza a volte ridotti a strumenti di auto-tutela di interessi delle organizzazioni, invece che di promozione dei diritti dei cittadini (specie i più deboli). Il MoVI intende promuovere spazi di incontro e aggregazione per rinforzare il ruolo di  coscienza critica e di innovazione sociale del volontariato, e la sua capacità di agire politicamente al di là della dimensione della singola organizzazione.

Quale organizzazione per il MoVI                                  

Alcune linee

13.  La scelta di essere un Movimento si esplica per noi nel proporre la condivisione di valori, visioni e di obiettivi come elemento di aggregazione alternativo ad un’appartenenza forte e ad un’organizzazione rigida ed eccessivamente strutturata. Questo implica la necessità di un continuo investimento per  “coltivare” la nostra identità e l’aggregazione, attraverso la formazione e la comunicazione interna ed esterna, nello sforzo prioritario di rappresentare visioni politiche e scelte strategiche coerenti con quanto i gruppi di base percepiscono nella propria esperienza quotidiana.

14.  Il Movimento esiste solo se i gruppi scelgono di dotarsene come strumento considerato utile all’esercizio del loro ruolo politico. Coloro che di volta in volta sono chiamati a governarne i processi a tutti i livelli, sono responsabilizzati a tenere viva la “voglia di movimento”, attraverso una costante interpretazione delle sensibilità e delle scelte dei gruppi e identificando obiettivi comuni aggreganti e motivanti. Perché queste due cose “funzionino” come volontari abbiamo bisogno di meccanismi efficaci per individuare priorità, far emergere e fare sintesi di visioni e analisi della realtà a partire dal basso, sostenere la nascita di azioni e programmi ampi, credibili.

15.  Siamo un movimento Federale che valorizza l’autonomia dei territori, nella loro dimensione regionale e locale. È una scelta consolidata del MoVI, da preservare, consentendo a ciascun territorio di definire la forma organizzativa e l’articolazione territoriale più adeguata alla specifica situazione. Il MoVI come movimento federale si costruisce come aggregazione dal basso di gruppi di volontariato che si danno luoghi comuni di azione i quali, a loro volta, si associano liberamente a livello regionale in federazioni che costituiscono, insieme, la federazione nazionale.

16.  Aggregazione ed elaborazione dal basso. Nessun obiettivo, nessuna strategia nel MoVI può nascere dall’alto, da pensatori illuminati o da “politici del volontariato” di professione. Obiettivi e scelte operative del livello nazionale dovranno derivare dalla conoscenza, confronto e condivisione delle scelte e delle priorità definite nei territori. Il Movimento si dovrà dotare di strumenti e modalità operative utili a render effettivo questo processo partecipativo.

17.  Un Movimento Nazionale a guida plurale. Decidiamo di non affidare il MoVI a leader carismatici e accentratori. Promuoviamo, invece una reale collegialità degli organismi per distribuire carichi di lavoro e impegni e per valorizzare la molteplicità di competenze e di risorse, favorendo una responsabilizzazione ampia e condivisa di tutte le persone e le strutture che sono disponibili a dedicare tempo ed energie al Movimento. Collegialità che implica una buona comunicazione interna, una reale gestione democratica e partecipata, trasparenza e efficace comunicazione con i territori e con l’esterno.

18.  Una struttura operativa leggera. Come movimento nazionale abbiamo bisogno di dotarci di un’organizzazione efficace e di adeguati supporti all’impegno dei volontari, anche – ma non necessariamente – professionali. La struttura operativa dovrà essere leggera e cercare le risorse per il suo sostentamento negli organismi a  questo deputati (CSV e L266) oltre che con forme di auto-finanziamento o la ricerca di fondi, seguendo criteri di eticità, trasparenza e rispetto dell’autonomia del Movimento. Sarà possibile eventualmente delegare alcune funzioni operative Nazionali alle Segreterie Regionali.

19.  Comunicazione interna. È una funzione essenziale alla coesione e ai processi partecipativi e di sintesi per un movimento leggero e flessibile. Funzione che ha bisogno di stabilità per garantire la possibilità di un flusso costante dal livello locale verso il nazionale e viceversa e fra le diverse esperienze locali. Molto, se non tutto, potrà essere fatto utilizzando le potenzialità di internet, gestito mediante un sito dinamico, aggiornabile sia dal livello nazionale che dai diversi livelli regionali e locali, che preveda aree informative (iniziative, attività in essere, esperienze, buone e cattive prassi…) ed aree di elaborazione tematica partecipata ( “cantieri” permanenti o “laboratorio”). Dotatici di un buono strumento collettivo, esso potrà essere reso vivo dall’apporto di tutti i partecipanti al Movimento.

20.  Formazione Altra funzione essenziale è la formazione (politica, identitaria e metodologica), finalizzata allo sviluppo di linguaggi e strumenti interpretativi comuni ed al rafforzamento dell’identità. Naturalmente, tale formazione dovrà essere pensata prevalentemente a livello regionale e locale ed avere anche alcuni momenti nazionali.

Oltre noi stessi - Priorità e ruolo del Volontariato nell'Italia delle crisi

Si è conclusa a Falerna (CS) l'8 novembre 2009 l'assemblea nazionale aperta promossa dal MoVI sul tema "Oltre noi stessi. Priorità e scelte del volontariato nell'Italia delle crisi".

Si riporta di seguito il documento programmatico approvato dall'Assemblea.

Falerna, 6-8 novembre 2009

Documento programmatico

 

Insieme  con gli  orientamenti  sulle  priorità  sociali emersi  dai  lavori  assembleari, l’assemblea nazionale aperta del Movimento di Volontariato Italiano ha  approvato  le  seguenti  linee  programmatiche  che rappresentano  il  mandato  che  viene  consegnato  al  nuovo  Comitato Nazionale.

Le linee di organizzazione (punti da 13 a 20) costituiranno il fondamento di una sperimentazione che sarà adottata fino alla Assemblea organizzativa che sarà convocata nel corso del 2010.

 


Costruire percorsi di speranza:
la “missione” del MoVI nel nuovo contesto

1.     Di fronte alle molte contraddizioni e sfide che il tempo presente ci propone, il MoVI si propone di costruire percorsi di speranza.

2.     Vogliamo essere un Movimento radicato nell’azione gratuita e dal basso, che aggrega il volontariato senza potere per essere capaci di dare voce alle persone senza potere che incontriamo nei quartieri, nei paesi e per le strade, nei luoghi di accoglienza, nei centri di aggregazione, nelle periferie che abitiamo. Vogliamo essere capaci di dare valore politico a quella voce. Vogliamo essere un Movimento capace di “dire la verità” sulle ingiustizie, di denunciare le fughe di responsabilità, di abilitare tutti i cittadini alla partecipazione attiva e all’impegno per la difesa e la promozione dei Beni Comuni. Un movimento che difende la Costituzione e i Valori in cui ci riconosciamo pienamente.

3.     Il MoVI trae dalla sua storia e dalla esperienza del volontariato italiano un patrimonio di scelte valoriali che costituiscono il fondamento della sua identità e che non sono in discussione: la gratuità piena, la solidarietà come dovere inderogabile di tutti, la preminenza della dimensione politica rispetto al “fare”, il radicamento nelle comunità, la promozione della giustizia e della cultura della legalità, il rispetto delle differenze, la scelta di stili nonviolenti e la costruzione della pace e della convivenza pacifica tra i popoli e le culture.

4.     Il MoVI intende caratterizzarsi sempre più come un movimento politico federale e leggero del volontariato italiano. Un movimento capace di identificare – a partire dai piccoli gruppi, dall’esperienza “dal basso” delle OdV – le questioni sociali-culturali-politiche emergenti e su esse attivarsi attraverso forme differenti di partecipazione dei gruppi, dei volontari e dei cittadini.

5.     Per questo, ai gruppi interessati a partecipare al Movimento, chiediamo lo “sforzo di pensare” alla vita collettiva del territorio in cui operano, oltre se stessi ed i loro servizi, chiedendosi continuamente – alla luce di ciò che vedono nel loro volontariato di base – quali siano i diritti negati o da promuovere, quali siano le politiche di giustizia da sollecitare, quali siano i modelli di intervento sociale da valorizzare e quali quelli da rivedere.

6.     Ci vogliamo proporre, nella società italiana, come “scuola di partecipazione” e di “formazione della coscienza critica” per ricreare nei nostri territori spazi di partecipazione e di presenza politica, per riavvicinare i cittadini alla politica e all’impegno per la collettività e per la legalità. Questo vogliamo realizzarlo non tanto  creando sovrastrutture o nuovi gravami su gruppi già affaticati ma al contrario valorizzando il ruolo educativo e di testimonianza di ciò che già facciamo, dialogando con gli altri sul territorio e favorendo l’apertura dei nostri gruppi in particolare ai giovani.

7.     Ci prefiggiamo di dialogare e collaborare con cittadini, OdV, terzo settore, imprese, istituzioni, proponendo la nostra rete come uno dei soggetti disponibili ad alleanze e compartecipazione in azioni, campagne e progetti con altre reti e altri mondi che condividono la finalità di promuovere una società solidale, equa e sostenibile.

8.     Vogliamo tornare a mettere al centro della nostra azione l’impegno per il cambiamento sociale e per la rimozione delle cause che generano il disagio, l’esclusione sociale, le ingiustizie, i conflitti, a livello locale, nazionale ed internazionale.

9.     Affermiamo la necessità di una revisione critica dell’intero modello di organizzazione della società a livello planetario: questo ci chiede di dialogare con le molte realtà impegnate per il cambiamento dell’attuale modello di sviluppo e per la promozione di stili di vita e modelli economici etici, sostenibili, rispettosi dell’ambiente e capaci di promuovere una maggiore equità sociale.

10.  Sentiamo l’importanza di tornare a riflettere sui rispettivi ruoli e i confini tra le azioni delle istituzioni e della società civile, in un momento in cui, la riduzione dei livelli di welfare apre spazi di sostituzione delle responsabilità pubbliche, portando molte organizzazioni (di volontariato o meno) sulla strada della gestione di servizi sociali più o meno “pesanti” mettendo in secondo piano le motivazioni che le hanno spinte a nascere.

11.  Pensiamo ad un volontariato che si impegna nei servizi con un ruolo chiaramente complementare alle istituzioni o al più per sperimentare modalità innovative o rispondere ad emergenze (funzione di anticipazione). Nuove modalità di gestione condivisa e di corresponsabilità (sussidiarietà) non devono essere la scusa per derogare a responsabilità istituzionali o ancor peggio per scaricare i costi della crisi economica su ammortizzatori sociali a basso costo.

12.  Ci interroga la crescente frammentazione del volontariato, lo svuotamento dei luoghi di rappresentanza a volte ridotti a strumenti di auto-tutela di interessi delle organizzazioni, invece che di promozione dei diritti dei cittadini (specie i più deboli). Il MoVI intende promuovere spazi di incontro e aggregazione per rinforzare il ruolo di  coscienza critica e di innovazione sociale del volontariato, e la sua capacità di agire politicamente al di là della dimensione della singola organizzazione.

Quale organizzazione per il MoVI                                  

Alcune linee

13.  La scelta di essere un Movimento si esplica per noi nel proporre la condivisione di valori, visioni e di obiettivi come elemento di aggregazione alternativo ad un’appartenenza forte e ad un’organizzazione rigida ed eccessivamente strutturata. Questo implica la necessità di un continuo investimento per  “coltivare” la nostra identità e l’aggregazione, attraverso la formazione e la comunicazione interna ed esterna, nello sforzo prioritario di rappresentare visioni politiche e scelte strategiche coerenti con quanto i gruppi di base percepiscono nella propria esperienza quotidiana.

14.  Il Movimento esiste solo se i gruppi scelgono di dotarsene come strumento considerato utile all’esercizio del loro ruolo politico. Coloro che di volta in volta sono chiamati a governarne i processi a tutti i livelli, sono responsabilizzati a tenere viva la “voglia di movimento”, attraverso una costante interpretazione delle sensibilità e delle scelte dei gruppi e identificando obiettivi comuni aggreganti e motivanti. Perché queste due cose “funzionino” come volontari abbiamo bisogno di meccanismi efficaci per individuare priorità, far emergere e fare sintesi di visioni e analisi della realtà a partire dal basso, sostenere la nascita di azioni e programmi ampi, credibili.

15.  Siamo un movimento Federale che valorizza l’autonomia dei territori, nella loro dimensione regionale e locale. È una scelta consolidata del MoVI, da preservare, consentendo a ciascun territorio di definire la forma organizzativa e l’articolazione territoriale più adeguata alla specifica situazione. Il MoVI come movimento federale si costruisce come aggregazione dal basso di gruppi di volontariato che si danno luoghi comuni di azione i quali, a loro volta, si associano liberamente a livello regionale in federazioni che costituiscono, insieme, la federazione nazionale.

16.  Aggregazione ed elaborazione dal basso. Nessun obiettivo, nessuna strategia nel MoVI può nascere dall’alto, da pensatori illuminati o da “politici del volontariato” di professione. Obiettivi e scelte operative del livello nazionale dovranno derivare dalla conoscenza, confronto e condivisione delle scelte e delle priorità definite nei territori. Il Movimento si dovrà dotare di strumenti e modalità operative utili a render effettivo questo processo partecipativo.

17.  Un Movimento Nazionale a guida plurale. Decidiamo di non affidare il MoVI a leader carismatici e accentratori. Promuoviamo, invece una reale collegialità degli organismi per distribuire carichi di lavoro e impegni e per valorizzare la molteplicità di competenze e di risorse, favorendo una responsabilizzazione ampia e condivisa di tutte le persone e le strutture che sono disponibili a dedicare tempo ed energie al Movimento. Collegialità che implica una buona comunicazione interna, una reale gestione democratica e partecipata, trasparenza e efficace comunicazione con i territori e con l’esterno.

18.  Una struttura operativa leggera. Come movimento nazionale abbiamo bisogno di dotarci di un’organizzazione efficace e di adeguati supporti all’impegno dei volontari, anche – ma non necessariamente – professionali. La struttura operativa dovrà essere leggera e cercare le risorse per il suo sostentamento negli organismi a  questo deputati (CSV e L266) oltre che con forme di auto-finanziamento o la ricerca di fondi, seguendo criteri di eticità, trasparenza e rispetto dell’autonomia del Movimento. Sarà possibile eventualmente delegare alcune funzioni operative Nazionali alle Segreterie Regionali.

19.  Comunicazione interna. È una funzione essenziale alla coesione e ai processi partecipativi e di sintesi per un movimento leggero e flessibile. Funzione che ha bisogno di stabilità per garantire la possibilità di un flusso costante dal livello locale verso il nazionale e viceversa e fra le diverse esperienze locali. Molto, se non tutto, potrà essere fatto utilizzando le potenzialità di internet, gestito mediante un sito dinamico, aggiornabile sia dal livello nazionale che dai diversi livelli regionali e locali, che preveda aree informative (iniziative, attività in essere, esperienze, buone e cattive prassi…) ed aree di elaborazione tematica partecipata ( “cantieri” permanenti o “laboratorio”). Dotatici di un buono strumento collettivo, esso potrà essere reso vivo dall’apporto di tutti i partecipanti al Movimento.

20.  Formazione Altra funzione essenziale è la formazione (politica, identitaria e metodologica), finalizzata allo sviluppo di linguaggi e strumenti interpretativi comuni ed al rafforzamento dell’identità. Naturalmente, tale formazione dovrà essere pensata prevalentemente a livello regionale e locale ed avere anche alcuni momenti nazionali.

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Formidale - Al via le attività di formazione e aggiornamento dei volontari della Sardegna

Prende avvio il piano di formazione e aggiornamento dei volontari della Sardegna denominato "Formidale". Sono tre i binari che segnano il percorso: la formazione di base, la formazione in partnership e la formazione di eccellenza.

La formazione di base parte con il Corso di "Cagliari 1" previsto per il 10 e 11 ottobre 2009. Le iscrizioni scadono il 05 ottobre 2009 e vanno effettuate con l'apposita scheda.

Nella sezione "documentazione" e nella sezione "bandi e progetti" di questo sito sono disponibili i materiali relativi al Piano Formidale (schede di presentazione, calendario, scadenza iscrizioni e schede di iscrizione).

Per info

Numero Verde 800 150 440

e-mail csv@sardegnasolidale.it

Formidale - Al via le attività di formazione e aggiornamento dei volontari della Sardegna

Prende avvio il piano di formazione e aggiornamento dei volontari della Sardegna denominato "Formidale". Sono tre i binari che segnano il percorso: la formazione di base, la formazione in partnership e la formazione di eccellenza.

La formazione di base parte con il Corso di "Cagliari 1" previsto per il 10 e 11 ottobre 2009. Le iscrizioni scadono il 05 ottobre 2009 e vanno effettuate con l'apposita scheda.

Nella sezione "documentazione" e nella sezione "bandi e progetti" di questo sito sono disponibili i materiali relativi al Piano Formidale (schede di presentazione, calendario, scadenza iscrizioni e schede di iscrizione).

Per info

Numero Verde 800 150 440

e-mail csv@sardegnasolidale.it

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Il futuro del Volontariato

COINVOLGERE I GIOVANI, LE ISTITUZIONI E LAVORARE IN RETE: LE PRIORITA’ DEI VOLONTARI ITALIANI

La Fondazione “E. Zancan” presenta la prima indagine nazionale su cosa i volontari pensano della propria attività

Sono circa un milione e 125mila i volontari attivi in Italia riuniti in oltre 35mila associazioni, secondo i dati della Quarta Rilevazione Fivol (Fondazione italiana per il volontariato, anno 2006). Sono dunque fitte le fila dell’esercito pacifico di persone quotidianamente impegnate ad aiutare gli altri. Eppure le loro voci sono silenziose, inascoltate perché nessuno finora aveva chiesto loro un’opinione sulle attività che svolgono, su come vedono il futuro del volontariato, sui suoi pregi e difetti. A colmare questa lacuna ci ha pensato la Fondazione “E. Zancan” onlus di Padova, che presenta oggi la prima ricerca nazionale che coinvolge direttamente i volontari. Lo studio, dal titolo “Il futuro del volontariato”, è stato realizzato somministrando approfonditi questionari a 1.424 persone. Sono state selezionate grazie alla collaborazione di Csvnet, dei Centri servizio per il Volontariato e di numerose associazioni coinvolte direttamente dalla Fondazione. Questo ha reso possibile un campionamento dei volontari rappresentativo di tutto il territorio nazionale.

 

I PRIMI RISULTATI DELL’INDAGINE

Nel complesso, la ricerca mette in luce come i volontari non percepiscano una crisi dei propri valori identitari: le motivazioni etiche, gli obiettivi di carattere comunitario, i valori di gratuità e solidarietà sono coltivati. I volontari credono nel loro ruolo di anticipazione dei nuovi bisogni, integrazione e miglioramento dei servizi esistenti, promozione e tutela dei diritti dei più deboli. Tuttavia, sono anche consapevoli che esistono numerose difficoltà nel portare avanti i loro valori. Tra queste, l’assenza di collaborazione tra le associazioni (41% di risposte “Molto/Moltissimo d’accordo”), l’eccessivo carico burocratico e amministrativo (30%), il non facile rapporto con le istituzioni e la difficoltà nel diffondere la cultura della solidarietà in un mondo in cui prevale l’egoismo e infine i problemi di coinvolgimento di nuovi volontari, soprattutto i giovani.

Nel dettaglio, la mancanza di lavoro di rete tra organizzazioni di volontariato è vista come un limite al ruolo anticipatore di risposte ai nuovi bisogni (30%) e al contempo l’incapacità di coordinarsi e di esprimere una rappresentanza unitaria sono considerati fattori che indeboliscono mettono in crisi il ruolo “politico” del volontariato (40% di risposte “Molto/Moltissimo”). La questione dei vincoli burocratici ritorna più volte: è diffusa infatti l’opinione che ci siano eccessivi lacci burocratici posti dai soggetti finanziatori (32%). Particolarmente complesso e contraddittorio risulta anche il rapporto con le istituzioni: i volontari pensano infatti di essere in grado di orientare l’attenzione verso i più deboli, tuttavia non riescono a controllare e a stimolare le istituzioni affinché si assumano le proprie responsabilità (54%). Nel rapporto con gli enti pubblici, poi, i volontari denunciano la mancanza di rispetto per l’identità del volontariato (41% di risposte “Molto/Moltissimo”), la confusione nei ruoli e nei compiti (31%) e il pericolo che il volontariato si sostituisca alle istituzioni pubbliche nel garantire i servizi essenziali e i diritti delle persone (33%). Emerge inoltre la difficoltà a promuovere momenti di programmazione (50%) e il rischio di essere strumentalizzati pur di ottenere finanziamenti (39%).

Traspare anche una certa consapevolezza del fatto che il volontariato non riesce a coinvolgere i giovani. Le motivazioni principali, a detta dei volontari, stanno nel fatto che la scuola non promuove la partecipazione a esperienze di gratuità (50% di risposte “Molto/Moltissimo”) e che i giovani sono indifferenti o rassegnati di fronte alle scelte politiche (42%). Inoltre, la precarietà del lavoro è un fattore che non facilita forme di volontariato continuativo (44%).

Infine, i volontari denunciano, nel complesso, la mancanza di risorse economiche sufficienti per la loro azione gratuita (58%) e la mancanza di un volontariato ‘professionale’ (cioè fatto di professionisti) all’interno del volontariato (44%), che ostacolano il passaggio dall’affermazione dei principi ad azioni efficaci.

 

La ricerca non considera solo i problemi, ma anche le potenzialità e le aree di investimento che possono favorire lo sviluppo del volontariato nei prossimi anni. Per quanto riguarda le priorità di investimento, i volontari segnalano in particolare la necessità di diffondere una cultura della solidarietà e della cittadinanza responsabile (indice di priorità 0.91, dove in una scala da 0 a 1, 0 è la priorità minima e 1 la massima ) e di coinvolgere le nuove generazioni in attività di volontariato (0.90), mantenendo saldo il contenuto che qualifica l’azione, ovvero la relazione tra persone (0.87). Viene sottolineata inoltre l’importanza, per il volontariato, di essere portavoce delle esigenze dei più deboli (0.84)e di saper comunicare le proprie azioni informando sulle proprie attività (0.83) e partecipando con le istituzioni alla programmazione dei servizi e all’elaborazione di progetti di interesse sociale (0.83). Un’ulteriore area di investimento è identificata nell’esigenza di nuove forme di collaborazione anche con gli altri enti del terzo settore, finalizzate su bisogni specifici, per meglio rispondere ai bisogni del territorio (0.78).

 

ALCUNI COMMENTI.

La domanda che dà il titolo alla ricerca ‘Il futuro del volontariato’ è volutamente provocatoria – spiega il direttore scientifico della Fondazione, Tiziano Vecchiato –. Non c’è dubbio infatti che l’impegno volontario per gli altri avrà un futuro, ma siamo certi che focalizzare i punti di forza e di debolezza servirà a guardare avanti con maggiore consapevolezza e vigore strategico”.

È per questo che si è deciso per la prima volta in Italia di dare la parola a quelle persone che ogni giorno si impegnano per gli altri. L’approccio è volutamente quali-quantitativo, mira cioè a indagare le percezioni e i pensieri dei volontari. Il periodo della rilevazione è quello della primavera-estate 2009. Sono stati interpellati i 77 Csv italiani, ottenendo la fattiva collaborazione di 33. C’è stato inoltre il coinvolgimento diretto di altrettante associazioni di diverse dimensioni e si è aggiunta la collaborazione dei sindacati per coinvolgere le associazioni che vi gravitano intorno. “I risultati sono stati molto positivi perché abbiamo trovato un campione non solo interessato a esprimere le proprie idee ma anche molto collaborativo – continua Vecchiato –: bastii pensare che per compilare il questionario on line ci voleva oltre mezz’ora di tempo e nonostante non fosse una procedura breve è stata portata a termine con molta accuratezza”. Grazie a un sistema di password, è stato possibile garantire l’anonimato a tutti gli intervistati.

“Abbiamo voluto questa indagine perché avevamo l’impressione che il volontariato fosse in crisi – sottolinea il presidente della Fondazione, Giuseppe Pasini –. Infatti riscontravamo il calo numerico dei volontari, la mancanza di apporto giovanile, una sorta di ‘inquinamento’ dell’azione volontaria (con l’introduzione di compensi sottoforma di rimborsi spese) e una crescente incertezza sui valori stessi del volontariato. Dall’indagine è emerso però che i diretti interessati, pur riconoscendo alcuni problemi, non ritengono ci sia effettivamente una crisi. Questo significa da un lato che non tengono abbastanza conto delle contraddizioni presenti nel mondo in cui vivono perché non si possono negare delle criticità esistenti ed evidenti, dall’altro che c’è scarsa autocritica, poiché si tende ad attribuire all’esterno le colpe per i problemi che sono anche interni al volontariato, uno su tutti lo scarso interesse delle nuove generazioni”.   

La Fondazione Zancan da sempre dedica interesse ed energie all’approfondimento delle condizioni in cui versa il volontariato, tanto che fu proprio la Fondazione a organizzare, insieme alla Caritas, la prima “Conferenza italiana sul volontariato” nel 1975. Da allora fino al 2004 sono stati 16 i seminari di studio dedicati a questo tema. Oggi con la ricerca presentata si apre un nuovo capitolo, con l’obiettivo di ripetere annualmente delle indagini finalizzate ad analizzare questa esperienza di vita, approfondendone i diversi aspetti, proponendo chiavi di lettura e mettendo a disposizione dei volontari una base di conoscenza utile per migliorare il futuro del volontariato.

Un’ulteriore chiave di lettura è fornita dal presidente di Csvnet (Coordinamento dei centri servizio per il volontariato) Marco Granelli, secondo cui “i risultati della ricerca indicano una complessità del mondo del volontariato che è anche indice di grande vitalità dei volontari di base, che desiderano avere un ruolo politico e di cambiamento. La cosa difficile ora è costruire delle modalità per facilitare questo ruolo attraverso strumenti che siano di democrazia e partecipazione, ma che siano anche efficaci”. E sul ruolo dei Csv sottolinea: “Emerge il desiderio di partecipare maggiormente alla programmazione da parte delle organizzazioni di volontariato. Questo è un segno positivo su cui Csvnet intende lavorare, a partire da alcune eccellenze già presenti”.

I risultati completi dell’indagine saranno disponibili a breve, non appena sarà concluso il rapporto di ricerca che metterà a confronto i diversi giudizi dei volontari, tenendo conto delle loro esperienze sul campo nelle diverse aree in cui operano: attività educative e di formazione, ambito socio-assistenziale e sanitario, donazione di sangue, protezione civile e soccorso, tutela e promozione dei diritti, solidarietà internazionale, tutela del patrimonio ambientale e animale,  attività ricreative e/o sportive, tutela del patrimonio artistico e culturale.

 

 

Per informazioni:

Ufficio stampa Fondazione E. Zancan

ufficiostampa@fondazionezancan.it 

Il futuro del Volontariato

COINVOLGERE I GIOVANI, LE ISTITUZIONI E LAVORARE IN RETE: LE PRIORITA’ DEI VOLONTARI ITALIANI

La Fondazione “E. Zancan” presenta la prima indagine nazionale su cosa i volontari pensano della propria attività

Sono circa un milione e 125mila i volontari attivi in Italia riuniti in oltre 35mila associazioni, secondo i dati della Quarta Rilevazione Fivol (Fondazione italiana per il volontariato, anno 2006). Sono dunque fitte le fila dell’esercito pacifico di persone quotidianamente impegnate ad aiutare gli altri. Eppure le loro voci sono silenziose, inascoltate perché nessuno finora aveva chiesto loro un’opinione sulle attività che svolgono, su come vedono il futuro del volontariato, sui suoi pregi e difetti. A colmare questa lacuna ci ha pensato la Fondazione “E. Zancan” onlus di Padova, che presenta oggi la prima ricerca nazionale che coinvolge direttamente i volontari. Lo studio, dal titolo “Il futuro del volontariato”, è stato realizzato somministrando approfonditi questionari a 1.424 persone. Sono state selezionate grazie alla collaborazione di Csvnet, dei Centri servizio per il Volontariato e di numerose associazioni coinvolte direttamente dalla Fondazione. Questo ha reso possibile un campionamento dei volontari rappresentativo di tutto il territorio nazionale.

 

I PRIMI RISULTATI DELL’INDAGINE

Nel complesso, la ricerca mette in luce come i volontari non percepiscano una crisi dei propri valori identitari: le motivazioni etiche, gli obiettivi di carattere comunitario, i valori di gratuità e solidarietà sono coltivati. I volontari credono nel loro ruolo di anticipazione dei nuovi bisogni, integrazione e miglioramento dei servizi esistenti, promozione e tutela dei diritti dei più deboli. Tuttavia, sono anche consapevoli che esistono numerose difficoltà nel portare avanti i loro valori. Tra queste, l’assenza di collaborazione tra le associazioni (41% di risposte “Molto/Moltissimo d’accordo”), l’eccessivo carico burocratico e amministrativo (30%), il non facile rapporto con le istituzioni e la difficoltà nel diffondere la cultura della solidarietà in un mondo in cui prevale l’egoismo e infine i problemi di coinvolgimento di nuovi volontari, soprattutto i giovani.

Nel dettaglio, la mancanza di lavoro di rete tra organizzazioni di volontariato è vista come un limite al ruolo anticipatore di risposte ai nuovi bisogni (30%) e al contempo l’incapacità di coordinarsi e di esprimere una rappresentanza unitaria sono considerati fattori che indeboliscono mettono in crisi il ruolo “politico” del volontariato (40% di risposte “Molto/Moltissimo”). La questione dei vincoli burocratici ritorna più volte: è diffusa infatti l’opinione che ci siano eccessivi lacci burocratici posti dai soggetti finanziatori (32%). Particolarmente complesso e contraddittorio risulta anche il rapporto con le istituzioni: i volontari pensano infatti di essere in grado di orientare l’attenzione verso i più deboli, tuttavia non riescono a controllare e a stimolare le istituzioni affinché si assumano le proprie responsabilità (54%). Nel rapporto con gli enti pubblici, poi, i volontari denunciano la mancanza di rispetto per l’identità del volontariato (41% di risposte “Molto/Moltissimo”), la confusione nei ruoli e nei compiti (31%) e il pericolo che il volontariato si sostituisca alle istituzioni pubbliche nel garantire i servizi essenziali e i diritti delle persone (33%). Emerge inoltre la difficoltà a promuovere momenti di programmazione (50%) e il rischio di essere strumentalizzati pur di ottenere finanziamenti (39%).

Traspare anche una certa consapevolezza del fatto che il volontariato non riesce a coinvolgere i giovani. Le motivazioni principali, a detta dei volontari, stanno nel fatto che la scuola non promuove la partecipazione a esperienze di gratuità (50% di risposte “Molto/Moltissimo”) e che i giovani sono indifferenti o rassegnati di fronte alle scelte politiche (42%). Inoltre, la precarietà del lavoro è un fattore che non facilita forme di volontariato continuativo (44%).

Infine, i volontari denunciano, nel complesso, la mancanza di risorse economiche sufficienti per la loro azione gratuita (58%) e la mancanza di un volontariato ‘professionale’ (cioè fatto di professionisti) all’interno del volontariato (44%), che ostacolano il passaggio dall’affermazione dei principi ad azioni efficaci.

 

La ricerca non considera solo i problemi, ma anche le potenzialità e le aree di investimento che possono favorire lo sviluppo del volontariato nei prossimi anni. Per quanto riguarda le priorità di investimento, i volontari segnalano in particolare la necessità di diffondere una cultura della solidarietà e della cittadinanza responsabile (indice di priorità 0.91, dove in una scala da 0 a 1, 0 è la priorità minima e 1 la massima ) e di coinvolgere le nuove generazioni in attività di volontariato (0.90), mantenendo saldo il contenuto che qualifica l’azione, ovvero la relazione tra persone (0.87). Viene sottolineata inoltre l’importanza, per il volontariato, di essere portavoce delle esigenze dei più deboli (0.84)e di saper comunicare le proprie azioni informando sulle proprie attività (0.83) e partecipando con le istituzioni alla programmazione dei servizi e all’elaborazione di progetti di interesse sociale (0.83). Un’ulteriore area di investimento è identificata nell’esigenza di nuove forme di collaborazione anche con gli altri enti del terzo settore, finalizzate su bisogni specifici, per meglio rispondere ai bisogni del territorio (0.78).

 

ALCUNI COMMENTI.

La domanda che dà il titolo alla ricerca ‘Il futuro del volontariato’ è volutamente provocatoria – spiega il direttore scientifico della Fondazione, Tiziano Vecchiato –. Non c’è dubbio infatti che l’impegno volontario per gli altri avrà un futuro, ma siamo certi che focalizzare i punti di forza e di debolezza servirà a guardare avanti con maggiore consapevolezza e vigore strategico”.

È per questo che si è deciso per la prima volta in Italia di dare la parola a quelle persone che ogni giorno si impegnano per gli altri. L’approccio è volutamente quali-quantitativo, mira cioè a indagare le percezioni e i pensieri dei volontari. Il periodo della rilevazione è quello della primavera-estate 2009. Sono stati interpellati i 77 Csv italiani, ottenendo la fattiva collaborazione di 33. C’è stato inoltre il coinvolgimento diretto di altrettante associazioni di diverse dimensioni e si è aggiunta la collaborazione dei sindacati per coinvolgere le associazioni che vi gravitano intorno. “I risultati sono stati molto positivi perché abbiamo trovato un campione non solo interessato a esprimere le proprie idee ma anche molto collaborativo – continua Vecchiato –: bastii pensare che per compilare il questionario on line ci voleva oltre mezz’ora di tempo e nonostante non fosse una procedura breve è stata portata a termine con molta accuratezza”. Grazie a un sistema di password, è stato possibile garantire l’anonimato a tutti gli intervistati.

“Abbiamo voluto questa indagine perché avevamo l’impressione che il volontariato fosse in crisi – sottolinea il presidente della Fondazione, Giuseppe Pasini –. Infatti riscontravamo il calo numerico dei volontari, la mancanza di apporto giovanile, una sorta di ‘inquinamento’ dell’azione volontaria (con l’introduzione di compensi sottoforma di rimborsi spese) e una crescente incertezza sui valori stessi del volontariato. Dall’indagine è emerso però che i diretti interessati, pur riconoscendo alcuni problemi, non ritengono ci sia effettivamente una crisi. Questo significa da un lato che non tengono abbastanza conto delle contraddizioni presenti nel mondo in cui vivono perché non si possono negare delle criticità esistenti ed evidenti, dall’altro che c’è scarsa autocritica, poiché si tende ad attribuire all’esterno le colpe per i problemi che sono anche interni al volontariato, uno su tutti lo scarso interesse delle nuove generazioni”.   

La Fondazione Zancan da sempre dedica interesse ed energie all’approfondimento delle condizioni in cui versa il volontariato, tanto che fu proprio la Fondazione a organizzare, insieme alla Caritas, la prima “Conferenza italiana sul volontariato” nel 1975. Da allora fino al 2004 sono stati 16 i seminari di studio dedicati a questo tema. Oggi con la ricerca presentata si apre un nuovo capitolo, con l’obiettivo di ripetere annualmente delle indagini finalizzate ad analizzare questa esperienza di vita, approfondendone i diversi aspetti, proponendo chiavi di lettura e mettendo a disposizione dei volontari una base di conoscenza utile per migliorare il futuro del volontariato.

Un’ulteriore chiave di lettura è fornita dal presidente di Csvnet (Coordinamento dei centri servizio per il volontariato) Marco Granelli, secondo cui “i risultati della ricerca indicano una complessità del mondo del volontariato che è anche indice di grande vitalità dei volontari di base, che desiderano avere un ruolo politico e di cambiamento. La cosa difficile ora è costruire delle modalità per facilitare questo ruolo attraverso strumenti che siano di democrazia e partecipazione, ma che siano anche efficaci”. E sul ruolo dei Csv sottolinea: “Emerge il desiderio di partecipare maggiormente alla programmazione da parte delle organizzazioni di volontariato. Questo è un segno positivo su cui Csvnet intende lavorare, a partire da alcune eccellenze già presenti”.

I risultati completi dell’indagine saranno disponibili a breve, non appena sarà concluso il rapporto di ricerca che metterà a confronto i diversi giudizi dei volontari, tenendo conto delle loro esperienze sul campo nelle diverse aree in cui operano: attività educative e di formazione, ambito socio-assistenziale e sanitario, donazione di sangue, protezione civile e soccorso, tutela e promozione dei diritti, solidarietà internazionale, tutela del patrimonio ambientale e animale,  attività ricreative e/o sportive, tutela del patrimonio artistico e culturale.

 

 

Per informazioni:

Ufficio stampa Fondazione E. Zancan

ufficiostampa@fondazionezancan.it 

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Pubblicato il bando per la progettazione sociale

Pubblicato dalla Commissione paritetica Regionale Co.Ge.-CSV, in data 18 luglio 2009, il Bando per la Progettazione Sociale, dopo la definitiva approvazione da parte della Commissione Nazionale.

Il Bando, con i relativi allegati, è disponibile nella Sezione "bandi e progetti" di questo portale e nel sito internet del Co.Ge. Sardegna.

La presentazione dei Progetti scade il 30 settembre 2009.

Pubblicato il bando per la progettazione sociale

Pubblicato dalla Commissione paritetica Regionale Co.Ge.-CSV, in data 18 luglio 2009, il Bando per la Progettazione Sociale, dopo la definitiva approvazione da parte della Commissione Nazionale.

Il Bando, con i relativi allegati, è disponibile nella Sezione "bandi e progetti" di questo portale e nel sito internet del Co.Ge. Sardegna.

La presentazione dei Progetti scade il 30 settembre 2009.

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Conclusa l'iniziativa "Il CSV Sardegna Solidale incontra le Associazioni di Volontariato della Sardegna"

Si è conclusa il 05 agosto a Nuoro l'iniziativa "Il CSV incontra le OdV del territorio". Partito il 29 giugno 2009 da Ozieri, il "tour" del CSV Sardegna Solidale per incontrare le Associazioni di Volontariato della Sardegna ha toccato 30 tappe.

L’iniziativa - nata dall’esigenza evidenziata da diverse associazioni sarde di incontrarsi, conoscersi, confrontarsi, per crescere e collaborare, tenendo presenti le diverse attività che ciascuna svolge - ha registrato un grande successo di partecipazione in quasi tutte le sedi.

Centinaia di associazioni e volontari hanno presenziato agli incontri con interesse e partecipazione.

L'iniziativa ha contribuito a ri-tessere i rapporti tra il CSV e le Associazioni di Volontariato, forzatamente sospesi per troppo tempo.

Il tema della  implementazione della rete della solidarietà per affrontare al meglio i molteplici bisogni e le esigenze del territorio e delle persone che in esso vivono e il tema della collaborazione per elaborare progetti di aggregazione, animazione e servizi in grado di rispondere in maniera più adeguata, efficiente ed esaustiva a problemi vecchi e nuovi e che, da soli, non possiamo affrontare con efficacia, sono stati la costante di tutti gli incontri.

Durante gli incontri è stato analizzato lo stato di salute del volontariato in Sardegna sulla base dei dati risultanti dall'ultima indagine compiuta dal CSV per il tramite della FEO-FIVOL; è stato illustrato il Bando per la Progettazione Sociale e il Piano di formazione e aggiornamento dei volontari "Formidale" promosso dal CSV Sardegna Solidale.

Una iniziativa preziosa e utile, a parere uniname delle associazioni partecipanti.

Incontri realizzati:

- Ozieri - 29 giugno 2009, ore 20,00

- Cagliari - 01 luglio 2009, ore 17,30

- Quartu S. Elena - 02 luglio 2009, ore 17,30

- Sassari - 06 luglio 2009 ore 17,30

- Lanusei - 07 luglio 2009, ore 17,00

- Tortolì - 07 luglio 2009, ore 19,00

- Assemini - 08 luglio 2009, ore 18,00

- Terralba - 09 luglio 2009, ore 17,00

- Mogoro - 09 luglio 2009, ore 19,00

- Bosa - 10 luglio 2009, ore 17,00

- Macomer - 10 luglio 2009, ore 19,00

- Bitti - 12 luglio 2009, ore 10,30

- Iglesias - 14 luglio 2009, ore 17,30

- Ghilarza - 15 luglio 2009. ore 17,00

- Oristano - 15 luglio 2009. ore 19,00

- Senorbì - 21 luglio 2009, ore 19,00

- Sorgono, 22 luglio 2009, ore 17,00

- Isili - 22 luglio 2009, ore 19,00

- Villaputzu - 23 luglio 2009, ore 18,00

- Gonnosfanadiga - 24 luglio 2009, ore 17,00

- Villacidro - 24 luglio 2009, ore 19,00

- Sinnai - 27 luglio 2009, ore 18,00

- Porto Torres - 28 luglio 2009, ore 17,00

- Alghero - 28 luglio 2009, ore 19,00

- Perfugas - 30 luglio 2009, ore 17,00

- Tempio Pausania - 30 luglio 2009, ore 19,00

- La Maddalena - 01 agosto 2009

- Olbia - 03 agosto 2009

- Carbonia - 04 agosto 2009

- Nuoro - 05 agosto 2009, ore 19,00 

A settembre sono previsti alcuni incontri non realizzati in questa fase per motivi tecnici.

Conclusa l'iniziativa "Il CSV Sardegna Solidale incontra le Associazioni di Volontariato della Sardegna"

Si è conclusa il 05 agosto a Nuoro l'iniziativa "Il CSV incontra le OdV del territorio". Partito il 29 giugno 2009 da Ozieri, il "tour" del CSV Sardegna Solidale per incontrare le Associazioni di Volontariato della Sardegna ha toccato 30 tappe.

L’iniziativa - nata dall’esigenza evidenziata da diverse associazioni sarde di incontrarsi, conoscersi, confrontarsi, per crescere e collaborare, tenendo presenti le diverse attività che ciascuna svolge - ha registrato un grande successo di partecipazione in quasi tutte le sedi.

Centinaia di associazioni e volontari hanno presenziato agli incontri con interesse e partecipazione.

L'iniziativa ha contribuito a ri-tessere i rapporti tra il CSV e le Associazioni di Volontariato, forzatamente sospesi per troppo tempo.

Il tema della  implementazione della rete della solidarietà per affrontare al meglio i molteplici bisogni e le esigenze del territorio e delle persone che in esso vivono e il tema della collaborazione per elaborare progetti di aggregazione, animazione e servizi in grado di rispondere in maniera più adeguata, efficiente ed esaustiva a problemi vecchi e nuovi e che, da soli, non possiamo affrontare con efficacia, sono stati la costante di tutti gli incontri.

Durante gli incontri è stato analizzato lo stato di salute del volontariato in Sardegna sulla base dei dati risultanti dall'ultima indagine compiuta dal CSV per il tramite della FEO-FIVOL; è stato illustrato il Bando per la Progettazione Sociale e il Piano di formazione e aggiornamento dei volontari "Formidale" promosso dal CSV Sardegna Solidale.

Una iniziativa preziosa e utile, a parere uniname delle associazioni partecipanti.

Incontri realizzati:

- Ozieri - 29 giugno 2009, ore 20,00

- Cagliari - 01 luglio 2009, ore 17,30

- Quartu S. Elena - 02 luglio 2009, ore 17,30

- Sassari - 06 luglio 2009 ore 17,30

- Lanusei - 07 luglio 2009, ore 17,00

- Tortolì - 07 luglio 2009, ore 19,00

- Assemini - 08 luglio 2009, ore 18,00

- Terralba - 09 luglio 2009, ore 17,00

- Mogoro - 09 luglio 2009, ore 19,00

- Bosa - 10 luglio 2009, ore 17,00

- Macomer - 10 luglio 2009, ore 19,00

- Bitti - 12 luglio 2009, ore 10,30

- Iglesias - 14 luglio 2009, ore 17,30

- Ghilarza - 15 luglio 2009. ore 17,00

- Oristano - 15 luglio 2009. ore 19,00

- Senorbì - 21 luglio 2009, ore 19,00

- Sorgono, 22 luglio 2009, ore 17,00

- Isili - 22 luglio 2009, ore 19,00

- Villaputzu - 23 luglio 2009, ore 18,00

- Gonnosfanadiga - 24 luglio 2009, ore 17,00

- Villacidro - 24 luglio 2009, ore 19,00

- Sinnai - 27 luglio 2009, ore 18,00

- Porto Torres - 28 luglio 2009, ore 17,00

- Alghero - 28 luglio 2009, ore 19,00

- Perfugas - 30 luglio 2009, ore 17,00

- Tempio Pausania - 30 luglio 2009, ore 19,00

- La Maddalena - 01 agosto 2009

- Olbia - 03 agosto 2009

- Carbonia - 04 agosto 2009

- Nuoro - 05 agosto 2009, ore 19,00 

A settembre sono previsti alcuni incontri non realizzati in questa fase per motivi tecnici.

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Servizio Civile - Le Associazioni di Volontariato si appellano al Presidente Cappellacci

220 Associazioni di volontariato della Sardegna hanno scritto un appello al Pçresidente della Regione, On. Ugo Cappellacci, per rappresentare il grave disagio derivante dai tagli ai finanziamenti dei progetti di servizio civile nazionale da realizzarsi in Sardegna da parte di enti sardi accreditati.

Ecco il testo dell'Appello:

AL PRESIDENTE CAPPELLACCI  

APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

SUL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE  

Nei giorni scorsi la Presidenza della Giunta ha pubblicato la graduatoria dei progetti di servizio civile approvati e ammessi al finanziamento. Dall’analisi della graduatoria risulta quanto segue:

-        sono finanziati SOLO 58 progetti sui 158 che sono stati presentati dagli Enti iscritti all’Albo Regionale.

-        I giovani coinvolti nei progetti finanziati sono SOLO 299. Un taglio di circa 300 unità rispetto all’ultimo bando, che mette la Sardegna e i suoi giovani all’ultimo posto in Italia

-        Dei 58 progetti finanziati 50 PROGETTI appartengono a Enti Pubblici (Comuni, Provincie e ASL), solo 2 appartengono ad associazioni.

-        Il Progetto “Tott’Impare2” presentato da una rete unitaria di 210 associazioni non è stato ammesso al finanziamento in quanto i giovani richiesti (301) superavano le disponibilità della Regione. E ciò senza che mai alcuna comunicazione abbia informato gli Enti del numeri effettivo dei posti disponibili per i giovani.

 Le Associazioni firmatarie esprimono profonda preoccupazione per la grave situazione determinata dalle ultime decisioni sul Servizio Civile Nazionale in Sardegna per il fatto che 2/3 dei progetti presentati non viene finanziato e viene così vanificato l'impegno e gli ingenti investimenti fatti per garantire qualità alla proposta. L’assoluta mancanza di informazioni agli enti sui criteri utilizzati per la valutazione dei progetti rende ancora più difficoltosa la comprensione delle scelte operate.

 Le Associazioni firmatarie constatano con amarezza che invece di favorire la diffusione del SCN lo si ostacola sia per i  giovani sia per gli Enti. Un atteggiamento incomprensibile per una Regione che dice di avere a cuore la promozione della cultura della solidarietà, della pace e della cittadinanza attiva e dove le famiglie in situazione di povertà e i giovani disoccupati e in cerca di prima occupazione aumentano vertiginosamente.

 Alla luce di tutto questo le Associazioni firmatarie si appellano al Presidente Cappellacci e chiedono:

- che venga data esecuzione alla nuova legge regionale sul servizio civile allargando il dibattito anche al contributo degli Enti per superare insieme le criticità e per valorizzare le grandi opportunità offerte dal SCN;

- che si utilizzino le risorse già impegnate e non spese nelle finanziarie 2007 e 2008 e le necessarie risorse aggiuntive per permettere quest'anno l'avvio al servizio di tutti i giovani ricompresi nei progetti approvati (in totale 873 giovani per un impegno finanziario di circa 5 milioni di euro, cifra assolutamente alla portata della Regione Sardegna).

 Le sottoscritte Associazioni di Volontariato della Sardegna confidano nella serietà e sensibilità del Governo regionale ed in un intervento immediato e concreto che accolga le istanze rappresentate.

 18 giugno 2009

Servizio Civile - Le Associazioni di Volontariato si appellano al Presidente Cappellacci

220 Associazioni di volontariato della Sardegna hanno scritto un appello al Pçresidente della Regione, On. Ugo Cappellacci, per rappresentare il grave disagio derivante dai tagli ai finanziamenti dei progetti di servizio civile nazionale da realizzarsi in Sardegna da parte di enti sardi accreditati.

Ecco il testo dell'Appello:

AL PRESIDENTE CAPPELLACCI  

APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

SUL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE  

Nei giorni scorsi